Rassegna StamPunter

arriva l'estate...

https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/sesso-riccione-1.3881918

Riccione, sesso in strada, scattano le maxi multe
Il sindaco di Ricicone Renata Tosi firma l’ordinanza anti-prostituzione. Ecco la mappa dei viali a rischio - di ANDREA OLIVA
Riccione (Rimini), 1 maggio 2018 - «Estensione del fenomeno in alcune aree della città». E ancora: «Vivissima preoccupazione ed allarme nella collettività». Sono alcune delle frasi che accompagnano l’ordinanza contro la prostituzione firmata ieri dal sindaco Renata Tosi. La firma è avvenuta dopo aver dato notizia dei controlli della polizia municipale senza che i vigili potessero elevare sanzioni a lucciole e clienti per mancanza di un’ordinanza apposita. E anche dopo le critiche piovute dal Partito democratico che non aveva usato mezzi termini: «Multano i mendicanti ma non le prostitute».
Da ieri c’è uno strumento in più che permetterà alle forze dell’ordine di elevare sanzioni alle prostitute e ai clienti nella misura di 258 euro, se pagata entro 60 giorni dalla notifica. Altrimenti il conto salirà a 516 euro. Se lucciole o clienti saranno colti sul fatto una seconda volta, quindi recidivi, allora scatterà direttamente la sanzione da 516 euro. Per colti sul fatto non vanno intesi atti osceni in luogo pubblico. In quel caso scatterebbero altre forme sanzionatorie.
Rimini, viaggio sulle strade del sesso. "Non mandate la multa a casa mia"
L’ordinanza è studiata per colpire la presenza delle prostitute sui marciapiedi o a bordo strada facendo leva sulla pericolosità che possono avere per la sicurezza stradale.
Il documento del sindaco identifica anche le zone ‘rosse’, dove la presenza di lucciole è una costante. Si tratta dei viali Torino, Milano, D’Annunzio incluse le strade adiacenti. Massima attenzione anche alla ex Statale 16 su tutto il territorio, e a un gran numero di piazzali: Marinai d’Italia, Azzarita, Giovanni XXIII, Moro, Moravia, Vittorini, Neruda, Allende, Cassola, Deledda, Negri, Pratolini e le vie adiacenti.
La mappa dei 'nascondigli d’amore' dei riminesi
«Abbiamo riproposto l’ordinanza – spiega il sindaco – come fatto negli anni passati». Ma per il Pd il provvedimento è arrivato troppo tardi. In passato, infatti, l’ordinanza veniva emessa a ridosso di Pasqua, quando la stagione riprendeva. Così è accaduto nel 2014, 2015 e 2016, tra la fine di marzo e gli inizi di aprile. Nel 2017, con il Commissario prefettizio, è invece scoppiata la rabbia degli albergatori perché dopo la Pasqua non c’era traccia di ordinanza. «Questo è il periodo in cui riprende la stagione, Pasqua è arrivata presto – ribatte il primo cittadino - quindi il provvedimento non è tardivo. E comunque sia anche senza atto pubblico, i vigili e le forze dell’ordine svolgono controlli e questa attività viene fatta anche grazie alle segnalazioni che ci arrivano puntuali da cittadini ed esercenti».
 
http://www.milanotoday.it/cronaca/latitante-prostitute-arrestato.html


Milano. Aguzzino delle prostitute di viale Testi, Cinisello e Sesto: incastrato dalla carta di credito

Dovrà stare in carcere per 13 anni e dal mese di agosto del 2017 era latitante. Era stato condannato definitivamente dal Tribunale di Milano per sfruttamento della prostituzione, violenze e sequestro di persona. E adesso, finalmente, è stato arrestato e riportato in prigione. Per il momento lontano dall'Italia: in attesa della estradizione è in cella in Romania, dopo un'operazione della 'Catturandi' dei carabinieri di Milano, guidata da Marco Prosperi.

Michi Stoica, alias 'Puia', romeno di 39 anni è stato incastrato dall'uso assiduo delle sue carte di credito. Pagava il noleggio di auto e i conti dei ristoranti senza badare a spese ma sempre lasciando tracce nei pos dei circuiti finanziari. L'uomo era membro di un'organizzazione internazionale di sfruttamento della prostituzione, anche minorile, attiva oltre che in Italia, in Olanda, Francia, Spagna, Belgio e alcuni paesi dell'Est Europa.

