2025/2026 - Forse le lucciole non si amano piu' - Recensione di IMMENSO

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FORSE LE LUCCIOLE NON SI AMANO PIU'

"Eccomi qua
Sono venuto a vedere
Lo strano effetto che fa
La mia faccia nei vostri occhi
E quanta gente ci sta
E se stasera si alza una lira
Per questa voce che dovrebbe arrivare
Fino all'ultima fila
Oltre al buio che c'è
E al silenzio che lentamente si fa
E alla luce che taglia il mio viso
Improvvisamente eccomi qua"


FDG

"What the hell am I doing here? I don't belong here"

R

"Well , there goes that dream"

TBoI

Neppure più ho ricordo di quando ho scritto l'ultimo post articolato, figuriamoci una recensione.

Ci ho provato qualche mese fa, ma mi sono autocensurato, chiedendone la cancellazione.

Tanto hanno potuto alcuni utenti. L'insofferenza della vecchiaia, che volete...

Nel mezzo, ho versato pezzi di vita nel bicchiere sempre più mezzo vuoto che mezzo pieno, e alla fine mi trovo alla deriva nella notte...genuflesso nell'attesa di un perdono che si nega.
Rientro con un thread che ho chiesto fosse chiuso ai commenti, solo per dire la mia evitando agli altri di incomodarsi nei soliti commenti, che abbiano gradito quanto letto o meno.

Mi getto a chi legge attraverso queste pagine algide, imbrattate di sangue e viscere, e con titolo preso in prestito da un album della Locanda delle Fate.

Lascio la sigaretta nel posacenere e scrivo rapidamente questa richiesta di aiuto. O forse è un grido d'allarme...

Non esistono più certezze qui...l'unica cosa sicura è la mia assenza.
Partiamo da quello che ho fatto scomparire, ovvero tra le cicche di ricordi che ho buttato. Datati, magari, ma sempre una fotografia utile dell'estate passata.

"Un fiorire di costumi sotto l'accappatoio. E di costumi e basta.
Persino al ristorante le ragazze (le ragazze...) hanno dovuto riprenderli chiedendogli indossassero - almeno dove si mangia - l'accappatoio.

Al "Wellcum on the beach", il meraviglioso stabilimento balneare carinziano, costumi e cappelli la fanno da padrona.
Straordinario quello con il cappello da safari. Straordinario.

Accolti all'ingresso dalla puzza di fogna che sale dalle docce (complimenti al genio che ha levato i ganci per appendere l'accappatoio dall'interno delle stesse all'esterno), nel caso foste nostalgici la potrete ritrovare nelle docce in area relax.
A contribuire alla meravigliosa qualità dell'insieme l'assenza di posti a sedere in arena, tutta avvolta da asciugamani e - udite udite - l'assenza di aria condizionata, in un caldo da svenire, che le ragazze mitigavano con dei ventagli (ripeto: ventagli) e non perché non funzionasse ma perché "l'aria condizionata costa" (come riferitomi da una persona che ci lavora).
Indimenticabile il pellicano Amira in costume smandrappato rosa e in evidente sovrappeso che sullo sgabello si sventolava la pizda sudata...ricordava una delle matrone dei tempi che furono con i loro abiti smanicati a fiori e chiusi da bottoni, sedute su una sedia fuori dalla porta in una torrida giornata estiva.
Direi che per 90 euro di ingresso l'aria condizionata potrebbe essere accesa non solo nelle camere.

Così, ti ritrovi a pensare a Zalone e al suo "ma è del mestiere questa" mentre ti guardi intorno e pensi alla giovane receptionist che lancia accappatoi senza chiedere la taglia ("Filini sembrava un mutilato. Fantozzi praticamente in bermuda" giusto per darvi un'idea...) o al barman che non fa caffè perché te li fai da solo alla macchina (hai voglia a spiegargli che non ci sono le tazzine) o al solerte personale di cucina, cui non sono in grado di attribuire nazionalità (messicani che hanno scavalcato il muro americano?...), ti salvi in corner con il giovane e gentile cuoco con bandana e il suo filetto (di maiale) al pepe, eccezionale.
Cibo ottimo a pranzo e cena.

