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3274926197 - Escort Milf Roma
L'incontro è avvenuto Nell'ultima settimana
Località e provincia dove è avvenuto l'incontro: Roma
Conformità foto pubblicate nell'annuncio: 75% - Non aggiornate, photoshop
Nome della girl/escort: Paola
Nazionalità: colombiana
Età: sull'annuncio dichiara 35 anni; ad occhio direi una quarantina
Altezza: a domanda risponde: 176 cm; e ci stanno tutti
Descrizione fisica: Curvy (formosa nei fianchi e nel seno)
Reperibilità: Facile con telefono
Compenso concordato: 50
Durata dell'incontro: fino a 30 minuti
Servizi usufruiti: FK (french kiss, bacio alla francese con lingua), DATY (dinner at the Y ovvero rapporto orale a lei), BBJ (rapporto orale scoperto), HJ (ricevere masturbazione), COB (venire sul corpo), Straight Sex (rapporto sessuale in diverse posizioni)
Attitudine: Professionale, distaccata
Fumatrice Non saprei
Privacy: Ottima, lontano da occhi indiscreti
Luogo dell'incontro: Pulizia accettabile, presenza di forti odori
Facilità di parcheggio: Difficile, zona molto trafficata
La mia recensione:
Ennesima tacca al cinturone, ma stavolta a conclusione di un incontro piuttosto squallido, come squallida è la location: un vero tugurio nei meandri di una pur bella palazzina storica di via Graziano. Trattasi probabilmente di un'ex cantina dello stabile, abusivamente riconvertita in casa di piacere. Pulizia al minimo sindacale e disordine ovunque, anche in bagno. In particolare, la stanza del piacere è pervasa da una puzza non tanto imputabile a sporcizia, quanto piuttosto a incensi, candele "profumate" e altra robaccia chimica, come quei famigerati "profumatori" spray, il cui utilizzo, peraltro, presuppone la possibilità di areare i locali a distanza di mezz'ora dalla nebulizzazione: un'operazione, questa, che qui è resa impossibile dall'assenza di finestre. Inoltre, lo spazio a disposizione è talmente risicato che può a malapena contenere il letto singolo sul quale ho consumato. Privacy pressochè inesistente, visto che ogni stanza è sprovvista di porta, sostituita alla meno peggio con una tenda, quindi, nella peggiore delle ipotesi, come nel mio caso, si tromba con un persistente sottofondo di voci provenienti dalle altre stanze.
In quanto alla colombiana in oggetto, devo precisare che al netto della palese patinatura fotografica ci perde parecchio in termini di tonicità, ma non al punto da risultare inchiavabile. Il seno ha lo stesso volume delle foto (fate conto una sesta abbondante), ma dal vero risente assai di più della forza di gravità. Il lato B è altrettanto monumentale, ancorchè cellulitico; per inciso, risulta percorribile con un extra di 50 sesterzi, che per me equivalgono a un furto, visto che per 100 euro complessivi, anche per l'agognato all inclusive si può puntare su donne sicuramente più belle e/o più giovani. Ad ogni modo, almeno ai miei occhi, i lineamente del suo volto sono piacevoli, di certo non come quelli che appaiono nelle foto maggiormente patinate, però (e qui sta la sorpresa) sicuramente meglio di quelli che appaiono in quella che con ogni probabilità è l'unica foto non ritoccata, detto con riferimente alla foto con la lingerie rossa. Per inciso, quella è anche l'unica foto che rivela il reale colore della pelle: una via di mezzo tra il mulatto e l'afro, più spostata verso l'afro. Pancia assai più più prominente che nelle foto, ma non al punto da sconfinare nella categoria BBW. A rigore, trattasi di una via di mezzo tra la chubby e la bbw, più spostata verso la chubby. Patatona rasata con clitoride insolitamente piccolo in rapporto alla mole complessiva del contesto di appartenenza, e forse anche in rapporto all'etnia (come dicevo, prevalentemente afro).
In definitiva, anche a dispetto della cellulite dilagante (che non è certo pane per i palati fini), a livello fisico mi sento di attribuirle la tanto agognata chiavabilità, sia pure al minimo sindacale. Per quanto concerne l'attitudine, invece, è sicuramente al di sotto del grado di sufficienza comunemente inteso.
