La stragrande maggioranza delle volte vado dalle loft di giorno, quindi, visto che il mio lavoro me lo permette, posso facilmente giustificare che sono li per quello. Le 5/6 volte che ho incontrato un conoscente sono riuscito a scaricarlo facilmente con la scusa che avevo molta fretta.
Lo dico spesso pure io, ma non sempre serve, anzi in genere provoca un "
ma smettila di correre, uffa, qui state tutti a correre..." che mi farebbe venire voglia di passare alla sberla in faccia violenta, ma si finirebbe a querele dunque mi trattengo. E' questo trattenermi che mi sta ammazzando, come avrai capito.
certo che tutta la vita a preoccuparsi del giudizio altrui....
Al contrario, ho una gran voglia di esplodere in faccia al cretino di turno quel che vado a fare realmente, con le probabili conseguenze esposte al messaggio #1 di questo thread.
Quindi leggilo per bene e poi magari esponi i tuoi aneddoti, grazie.
a) si, direi che tu sei molto sopra la media nazionale dei coglioni invadenti tra i propri conoscenti. Quando me ne capita qualcuno, entro in modalità Magnifico Rettore nella quale, ti garantisco, è davvero difficile tentare di essere invadenti con me.
Ecco, sospettavo di essere un vero fortunello. Ora però, visto come sono messo, Professore: se non la disturba troppo, mi espone brevemente in cosa si manifesta la modalità
Magnifico Rettore, affinché io possa riprodurne quella che in diritto industriale viene definita
imitazione servile ?
Grazie.
b) Si. In genere gioco d'anticipo, salutando conoscenti di lavoro e di altro genere dicendo che devo scappare perchè mi aspetta una bella ragazza. Il mio costante e curato programma di understatement rende del tutto incredibile la battuta. Loro si fanno una risata fuori, io me la faccio dentro.
Bene,io in almeno due occasioni risposi esattamente come lei, con il risultato che i due cretini incontrati si comportarono come segue:
1)uno lo incontrai in tarda mattinata, io avevo finito gli impegni di lavoro; quando gli dissi "
ciao, sono di fretta, scappo da una bella ragazza" lui, sebbene io avessi accelerato il passo, mi seguì per un tratto ( ero a piedi e vicino alla meta, in zona frequentata e semicentrale) per vedere dove andavo, alzando la voce e sentenziando:
" cazzo, così vedo dove vai a trovare una figa a quest'ora! Dov'è 'sto posto aperto con le fighe? Che birre hanno? Fanno gli aperitivi?";
2) l'altro cominciò a chiedere dettagli :
" la conosco? ma chi è? è figa? " ; ma almeno non mi seguì; tuttavia nelle settimane seguenti mi capitò di incontrarlo di nuovo, ed ancora mi capita di vederlo e incontrarlo, ed ogni volta faceva e fa battute , chiedeva e chiede dettagli , segnalando ai presenti (sia uomini che donne) che insomma ero e sono una bella testa di cazzo, a non coinvolgere gli amici e presentare loro le belle fighe. Questo da allora comporta che sono detestato e tenuto alla larga dalle mogli di alcuni amici e conoscenti, ma questo costituisce il male minore: devo avere già scritto che ormai frequento solo donne che fanno le escort e le porto con me anche in occasione di cene o eventi sociali, il che aggrava la presa di distanza e l'insofferenza verso di me di mogli e fidanzate altrui.
In realtà Professore, come avrà capito, sono in una fase della mia vita nella quale sento un gran bisogno di dire apertamente ciò che sono e ciò che faccio, e di essere accettato per quello in maniera semplice e non fracassona: mi rendo conto che può essere difficile, eppure segnalo che l'
understatement da lei predicato è anche il mio, non ho comportamenti chiassosi e mi faccio molto i fatti miei.
A differenza di altri, come credo di essere autorizzato a dire.