Ad un certo punto ho rinunciato a chiedermi chi comandasse lì dentro, cosa facilmente identificabile in ogni locale che ho visitato in lustri...la costante era che riuscivi a individuare il Direttore.
Evidentemente al "Wellcum on the beach" comanda l'anarchia.
D'altronde è evidente che la maggior parte dei clienti neppure sa dove si trovi o perché sia lì.
Poi ci si chiede perché si missili. Magari quello con un borsello nero e una borsa water proof fucsia. O quello che esce dalla doccia senza chiudere l'acqua. O i due in bagno a parlare di ragazze mentre la signora delle pulizie cerca di pulire il pavimento.
Chissà perché.

C'è anche la macchina del gelato che ti spini tu, fragola e banana, o un mix di entrambi.
Deleteria per certe ragazze inquartate.
Compensano tanti scheletri con tettone e labbroni, tutte uguali, ma nel complesso media ragazze buona.

Tra quelle che mi hanno colpito di più cito Renata (sosia della compianta Kagney Lynn Carter) e Manuela, bellissima bulgara minuta con bella dialettica ma con cui non ci siamo mai trovati tra i suoi tempi liberi e i miei momenti refrattari.

Tre camere per me, old school a tariffa standard e senza extra.
La prima con Anka, sempre spettacolare e generosa.
La terza con Gloria, su cui ogni parola è superflua.
Tengo per ultima la seconda per spendere due parole: Mirella, una fica da paura.
Fisico naturale che da' ancora una pista a tutte. Acconciatura sofisticata.
In una giornata di total naked è ancora da infarto e caldissima in camera e in arena, dove si è unita a noi per cena.
Fuori categoria.
Pura epica.

Degne di nota per chi mi ha portato lì (fosse stato per me avrei allungato a Villach...)
la certezza Talia e Cora, napoletana. Non è sta gran fica, quest'ultima. Ma è "molto calda...uno dei pochi talenti nostrani in circolazione" mi riferisce il mio Maestro".

Apro parentesi.

Veniamo a tempi più vicini.

In un sonno agitato, al largo di una notte di tuoni ho potuto vedere - per festeggiare la vincita di una discreta sommetta al limitrofo casinò - persino la situazione al Margerita in Slovenia: un errore che non chiamo sbaglio per educazione.

Le gocce di pioggia mista a neve rigano il vetro della mia finestra come ricordi oggi che scrivo, mentre fuori il mondo freddo cade piano.

Locale inqualificabile a partire dall'ingresso, con accappatoio coi buchi e asciugamani di lamierino.

Muri un pò così, su lisa moquette un pò così. Un angolo con carta da parati con motivi di piante verdi che non ha senso.

Il rancio prevede della pseudo-carne che galleggia in una idea di sugo, e meravigliosa la fantozziana mela bacata con un Ferrero Rocher su un piattino adiacente lo scaldavivande. Titolo del quadro: "Natura morta con dissenteria".

Diverse ragazze sui divanetti, intente a truccarsi e piastrarsi i capelli in bella vista, mentre il mio sguardo vaga tra le colonne color bronzo e la TV appesa che offre in loop un canale satellitare di moda/fashion di non so dove, che stona alquanto con la scrausa qualità dell'insieme.
Salverei una ragazza carina con capelli castani e occhi chiari, magra e con bel fisico naturale, ma la lascio al mio amico.
Gli altri ed io usciremo a secco, tra un tragico tentativo di sauna andato male data la scivolosità del pavimento che a momenti mieteva vittime nel gruppo e uno sguardo all'idromassaggio con un avventore intento a farselo smanettare sott'acqua da un simil-cingolato.
Il solo pensiero di entrare in quel catino con meduse galleggianti senza antitetanica mi provocava la pelle d'oca.

Se volete un altro asciugamano di lamierino sono altri 5 euro...il conflitto bellico in corso ha aumentato il prezzo del metallo, evidentemente.

Leggo che vi è stato un aumento di 80 euro per l'ingresso, tanto a rimarcare il labile confine tra il pagamento di una somma per un posto che non offre nulla e quello di una gabella per un posto in cui sono presenti per lo più professioniste "di terz'ordine" disponibili a mollarla "a pago".
Per me che amo chiamare le cose con il loro nome, prezzo-da-ladri, o ladrocinio usando un unico lemma. Così disgustato da non poterlo tacere.

