Escort inesperte.. e punter inaffidabili

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21 Marzo 2026
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Durante questo lavoro, parlo degli inizi, per inesperienza — anche perché nessuno ti insegnava davvero come muoverti quando eri completamente sola con un cliente, mi capitavano situazioni difficili da gestire.

Essendo nuova sul mercato i primi erano proprio loro: Gli inaffidabili.. ovvero i soliti “furbetti”, quelli che conoscevano un po’ tutte e che, col tempo, imparavi a riconoscere e ad evitare.

Cambiare numero per loro era quasi una costante, ma spesso bastava il tono della voce per identificarli. Alcuni si presentavano e poi si tiravano indietro all’ultimo momento ( molto irritanti ), altri cercavano di ottenere qualcosa senza rispettare gli accordi, oppure avanzavano richieste poco chiare o fuori luogo.

Non mancavano poi personaggi in condizioni non adatte o con comportamenti poco affidabili ( tossici ed ubriaconi ), che ovviamente venivano allontanate subito uno perché ci si poteva aspettare una reazione violenta, due perché non arrivavano all'orgasmo e tre portavano con sé malattie. Altri cercavano di ritrattare dopo, oppure trovavano scuse legate al pagamento o peggio pagavano con moneta falsa. In generale, c’era una varietà di atteggiamenti che richiedeva molta attenzione e capacità di valutazione.

Capitavano anche proposte insolite o situazioni ambigue che facevano nascere dubbi sulla sicurezza, così come persone molto giovani o inesperte che si avvicinavano con leggerezza per rovinarti la giornata appostandosi sotto casa e creando problemi di quiete pubblica facendo scappare altri.

C’erano poi clienti poco rispettosi delle più basilari regole di igiene o che cercavano di aggirare le precauzioni fondamentali.

Alcuni si mostravano inizialmente gentili e poi cambiavano atteggiamento si trasformavano da mr. Hide e nel sesso in dott. Jekill.. altri si comportavano in modo poco trasparente o mettevano a disagio con richieste inaspettate ( tipo portare un amica senza il nostro consenso ). Non mancavano episodi in cui qualcuno tentava approcci improvvisati per strada o situazioni che richiedevano particolare prudenza.

In rari casi si percepiva anche un rischio maggiore, che rendeva necessario interrompere subito ogni contatto. Solo pochi si distinguevano davvero per serietà e rispetto. I migliori. un erano eccezioni, ma facevano la differenza.. quelli erano i migliori!
 
Non è un’attività facile, serve qualcuno che ti dia indicazioni, di storie così me ne hanno raccontate diverse, una volta una ragazza romena piangeva perché le avevano dato due banconote da cinquanta false, un’altra volta mentre scopavamo c’era un tizio che suonava di continuo, più gli diceva sono occupata più lui si accaniva, quando uscii non c’era, si era nascosto, ma la ragazza aveva deciso di non farlo entrare, chissà cosa gli frullava in testa. Un’altra diceva che un cliente si presentava con superalcolici e ogni tanto polvere bianca, lei lo assecondava ma non beveva e non tirava, ma non era facile gestirlo.
Un mestiere dove serve un buon fisico ma anche tanto cervello.
 
un cliente si presentava con superalcolici e ogni tanto polvere bianca, lei lo assecondava ma non beveva e non tirava, ma non era facile gestirli
Purtroppo in quelle situazioni il sangue freddo era la prassi.. erano i più pericolosi, cioè me la cavai, perché da varie testimonianze altre se la videro brutta, proprio perché imprevedibili, non avevo punti di riferimento!
 
Quando sento "che ci vuole a fare la p..., basta aprire le gambe" a parte tutte le complicazioni "logistiche" e diciamo pure anche sociali e psicologiche di un lavoro del genere, credo che molti non si rendano conto di che rischi comporta portarti continuamente a casa sconosciuti, specie in un contesto "vizioso".
 
Quando sento "che ci vuole a fare la p..., basta aprire le gambe" a parte tutte le complicazioni "logistiche" e diciamo pure anche sociali e psicologiche di un lavoro del genere, credo che molti non si rendano conto di che rischi comporta portarti continuamente a casa sconosciuti, specie in un contesto "vizioso".
Poi c’è l’aspetto sociale, non puoi dire pubblicamente cosa fai, è un mestiere tollerato, ma da tenere nascosto. Sarebbe opportuno legalizzarlo.
 
Durante questo lavoro, parlo degli inizi, per inesperienza — anche perché nessuno ti insegnava davvero come muoverti quando eri completamente sola con un cliente, mi capitavano situazioni difficili da gestire.
Buona serata @SyriaTrans
I tuoi interventi sono sempre interessanti, perchè traspare la volontà di mettere a nudo se stessi, i ricordi di una vita .
Alcune riflessioni forse banali .
Iniziare questa attività, non è certo una decisione semplice da prendere alla leggera e non voglio sapere le motivazioni, ma mi chiedo ci sarà stato un abboccamento con qualche "amica/amico" che già esercitava, tanto per dare le prime istruzioni?
La scelta di essere sola, oltre agli evidenti vantaggi di non dover dividere i proventi di un lavoro così psicologicamente difficile , ha anche altri motivi?
e ci sarebbero anche altre ed altre domande.
 
Buona serata @SyriaTrans
I tuoi interventi sono sempre interessanti, perchè traspare la volontà di mettere a nudo se stessi, i ricordi di una vita .
Alcune riflessioni forse banali .
Iniziare questa attività, non è certo una decisione semplice da prendere alla leggera e non voglio sapere le motivazioni, ma mi chiedo ci sarà stato un abboccamento con qualche "amica/amico" che già esercitava, tanto per dare le prime istruzioni?
La scelta di essere sola, oltre agli evidenti vantaggi di non dover dividere i proventi di un lavoro così psicologicamente difficile , ha anche altri motivi?
e ci sarebbero anche altre ed altre domande.
Posso dirti che, come spesso accade in scelte così complesse, non c’è mai una sola ragione né un percorso lineare: ci sono decisioni graduali e anche molta consapevolezza costruita nel tempo.
 
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