Film d amore e d anarchia | PUNTERFORUM
Film d amore e d anarchia
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Film d amore e d anarchia

Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." (Love and Anarchy)

Partiamo dal presupposto che non è avvincente come “travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, che sarebbe uscito appena l’anno dopo, ma diciamo pure che per Giancarlo Giannini e Mariangela Melato è stata una palestra di recitazione, uno step verso il capolavoro. I tratti tipici della Wertmuller son tutti lì: un cinema ribelle, estremo, provocatorio, che evidenzia i conflitti sociali, gli squilibri e le contraddizioni del tempo. Ma anche un cinema barocco, allegro, ironico, imprevedibile, anarchico. Come direbbe Julio : iconoclasta!
La Wertmuller, come suo solito, dalla commistione del grottesco con il melodramma e la sceneggiata, dipinge un’Italia sgangherata divisa in dialetti e culture. Tragicamente attuale la rappresentazione del becerismo e del fanatismo del tempo.

Il film viene prodotto all’inizio degli anni ‘70. Gli echi del post sessantotto rimbombano ancora potenti. La regista rimase colpita dai martiri insurrezionalisti di cui narra Erika Diemoz in “A morte il tiranno”. Due le peculiarità di questi arditi uomini d’azione: il desiderio di vendetta che poi evolve nella consapevolezza di non poter essere liberi sotto un regime. Una consapevolezza che porta a essere pronti a sacrificarsi, preferendo di morire liberi anziché vivere come servi. In secondo luogo, il costante passaggio per un bordello alla vigilia di un atto eclatante, luogo in cui i martiri cercavano ospitalità carnale e materna. Questo secondo aspetto rende il film particolarmente gustoso per noi puttanieri in cerca di immedesimazione.

Il film narra di Turin (Giannini) un contadino della bassa lombarda che vide il suo migliore e forse unico amico assassinato dai carabinieri perché anarchico. La Wertmuller tratteggia il personaggio di Turin nella sua bonaria dozzinalità. Lo anima di un anarchismo naturale, ingenuo, è l’eroe disgraziato con gli occhi sbarrati che raccoglie l’ultimo afflato rivoluzionario dell’amico ammazzato e decide di recarsi a Roma per assassinare il duce.

La pellicola è ambientata all’inizio degli anni ‘30, nella capitale ripresa dettagliatamente nei suoi scorci migliori. Il Turin trova la sua base logistica nel bordello dove lavora Salomè (la Melato), una puttana sovversiva che dopo accurato collaudo, lo presenta e lo ospita nella struttura come suo cugino.

Rare footage: la Prima volta di Julio, la prima di una lunga serie…

La ricostruzione della casa di tolleranza è frutto di un sapiente lavoro dello sceneggiatore (il marito della Wertmuller) che a giudicare dall’accuratezza dei particolari presuppongo fosse un gran puttaniere.
Per quanto una casa chiusa possa lasciar presagire una parentesi pruriginosa, se è questo l’intento che anima la visione, non vorrei che rimaneste delusi. La Wertmuller si diverte a descrivere le meretrici a tinte forti, come personaggi vitali, donne triviali, sanguigne, dai modi atipici.
Ritrae le fornitrici fino ai peli e ai pori, in tutta la loro gioiosa veracità proiettandole in un impasto di sarcasmo, comicità e tragedia. In netto contrasto con tale squallore popolaresco è l’esercizio poetico che nobilita i soggetti trasfigurandoli (all’opposto) in eleganti visioni d’autore. Ho intravisto Federico Fellini in qualche scena ma potrei essermi sbagliato.

Basta così, che poi dite che sono prolisso, ma non è vero, sono solo un punter sensibile. Dei film come delle puttane cerco di coglierne i più intimi segreti. E solo per venire qui a raccontarli a voi, brutti stronzi.

Riuscirà il nostro eroe ad ammazzare Mussolini o si perderà nei meandri dell’amore per una pay?


Ma soprattutto, aspetto di fondamentale importanza e vera chiave di lettura del film: la Melato lo faceva l’anale?
Infine la citazione con cui la regista conclude la trama, che riporto ma non condivido.

Errico Malatesta: «Voglio ripetere il mio orrore per attentati che oltre che essere cattivi in sé sono stupidi perché nuocciono alla causa che dovrebbero servire... Ma quegli assassini sono anche dei santi e degli eroi... e saranno celebrati il giorno in cui si dimenticherà il fatto brutale per ricordare solo l'idea che li illuminò e il martirio che li rese sacri.»

Trailer:


Film completo:

 
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Bona a Neves. Le domeniche d’agosto…
Tu intanto mettice er ghiaccio! 😂


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