Misericordia per noi poveri cristi sperduti in quella misera location nei giorni trascorsi.

Chiudo parentesi.
Quanto riferito sopra - relativo al Wellcum - accadeva prima del cambio del Direttore.

Richiamato in fretta il precedente, infatti, dato che il sostituto era sovente irreperibile e assente, e il buco di incassi stava raggiungendo profondità vertiginose, ho potuto notare molto recentemente quanto segue.

Già l'alba lasciava presagire una di quelle giornate invernali terse, con aria gelata secca. Regalate. Infatti il bel tempo e lo scarso traffico accompagneranno il nostro viaggio sino ad Arnoldstein.

Anzitutto mi sento di lodare l'ottimo lavoro fatto da Daniela con le ragazze. Per quanto mi riguarda, infatti, non ho da segnalare approcci malfatti o cantilenanti. Catrina, Sabrina (in sorta di cotta metallica medievale e total naked) molto simpatiche, seppur rifiutate, così come Renata, identica alla mai dimenticata Kagney Lynn Carter. Tante altre ombre che ho lasciato come impronte.

Con Dilara, molto figa e molto alla mano, non si riusciva a far combaciare i tempi.

Mi colpisce Ester, con improbabile taglio da badante color mogano, sbiancata come un osso di seppia. Non è una nave scuola. E' tutta la dannata flotta

Certo, molte ragazze affrettate e indifferenti, che di loro stesse hanno un concetto preciso e lo esprimono compunte, ovvero essere "le uniche principesse esistenti" se ne trovano. Specie considerando l'abnormità del loro numero rispetto agli avventori in un pomeriggio post epifania.

"Cerco un uomo (leggi: cliente, n.d.R.) all'altezza delle mie necessità", paiono dire a bocca chiusa.

Molte ragazze indugiano lievemente, ascoltando, il tempo di un battito d'ala.

Donne che amano gli avanzi di galera e li cercano apposta perché attratte dalla fascinazione del male. Si chiama ibristofilia, impropriamente detta Sindrome di Bonnie e Clyde. Non a caso molti detenuti ricevono lettere e proposte di matrimonio da ammiratrici. D'altronde "Una donna va con chi desidera, l'uomo con chi può. Un uomo sposa chi vuole, la donna chi trova".
La vecchia guardia - con Anka, Adela, Vicky...le mie Demetra, Parvati, Cibele poi Dana e Beatrice in eccitante camicetta bianca aperta e annodata sotto il seno e nuda per il resto (oramai Denise Richards, come scrissi) - sarebbe da clonare.

Bene la zona wellness (anche se gli avventori potrebbero riportarsi fuori i bicchieri) e il ristorante (anche se sarebbe apprezzabile che tutti i membri dello staff indossassero cappelli e guanti) con verdure crude, insalata con feta e olive nere, tagliata di pollo (meglio mettere a parte l'aceto balsamico) e risotto con i funghi a pranzo, mentre a cena c'erano cosce di pollo, pasta al ragù, una focaccia con crudo, le solite verdure ed un bel buffet di dolci. In generale ottima pulizia.

Come anticipato, luminosa nel suo sorriso di sogno, sono rapito da Yvette.

Ho scritto qui: "Una luna gelata si è alzata sopra la giornata finita, e benché la mia ferita sia l'unica cosa ad essere fresca, mi sento di spendere una parola per Yvette, ex professionista a Linz, 27enne moldava di Chisinau, riferisce.

Viso rubato a Jessica Biel. Occhi nocciola, lisci capelli castani alle spalle. Seno un capolavoro di Madre Natura.

Posizionata sul divanetto prima dell'uscita che conduce al corrimano della piscina.

Pelle pulita, approccio timido. Parla a bassa voce. Dedizione e dolcezza commoventi.

Non frugo dentro le tasche le mie parole migliori per i molti dimentichi delle stelle, avvinazzati di mediocrità; mentre per gli sfacciati sognatori in lotta contro inferni concreti, potrebbe essere una Itaca in mezzo a centinaia di donne
".