In Lombardia 'Puia' era una sorta di vigilantes. Controllava la zona nord di Milano: da viale Fulvio Testi, passando per Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, fino ad arrivare al Monzese. Era lui che collocava le ragazze in strada, le controllava, raccoglieva i soldi delle serate, 'arbitrava' le controversie tra le donne e i clienti e le puniva quando non stavano alle regole. In alcune occasioni - hanno riferito i militari che hanno seguito la sua cattura - le isolava in appartamenti, privandole della possibilità di comunicare con l'esterno e minacciandole anche di morte, personalmente o contro i parenti in Romania.

La squadra del Nucleo investigativo di Milano ha preso il 'caso' dal 6 febbraio. I militari hanno subito capito che l'uomo aveva lasciato l'Italia da tempo. Tanto che la sua ultima traccia nel Bel Paese risaliva al 2016. Da allora - scopriranno poi i carabinieri - l'uomo era andato a vivere dalla sua compagna ad Oviedo, in Spagna. A portarli su questa pista sono le testimonianze di alcune delle sue vittime milanesi. Quando sentivano il suo nome, stando a quanto riferito, alcune di loro si irrigidivano e non parlavano più. Altre, invece, cercavano di scavare nella memoria per aiutare le indagini. L'uomo, infatti, era attivo nel suo quadrante italiano tra il 2008 e il 2010. Sul suo profilo Facebook, intanto, pubblicava foto di lui e la fidanzata in Spagna.

Nell'ultimo periodo, forse dopo aver saputo della condanna in via definitiva, aveva lasciato Oviedo ed era tornato a vivere a Giurgiu City, la sua città d'origine in Romania. Con l'auto aveva attraversato l'Europa, stando attento a non passare per il suolo italico. Non è servito a nulla. Il suo 'vizio' della carta di credito al ristorante lo ha tradito ancora. La polizia romena, su richiesta di via Moscova, lo ha arrestato il 24 aprile. Ora si attende l'estradizione.
 
" La polizia romena, su richiesta di via Moscova, lo ha arrestato il 24 aprile. Ora si attende l'estradizione."

Sarebbe meglio che scontasse lì la pena. Se tornasse qui, sarebbe tanto se scontasse due anni dei tredici che gli spettano.
 
https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/prostituta-sesso-strada-1.3888498

Sesso in strada non è sicuro, prostituta deve pagare la multa
Per la prima volta il giudice civile respinge il ricorso di una lucciola
Rimini, 5 maggio 2018 - Prostituzione: uno a zero per il Comune. Esulta Palazzo Garampi, per la motivazione con cui il Tribunale civile di Rimini rigettando il ricorso di una lucciola romena per le multe che le erano state inflitte, riconosce per la prima volta «il pregiudizio imminente per la sicurezza e per l’ordine pubblico». Una motivazione che secondo gli amministratori va a rafforzare la nuova ordinanza che tenta di contrastare il fronte dei marciapiedi.
«Sulla base dei dati forniti dalle forze di polizia – scrive infatti il giudice – queste attività hanno determinato e continuano a determinare l’incremento di una serie di fenomeni, anche di rilevanza penale, e delle commissione di reati correlati alla prostituzione, quali lo sfruttamento o favoreggiamento, circonvenzione di persone incapaci, adescamento, atti osceni, violenza sessuale, spaccio di droga, invasione di terreni o edifici, danneggiamento, disturbo della quiete pubblica...». Secondo il giudice «l’ordinanza ha, del tutto legittimamente, posto il divieto, temporaneamente limitato e localizzato nelle zone della città specificamente indicate (con riferimento all’ordinanza in questione, datata 2012, ndr) a chiunque di porre in essere comportamenti diretti a offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di saluto allusivo... ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione».

