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FKK ANDIAMO - FINE LUGLIO 2022 RECENSIONE DI IMMENSO - "Piccola recensione"

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Titano
“In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni” – E.H.

Eccomi qui, con incolpevole ritardo, a parlare del tranquillo e spedito viaggio – salvo per dei lavori allo svincolo di Faaker See – che mi ha condotto ad Arnoldstein per 5 ore sul finire di un assolato mese di luglio, che oltreconfine vedeva i soliti 5/6 gradi in meno rispetto a noi.
In questi anni amari riuscire a ritagliarsi qualche ora per lo svago ha un che di strabiliante.
Per strada, nella calura estiva, cantava la radiolina.
E sebbene non sarei rimasto che una manciata di ore, prima dell’ingresso ho preso volentieri un caffè a Villach con un amico che non vedevo da molto, e poi - congedatolo - con chi era con me ci siamo diretti all’Andiamo.
L’ingresso entro le ore 14.00 è a 30 euro ed è un bell’incentivo, anche se uno volesse fare entrambi i locali.
C’è Enrico in reception, che mi è sembrato persona sveglia e capace: alla luce del sole allo Zenit siamo dentro.
Non ho rilevato alcun problema agli armadietti, che sono i soliti e avevo già avuto modo di vedere l’ultima salita, mentre ero a perlustrare il locale ridotto ad un cantiere.
Una bella doccia ed era - ora - tempo di vedere l’opera finita.

Che dire, già la vaschetta con le caramelle al muro lungo il corridoio che conduce in arena è un buon viatico, e mi sembra che il lavoro fatto sia eccellente.
Il locale è una bomboniera: buona musica a volume corretto, luci che virano al viola, chiaroscuri degni di un quadro del Caravaggio, divanetti risistemati come gli originali, cuscini grandi con logo, belle pareti in contrasto, ampliati gli spazi. Direi che è venuto proprio bene.
Ci dirigiamo subito a pranzare ed il pranzo è ottimo e vario e prevede cannelloni (eccellenti), vari tipi di carne alla griglia (maiale, pollo, manzo), verdure, spaghetti, vari tipi di dolce, frutta…apprezzabili le due bottiglie di vino sul tavolo circolare appena entrati, tavolo su cui insistono anche 3 contenitori con del succo arancia, dell’acqua naturale e dell’acqua aromatizzata con fette di limone e foglie di menta a macerare. Peraltro dovrebbe essere ampliato chiudendo parte della zona esterna con delle vetrate.

Come mi era stato detto, essendo il lunedì uno dei giorni elettivi di riposo per le ragazze, non ci sarebbero state che una ventina di ragazze. Poco male, mi interessava vedere la situazione e l’atmosfera, e fare un tuffo nel passato. Al termine della mia rapida visita comunque ho appreso che gli ingressi avevano superato la 90ina, che per un lunedì non mi sembra malissimo, considerando che la stragrande maggioranza degli avventori è entrata dopo le 14 quindi con prezzo intero.
Terminato il pranzo ci dirigiamo nella zona esterna.
Qualche orso è intento a sonnecchiare sui begli sdrai o sotto gli ombrelloni.
Anche la zona esterna è curatissima e impeccabile.
Qualcuno fa il bagno nella piscina blu cobalto.
Vi saranno meno gradi che da noi, come detto, ma la temperatura esterna è comunque proibitiva, per quanto mi riguarda. Veramente molto caldo oggi.
Persino le ragazze preferiscono stare sotto la tettoia del ristorante, all’ombra.
Qualcuna, come Ella, si avventura a stuzzicare un gruppetto di giovani novizi, facilmente riconoscibili dal costume che indossano e dall’evidente imbarazzo. A difesa posso dire che almeno sono stati sulla loro, tranquilli e non molesti, sebbene vistosamente pesci fuor d’acqua.
Ella, come detto. Mora, alta e magra ragazza rumena, bel viso, seno naturale piccolo e sederino d’ordinanza, incede sulle GPS abbastanza attiva nella ricerca di clientela, con più che discreto successo.

Dopo esserci seduti senza pace climatica ovunque, incluso il gazebo esterno con i tavolini in cui spillarsi le consumazioni, desistiamo per il troppo caldo e afa e rientriamo.
All’interno c’è una discreta presenza maschile, molti gli abituali – per lo più austriaci di una certa età, mi viene detto – e qualche ragazza.
Un paio di queste, more con carnagione olivastra e ampiamente soprassedibili, sono intente a bere con un cliente giovane non italiano, e non faranno altro tutto il giorno.
Facciamo un giro nella wellness deserta, impeccabile, e poi rientriamo in arena.