Lei indossa solo una reggicalze in pelle... e null'altro. Velluto sull'anima. Una ragazza di cui innamorarsi perdutamente, almeno per mezz'ora.

"Onesta ferisce. Disonesta guarisce", recita l'antico adagio.

Mi guardo un pò attorno e persino i clienti sembrano essere migliorati. Sarà per il loro numero esiguo, o per il fatto che quelli più attempati conoscono le fasi dei locali, e che è meglio girare al largo in certi periodi e riprendere appena sono terminati, ma - salvo uno con dei pantaloni grigi sotto l'accappatoio . non si vedono orpelli. Il bar oggi non è palcoscenico, né commedia dell'arte, dove gli accappatoi diventano maschere, scurrili e tragiche, con poco pubblico che partecipa...le allusioni e i non detto...tipiche degli ubriachi.

"Fuori i mercanti dal tempio", oggi.

Quanto a me, viaggio con poco bagaglio e in attesa del mio numero resto in silenzio.

Il secondo turno ha le sembianze di Vicky, in costumino intero retato ad ampie maglie.

Qui si fa dura, raccontare. Il mio linguaggio misero fatica a trovare le parole.

Mi chiede che fine avessi fatto. Non so dire perché proprio ora riaffiora nel mio presente, e perché ogni istante si fa labirinto.

Che risponderle? Le strade sono piene di agnizioni...forse l'uomo è fatto per desiderare, continuamente...e appena soddisfatto ricerca un altro inseguire...albergando dunque nella sofferenza. Forse ci sono uomini che cercano e vogliono l'abisso e come Lucifero vogliono solo precipitare...fuggire da Dio.

Come il veleno che uccide un sorso alla volta, ne ho visti cadere tanti...Li ho visti tutti cadere, alcuni trafitti.

Le dico che con gli uomini non c'è mai da fidarsi.

Ho visto venire al mondo Alicia, Valeria & Co., lei inclusa, e vorrei potere tornare indietro solo con un cenno della mano, come a fermare una giovane amante ritrovata anni dopo. Ma il gesto si smorza: oramai imprigionato in scelte sbagliate. Bias del sopravvissuto, lo chiamano.

C'è una forma verbale che lenisce queste sofferenza: il condizionale passato. Avrei potuto. Ma gli sbagli sono sassi che pesano e ci spingono a fondo negli anni

Tutto...parole, facce e brandelli di vestiti mi si parano davanti allo stesso tempo, incluse le sue lenti a contatto azzurre, e le GPS - pure azzurre - in plastica, non blu elettrico in velluto...dettagli. Ipotesi che riporto con dita impastate. Ricordi in palmo di mano.

Occhi che si fanno onde.

Ha uno sguardo d'acciaio, e capelli biondi con riflessi color ferro. Tutto il lei richiama il metallo. Tempra affilata di soffusa dolcezza.

Uomo a mare, sono. Perso, ma non dimenticato.

Saliamo per l'ennesima volta nel corso degli anni in una delle innumerevoli stanze libere, con ampio letto ad angolo, in cui tutto sembra lasciato in disordine, come se il precedente inquilino fosse fuggito di colpo.

"37 anni, e ancora spezzi i cuori" penso parafrasando una nota serie, mentre parliamo, studiandoci. Enormi paure affilate in parole ritorte più volte.

Tiene sempre gli occhi aperti, e io non voglio perdermi lì dentro, in quell'azzurro dolente.

Due anime costantemente incompiute. Mai in pace, mai paghe. Mai in cerca di approvazione e riconoscenza.

Fisicamente perfetta, mi smarrisco al centro di quella foresta di simboli, e mi ritrovo con l'ennesima cicatrice, che verrà bruciate dal sale di burrasche lontane, mentre coi sospiri muove le tende.

La Vichinga ancora le mette in fila tutte.

Scesi c'è ancora del tempo da passare insieme, fumando, mentre col braccio mi asciugo la bocca dai resti di vomito della mia anima e dal tempo meraviglioso trascorso con lei, proprio quando si avvicina il crepuscolo.

Mi dedico ad un bel giro di wellness, soprattutto alla sauna esterna, solitario, tra atmosfere oblique contro il tramonto, mentre mi chiedo in cifosi se domani ci sarà un cielo migliore.

