E'una storia di una tristezza unica.Il Giorno di Natale morire,dopo aver pranzato con i propri figli,in un bilocale fatiscente durante un incontro sessuale a pagamento.E morire per un malore,lasciato solo.
La storia è triste perché ci è rimasto secco a casa di una trans a Natale - molti punter andrebbero a mignotte anche a Natale se non fossero incantenati a casa h24 - o sono in fondo un po' tutte quante tristi le storie di puttane e puttanieri a maggior ragione se questi ultimi vanno a prostitute (o trans) dopo aver fatto colazione/pranzato/cenato in famiglia e comunque prima di aver dato il bacino della buonanotte ai pargoli cui ha fatto magari seguito una sveltina (quando va bene) con la conosorte?
Quando si va a prostitute (o trans) si è molto soli - a prescindere dall'infarto e dall'essere lasciati lì crepati o a crepare -, ancora più soli di quanto già non lo si sia in genere (ma il fatto di essere usciti vivi dopo una scopata a pagamento, e ciò succede nel 99,9 per cento dei casi, ci fa credere di non essere soli come l'ingegnere e addirittura migliori di lui mentre invece siamo proprio come lui).
Anche gli appartamenti in cui si va sono se non fatiscenti quasi sempre modesti e anonimi o al massimo normali, quindi dove sta la nostra diversità rispetto all'ingegnere? Mai vista, in 25 anni, una casa bella ma davvero bella ubicata in centro città in cui professa una prostituta (o trans).
Ecco, questa tendenza recondita a dire "Che tristezza...a me non sarebbe mai successo...cazzo morire di Natale in un bilocale del cazzo di una cazzo di periferia con una puttana (o trans) che scappa e manco chiama l'ambulanza e aver prima pranzato con i propri figli" mi fa pensare che non sia poi così facile riuscire ad ammettere che già il fatto stesso di essere qui su questo sito ci rende inevitabilmente parte di una stessa "famiglia" (è infatti la scopata a pagamento che ci accomuna non le conseguenze più o meno nefaste della stessa).