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Se ne andò 10 anni fa il numero 3 per antonomasia, ovvero Giacinto Facchetti. Senza di lui non avremmo forse avuto i Cabrini, Maldini ed una nuova interpretazione del terzino "fluidificante". Qui voglio ricordarlo come giocatore, quindi evitiamo le solite menate sul Facchetti dirigente. E' stato il protagonista del romanzo Azzurro tenebra di Giovanni Arpino, ricevette la sua unica espulsione in un Inter-Fiorentina del '78 per aver applaudito l'arbitro. Curioso che un altro grande come Gaetano Scirea che lo sostituì in Nazionale nel ruolo di libero sia morto 27 anni fa, il giorno prima della morte di Giacinto. Quasi che i due fossero legati da quel filo rosso, in nome della loro classe, dalla loro grandezza umana, e correttezza sul campo. https://www.youtube.com/watch?v=S_jV8HVY33s
Nobile gesto, questo tuo, buon Lobuono, nel ricordare questo stupendo personaggio famoso sia per le sue gesta sportive che per gli alti valori morali.
Giacinto espressione di quel calcio che non c'è più, esempio di forte attaccamento ai colori della sua casacca escludendo il breve inizio carriera che lo ha visto mettersi in luce nella Trevigliese, squadra del suo paese natale.
Peccato che la sorte, oltre a strapparlo all'affetto dei suoi cari, non gli abbia consentito di godere il successo del suo lavoro da dirigente, consacrandolo come presidente del triplete e della sola compagine sempre in A.