Seduto a bere qualcosa io sono puntato da Mimi, new entry ghanese, in autoreggenti nere e scarpe bianche con cinturino alla caviglia e ampio plateau. Ha uno slippino viola e due vistosi seni rifatti liberi da costrizioni. Dialoghiamo in inglese e si capisce che non sia di primo pelo, nonostante la giovane età. Lancia occhiate smeraldo e assassine, da dietro due improbabili e vistose ciglia finte. Apprendo che la sua amica di colore è in riposo, e dopo poco la congedo, non convincendomi appieno. Magari sbaglio, ma a pelle emana un senso di altezzosità che me la rende invisa. Oppure è perché in estate i pensieri si sciolgono, ed è colpa del caldo.

E poi, mentre il mio amico è salito con Andreea ex Wellcum, che ho visto proprio bene e che lascerà estasiato il mio ardimentoso commensale, io opto per scambiare due parole con una ragazza sola soletta. Amalia.
La ragazza mi sta di fronte ed ha un reggiseno nero, unico dettaglio che vedo emergere dal bancone, mentre il mezzogiorno svela la finzione del mondo e tutto sembra miraggio.
Annuisce muta, annuisce appena, fissandomi seria. Nell’elementare dialogo ogni tanto mi sfiora la mano e sorride, seduta nel suo slip bianco.
E’ sufficiente il labiale ad intuire parole per un futuro migliore. In giornate così puoi pensare che forse era vero. E poi quella zona di pesca mi ha sempre portato bene, penso…
Occupa la zona che fu delle ungheresi. Giovani lineamenti gentili e lunghi capelli neri – che in camera raccoglie in coda – e occhi scuri. In arena in intimo due pezzi non coordinato. Seno naturale reattivo commovente e scarpe blu elettrico di vikynghiana memoria.
Alle prime armi. Molto educata e composta. Parla solo rumeno, cosa che per la stragrande maggioranza dei clienti può essere un problema insormontabile o forte ostacolo alla scalinata. Niente inglese, niente tedesco, niente italiano…Bisogna toccare le corde giuste, come sempre. Predilige stare sopra, e ad occhio accorto si nota una leggera vena dominatrice, che si sforza di reprimere. Una di quelle giovanissime cui il sesso viene naturale. Ripeterò di sicuro, e se riuscirà a bypassare il problema (per molti) della lingua, farà proseliti
” (autocit.).

Sceso riesco a piluccare qualcosa prima della chiusura del ristorante e ritento all’esterno. In acqua si sta bene ma è ancora caldissimo. Tutti a cercare quel poco di fresco sepolcrale, per la pace eterna dei sensi.
Dopo un po' mi raggiunge il mio amico, e stesi al sole grandi idee si confondono con consigli di vita, e balbettano con vini di facile beva.
Siamo raggiunti da Larissa, in total naked con reggicalze bianco a cadere. Pelle diafana, seno rivedibile, viso carino, ci approccia simpaticamente ed educatamente. Il particolare è ingannevole, con certe ragazze, quindi bisogna guardarle nell’insieme. E poi la bellezza non è che una somma di difetti, no? Purtroppo per lei avevamo appena dato, così le sue parole si stemperano in piccole gocce che vanno ad annacquare quel bicchiere di vino solare in una estate essiccata, e comunque si congeda educatamente e sorridente stringendoci il braccio. E lasciando a entrambi un’ottima impressione, specie all’amico che la proverà di lì a poco, con somma soddisfazione.

Lascio il socio a rosolarsi e rientro, pensando alle gite – che non si contano – nello stesso locale nel corso degli anni.
Nei goffi passi sconnessi che la vita mi impone, cerco spazio per ricordare il ritmo che fu.
Sono l’orso di sempre, quella bestia legata a stretta catena che balla e che beve mentre il pubblico applaude, ché ha pagato il biglietto e si deve pure mangiare.