«Queste motivazioni – commenta l’assessore alla Polizia municipale, Jamil Sadegholvaad – rappresentano un precedente molto importante perchè mai finora era stata messa in rilievo in questo modo la correlazione tra esercizio della prostituzione in strada e problemi di ordine pubblico e sicurezza. Naturalmente nulla è scritto sulla pietra, ma la tenuta dell’ordinanza è sicuramente un elemento solido e imprescindibile nel contrasto alla prostituzione».
Non la pensa così l’avvocato Massimiliano Orrù che di prostitute ne rappresenta parecchie e che considera questa una vittoria di Pirro. «La questione – spiega – è che in questo caso si tratta di una sentenza civile che riguarda la sanzione e non il discorso penale. E quest’ultimo è l’unico strumento che preoccupa veramente la prostituta. Anche se la sanzione ha sicuramente un effetto deterrente per il cliente che piuttosto che montare una causa e rendere tutto pubblico, ovviamente preferisce pagare. Mi piacerebbe sapere dall’assessore quante multe sono state pagate dalle prostitute...». La verità, fa capire, è che il multone per la lucciola è acqua fresca: se non rischia di essere arrestata, se ne frega».
 
Anche perchè poi, indirettamente, per pagare la multa, la lucciola(ammesso che la paghi sul serio :prankster2: ) i soldini li pesca dai nostri portafogli lavorando ancora più a catena e peggio... quindi alla fine le multe gliele paga sempre il cliente. :w00tmesalia:
 
https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/prostituta-sesso-strada-1.3888498

Sesso in strada non è sicuro, prostituta deve pagare la multa
Per la prima volta il giudice civile respinge il ricorso di una lucciola
Rimini, 5 maggio 2018 - Prostituzione: uno a zero per il Comune. Esulta Palazzo Garampi, per la motivazione con cui il Tribunale civile di Rimini rigettando il ricorso di una lucciola romena per le multe che le erano state inflitte, riconosce per la prima volta «il pregiudizio imminente per la sicurezza e per l’ordine pubblico». Una motivazione che secondo gli amministratori va a rafforzare la nuova ordinanza che tenta di contrastare il fronte dei marciapiedi.
«Sulla base dei dati forniti dalle forze di polizia – scrive infatti il giudice – queste attività hanno determinato e continuano a determinare l’incremento di una serie di fenomeni, anche di rilevanza penale, e delle commissione di reati correlati alla prostituzione, quali lo sfruttamento o favoreggiamento, circonvenzione di persone incapaci, adescamento, atti osceni, violenza sessuale, spaccio di droga, invasione di terreni o edifici, danneggiamento, disturbo della quiete pubblica...». Secondo il giudice «l’ordinanza ha, del tutto legittimamente, posto il divieto, temporaneamente limitato e localizzato nelle zone della città specificamente indicate (con riferimento all’ordinanza in questione, datata 2012, ndr) a chiunque di porre in essere comportamenti diretti a offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di saluto allusivo... ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione».

«Queste motivazioni – commenta l’assessore alla Polizia municipale, Jamil Sadegholvaad – rappresentano un precedente molto importante perchè mai finora era stata messa in rilievo in questo modo la correlazione tra esercizio della prostituzione in strada e problemi di ordine pubblico e sicurezza. Naturalmente nulla è scritto sulla pietra, ma la tenuta dell’ordinanza è sicuramente un elemento solido e imprescindibile nel contrasto alla prostituzione».
Non la pensa così l’avvocato Massimiliano Orrù che di prostitute ne rappresenta parecchie e che considera questa una vittoria di Pirro. «La questione – spiega – è che in questo caso si tratta di una sentenza civile che riguarda la sanzione e non il discorso penale. E quest’ultimo è l’unico strumento che preoccupa veramente la prostituta. Anche se la sanzione ha sicuramente un effetto deterrente per il cliente che piuttosto che montare una causa e rendere tutto pubblico, ovviamente preferisce pagare. Mi piacerebbe sapere dall’assessore quante multe sono state pagate dalle prostitute...». La verità, fa capire, è che il multone per la lucciola è acqua fresca: se non rischia di essere arrestata, se ne frega».
Spero in un veloce ricorso relativo alla Cassazione, visto che nella connessa Sentenza del Tribunale Civile di Rimini, sembra che siano stati travisati (= snobbati) i principi obbligatori di contingibilità ed urgenza dei problemi da risolvere in merito, come citato dalla Sentenza del Consiglio di Stato (= Organo supremo giudicante della Giustizia Amministrativa) n. 774/2017. Sottolineo che si può descrivere quello che ho appena scritto in un eventuale ricorso, tanto da far guastare la festa allo stesso Sindaco della città romagnola in questione.
 