Rientro rinvigorito, per l'ultima onda all'orizzonte di lune radenti, ossia Anka, sempre eccezionale, che mi fa crollare in una risata quando termino dentro di lei e all'orecchio mi sussurra "Buon Anno".

Grazie a tutte loro - e al mio istinto che ancora mi sorregge - mi salvo sempre...chissà per quanto ancora.

C'è così tanto da dire, ma spengo per oggi la fiamma del mio accendino, sfregato ossessivamente, mentre il liquore cade a cascata nel lago di un largo bicchiere e mi lascio andare alle ultime riflessioni in ordine sparso.

Guarda cosa sei diventato, mi dico, mentre fisso il muro in cui vedo quello che avevo dimenticato...Penso che il tempo si dovrebbe dichiarare concluso.

Una volta la gita ti metteva appetito, commozione, emozione, desiderio e godimento...posti dove desideravi andare a vivere, impastato con la terra, l'azzurro degli occhi e il grano dei capelli di qualche bella sconosciuta dalle cosce tornite. Ora il mercato offre questo.
Faccio finta di niente e mi dico che così va il mondo. O almeno questo.

"Meglio sborrare nella bocca di un cesso che nella tazza del cesso" diceva un mio amico che ci provava con tutte...d'altronde i leoni quando vanno a caccia non cercano di prendere l'animale più bello, ma quello più lento che gli permette di portare a casa il risultato con il minimo sforzo.
Peccato che la caccia sia costosa oggi, e non parlo solo in termini monetari.

Se poi certe ragazze lavorano è perché esistono uomini che danno importanza a simil-cingolati, come detto.

Come si torna indietro? La mia maturità se ne sta andando con gli ultimi sopravvissuti, cari compagni di gite. A loro mi uniscono i ricordi...di Cora (tedesca), Caro (tedesca), Zoe (olandese), Heidi (ceca), Trinity (estone) al Goldentime...a proposito di chi parla di "feudo rumeno". Di Anah, ceca biondo platino lampadata, che prima dei lavori di ampliamento, quando non c'erano le chiave appese vicino al bar ma ti mettevi in coda davanti alla porta di una camera chiusa, quando era nel mood ti toglieva l'asciugamano e solfeggiava nell'attesa per tenerti al caldo, di Joana cubana...all'Oase di Timea (ungherese), Judith (ungherese), Michelle (Svizzera), Adriana (ceca, ex Linda al Palace), Claudia (brasiliana). Di Sonia, rumena minuta fisico perfetto, all'epoca diciottenne, Adina, Samantha, Katy, Layla, Carlina, Janine al World. Locali dove si era puniti se lenti.

Nomi che a qualcuno - sempre meno - diranno molto.

Ora in Germania da Hahn a Colonia mi dicono male di Oase e Babylon di Elsdorf, salvando solo lo Sharks che oramai ha prezzi da Globe.

La sostanziale indifferenza con la quale stanno affossando i locali la dice lunga su come gli orsi bianchi siano sfibrati di ogni sentimento di protesta, lasciando solo la convinzione che il punto più basso sarà sempre il prossimo. Certo, bisogna averne vissuto i picchi per capire la differenza.

Chi difende o si entusiasma per sta roba di oggi non riesco a capirlo, mentre sono qui, come smarrito, a cercare gli spicci e l'ordito di questa mattina, in riva di giorno che nasce. Come sono messi i locali? Il gatto di Schrodinger...cosa c'è in quella scatola probabilmente è noto a tutti, seppure nessuno abbia la voglia, o il coraggio, di alzare il coperchio. Meglio rimanere nel limbo.

"Siamo il nostro tempo incarnato, vecchi amici", non si parla più del futuro, ma del passato comune vissuto. In pochi ci chiediamo ancora dove stiamo andando, a che punto delle scale siamo, se le saliamo o scendiamo. Il vero sesso oramai si fa altrove, e l'esperienza carinziana, per quanto piacevole, è "altro".

"Dove vanno gli angeli a dormire
Dove son finite le illusioni e i sogni
Che nessuno compra più
Tra incerte ombre effimere
"
 
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