Ho un divertente e lungo dialogo surreale con Dragana al bancone del bar. Indubbiamente avvenente e sorridente in microbikini, mi annichilische con il suo discorso su "dominazione & Co." e "tariffario mistomare" ma purtroppo dopo un pò perdo l'attenzione, essendo più lei interessata ad armeggiare con il mio sedere che io con il suo, pure notevole, ma sono troppi gli artifizi e ancora di più i paletti.
Se c'è una cosa che non tollero è lo spreco di qualsiasi cosa...sentimenti, cibo, talento, fisico... imi pare rau, iubi.

Mi stendo un po' ovunque, dal cinema alla zona ex-piscina interna, al divanetto di lato alla porta dello spogliatoio delle ragazze, per vedere il locale da diversi punti di vista e riprendermi dal dialogo con Dragana.
Almeno 5 calici li tracannerei, e di altri 5 farei un assaggio, mentre una dozzina di grappoli della vendemmia sono infelici, e non possono che produrre bottiglie di lacrime.
Ma rammento che il mio ospite mi ha riferito che lavorano e sono molto gradite alla clientela abituale austriaca, quindi mi chiedo: chi decide il bello, divide la seta dalla stoppa, e discerne il mediocre dal sublime?

Steso in dormiveglia la meravigliosa Claudia, in total naked, tenta di riportarmi dalla intensa rarefazione alla realtà, attraverso voci di tromba, sussurri e pioggia di efelidi cadute sulle guance dai capelli di fuoco, mentre nella penombra della parete, ombre cinesi di orsi marciano verso la Romania.
Lei è la sintesi di tutto ciò che c’è di bello, l’armonia e la follia; e mentre la mia pigrizia la sta per far svanire come un sorriso rubato in un brusco risveglio, un monito del Dio dei puttanieri mi sveglia, con un violino che brucia le tempie. Nella penombra di questa giornata brilla la pentola delle buone cose che ho avuto. Il tempo è poco, e con disperazione dell’essere, e del non poter rimanere salgo con questa meraviglia, che mi rilascia sentore terziario di rimpianto, rinfrescandomi il palato. Con amaro finale di mandorle, e frinir di cicale.

Sceso parlo e bevo con il Direttore, prima dell’imminente cena il cui termine chiuderà la mia fugace presenza. Ci raggiunge il mio amico, congedata Larissa.

C’è poco da dire sul locale, è un gioiellino old school; quindi parliamo delle ragazze. Anche qui c’è poco da dire, visto che chi di dovere è consapevole che c'è da lavorare ma ha le idee chiare e ne parliamo.
Rammento che 13 anni e mezzo fa, all’apertura non c’erano che una quindicina di ragazze. E neppure di livello, dato che arrivarono a crescere di numero e qualità nel corso dei mesi. Quelle che quando arrivano portano quella tiepida aria di primavera che spinse un amico a dirmi “Mi piace quando ci sono. Ci sentiamo tutti un poco più giovani” arrivarono alla spicciolata, innesto su innesto…tentativo su tentativo. Allora si creò un luogo in cui consumarsi, sciuparsi e stropicciarsi gli occhi…in cui i miracoli accadevano ogni giorno.
Certe alchimie richiedono tempo e lavoro. Sono rare. Forse irripetibili per momento storico e coincidenza di fattori. Ma non è detto che non possa arrivarsi a creare un locale di altrettanti livello e bellezza, seppure in modo diverso.

Gli lancio poi un’accorata e disperata supplica a non dimenticare quei gesti e quegli oggetti che significano l’essenza di un gruppo…di un luogo. Forse la gentile clientela si sarebbe sentita come a casa propria con i costumi, ma di certo non sarebbe più la mia dimora. Speriamo dunque resti immune dai "fidanz(i)atori seriali" a 1000 €/giorno e da "Savastano Boys" con boxer lunghi e occhiali da sole.
Sarebbe bello se il locale fosse ricordato con nostalgia dagli avventori: abbiamo copulato bene a prezzi onesti in ambiente rilassato. Siamo stati all’Andiamo. Siamo stati liberi.

La cena prevede - oltre a vari primi e secondi - dell’ottima pizza in teglia di vari tipi, e del salmone veramente da applausi. Confesso di averne abusato e con grande soddisfazione.
Alla fine della serata ognuno di noi ha scavato nel giardino dell’altro e, anche se non erano smeraldi, si è messo in tasca qualche spicciolo del nostro comune sentire; consapevoli che non sono i sogni a cambiare il destino. Il desiderio di sognare, quello sì, cambia le cose.
 
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