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/furto-prostitute-1.3898244

Bologna, derubato di 1.200 euro da tre prostitute


In via Nuvolari. Due romene sono state rintracciate e denunciate per furto dalla polizia

Bologna, 9 maggio 2018 - Mentre era fermo in macchina in via Nuvolari, in zona Fiera, tre prostitute si sono avvicinate, offrendogli insistentemente una prestazione sessuale. Lui ha rifiutato, ma una delle tre ragazze si è infilata nell’auto dell’uomo, un sessantaquattrenne, e ha iniziato a toccarlo.

A quanto pare, tutta una scusa per sfilargli il portafogli. Quando infatti l’uomo è sceso dall’auto per fare uscire la prostituta, si è accorto del furto, vedendo ilportafogli vuoto sul sedile. C’erano circa 1.200 euro. Lei è riuscita comunque ad allontanarsi grazie alle altre due colleghe che hanno trattenuto il derubato, impedendogli di seguire la ragazza.

L’uomo, a quel punto, ha chiamato la polizia mostrando agli agenti le fotografie che aveva scattato alle tre meretrici. Due delle tre donne sono state rintracciate in zona: sono due romene di 32 e 29 anni, che sono state denunciate per furto in concorso. La polizia ha sequestrato loro 450 euro, ritenute parte dei soldi rubati all'uomo di 64 anni. L’altra donna è stata identificata, ma non ancora rintracciata.



 
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/furto-prostitute-1.3898244

Bologna, derubato di 1.200 euro da tre prostitute


In via Nuvolari. Due romene sono state rintracciate e denunciate per furto dalla polizia

Bologna, 9 maggio 2018 - Mentre era fermo in macchina in via Nuvolari, in zona Fiera, tre prostitute si sono avvicinate, offrendogli insistentemente una prestazione sessuale. Lui ha rifiutato, ma una delle tre ragazze si è infilata nell’auto dell’uomo, un sessantaquattrenne, e ha iniziato a toccarlo.

A quanto pare, tutta una scusa per sfilargli il portafogli. Quando infatti l’uomo è sceso dall’auto per fare uscire la prostituta, si è accorto del furto, vedendo ilportafogli vuoto sul sedile. C’erano circa 1.200 euro. Lei è riuscita comunque ad allontanarsi grazie alle altre due colleghe che hanno trattenuto il derubato, impedendogli di seguire la ragazza.

L’uomo, a quel punto, ha chiamato la polizia mostrando agli agenti le fotografie che aveva scattato alle tre meretrici. Due delle tre donne sono state rintracciate in zona: sono due romene di 32 e 29 anni, che sono state denunciate per furto in concorso. La polizia ha sequestrato loro 450 euro, ritenute parte dei soldi rubati all'uomo di 64 anni. L’altra donna è stata identificata, ma non ancora rintracciata.



Magari le foto erano delle meretrici in costume adamitico....
Ma dddai... (rivolto al Grullo del Carlino):rofl:
 
Spero in un veloce ricorso relativo alla Cassazione, visto che nella connessa Sentenza del Tribunale Civile di Rimini, sembra che siano stati travisati (= snobbati) i principi obbligatori di contingibilità ed urgenza dei problemi da risolvere in merito, come citato dalla Sentenza del Consiglio di Stato (= Organo supremo giudicante della Giustizia Amministrativa) n. 774/2017. Sottolineo che si può descrivere quello che ho appena scritto in un eventuale ricorso, tanto da far guastare la festa allo stesso Sindaco della città romagnola in questione.
Se vera potrebbe essere una soluzione.
https://www.newsitaliane.it/2018/la...o-i-clienti-a-piedi-nel-centro-storico-131875
I colleghi romani ne hanno notizia?
 
Nessuna soluzione, visto che può essere compreso (ovviamente illecitamente) il semplice sospetto come requisito per elevare la relativa sanzione.
 
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