Nel petting è piuttosto restìa a lasciarsi andare, nel senso che le tette se le lascia suggere tranquillamente, ma i tentativi di FK vanno a segno solo per il 50%; per il restante 50, lei tende a evitarli, consentondoti, al massimo, di baciarla sul collo e/o sulla fronte. Così tento di scaldarla per mezzo di un lungo daty, nel quale, almeno in apparenza, non rivela nessuna fretta. Ma leccare la pussy a un donnone di 176 cm, nel contesto in cui mi trovavo, è un'operazione tuttaltro che agevole, perchè la lunghezza del letto è pressochè la stessa della spazio nel quale è incassato, e ciò impedisce di distendere completamente le gambe perfino a me che non sono certo un vatusso (172 cm, per chi se lo stesse chiedendo). Ad un certo punto, resasi conto della mia difficoltà, lei si sposta il più possibile in avanti, sollevando la schiena fino ad appoggiare le spalle e la testa sulla parete di testa del letto, dimostrandomi, con ciò, una certa collaborazione, che comunque è ben altra cosa rispetto alla partecipazione. Da un lato infatti, mi accarezza la testa e me la spinge delicatamente verso la pussy, con gemiti appena sussurati, come a volermi dimostrare di gradire la pratica, ma dall'altro lato, la mancanza di turgidità del clitoride anche a distanza di circa 10 minuti dall'avvio della pratica non può che smascherare l'artificio recitativo. Ma è vero anche che qui siamo ben lontani da quella teatralità per certi versi grottesca di tante sudamericane (come ad es. la rozzolona ecuadoregna di via Sismonda a suo tempo recensita), e per tale motivo avrei perfino insistito nel mio tentativo di scaldarla col daty fino al sopraggiungere dello stop da parte sua, se non fosse che lo spazio a disposizione è quello che è, e anche nella nuova posizione da lei assunta non ho ancora spazio a sufficienza per distendere completamente le gambe, così, pena la stanchezza generata da una posizione disagevole, lo stop me lo do da me, e delicatamente mi posiziono a cavalcioni sul suo petto in vista di una spagnola, che mi concede in tutta tranquillità, ma quando, da quella stessa posizione, e con altrettanta delicatezza, le porgo il birillo sulla bocca, lei, con fare missilistico, afferra il preservativo e pretende di imbustarmi fin da subito, nonostante al telefono avessimo concordato l'orale scoperto. Solo alle miei legittime rimostranze, non senza qualche esitazione, decide di praticarmi un bbj a velocità supersonica, sebbene, a onor del vero, con un tocco sufficientemente delicato e salivoso, non esente da affondi importanti, ma già dopo pochi istanti la sua bocca cede il passo alla sua mano, che comincia a smanettare con altrettanta velocità. Ad ogni mia richiesta di togliere la mano e rimettere la bocca, mi asseconda ma solo per pochi istanti, per poi riprendere a smanettare, così dopo pochi minuti di questo andirivieni bocca-mano, anche in questo caso sono io che decido di stoppare la pratica e chiedere la gommatura in vista della monta.
Nella mission avverto per l'ennesima volta il problema della mancanza di attrito imputabile all'uso spropositato di gel, e questo mi impedisce di indugiare in tale posizione per il tempo che avrei voluto, anche in virtù di una maggiore (e per certi versi insperata) propensione da parte sua a ricambiare i mie fk. Ma quando le chiedo la pecorina (al fine di incrementare l'attrito tramite compressione delle chiappe sul birillo), lei dapprima rifiuta e mi fa cenno, con la mano, di continuare a montarla in quella posizione; poi, dopo qualche istante, fissandomi negli occhi, picchetta la parte anteriore del suo polso sinistro con le dita della mano destra, come a volermi indicare, a modo suo, che il tempo a mia disposizione era esaurito o che si stava esaurendo (dirmelo a parole le sarebbe risultato troppo difficile, vista la sua scarsa padronanza dell'idioma italico).
Considerato che dall'apertura delle danze erano trascorsi poco meno di una ventina di minuti (cosa di cui sono assolutamente certo, giacchè a differenza di lei avevo l'orologio al polso), un tale attegiamento mi smonta a tal punto che avverto un brusco calo dell'erezione. Le chiedo di nuovo la pecorina, e al suo ennessimo rifiuto mi ritraggo dalla pussy e mi rimetto a cavalcioni sul suo petto chiedendole di finirmi di bocca, ma lei rifiuta e parte irruentemente di manovella, con la palese intenzione di finirmi così. Al che le tolgo la mano dal birillo e delicatamente glielo piazzo tra le tette, in vista di una spagnola conclusiva. Lei dapprima mi asseconda, stringendo lei stessa le tette sull'ormai vilipeso oggetto di piacere, poi, sempre dopo pochi istanti (forse neppure una ventina di secondi) riparte irruentemente di manovella, stavolta perfino ingellandomi il birillo non meno copiosamente della pussy. Oramai sempre più sfiduciato, la lascio fare, anche solo per la curiosità di vedere dove sarebbe andata a parare. Stranamente, anche a dispetto della mia proverbiale resilienza, peraltro amplificata da un brusco calo della libido, durante tale pratica non mostra alcun segno di impazienza, anzi, alla mia domanda se si fosse stancata, reiterata 3-4 volte nell'arco di una decina di minuti, mi risponde sempre alla stessa maniera, con un suadente "nooooooooo....", accompagnato da un sorriso, come per dire: "stanca io?! ma che stai a scherzà?!". Tuttavia, al sopraggiungere del decimo minuto, smette di smanettarmi con la mano destra e comincia a smanettarmi con la mano sinistra. Ma anche in quel frangente, non manifesta alcun segno di spazientimento; mi chiede solo di scendere dal letto per mettermi in posizione eretta, in modo da continuare la pratica da seduta, sempre alternando l'uso delle mani, e sempre con una tranquillità inaspettata (vera o apparente che sia), come se non vi fosse un domani, tanto che quando le chiedo per l'ennesima volta se si fosse stancata, lei per per l'ennesima volta mi risponde con un suadente "nooooooooo....", sempre accompagnato da un sorriso. Tuttavia, subito dopo si afferra le tette con entrambe le mani, e con esse mi avvolge delicatamente il birillo, offrendomi così il beneplacito per la più inattesa della spagnole, in grazia della quale giungo al capolinea, riversando il mio bianco nettare sulla sua pelle d'ebano.
Conclusione ovviamente insoddisfacente, visto che la mia intenzione era quella di concludere a pecorina, solidamente avvinghiato alle sue chiappone da guinness (invero condiviso ex aequo con la capoverdiana Niky di via degli Arbusti). Nel breve social time post coitale, nonostante tutte le difficoltà implicite nelle barriere linguistiche, scoprirò che il rifiuto della pecorina era dovuto a un dolore al ginocchio sinistro. Ma questo non la giustifica, poichè quando ci si trova in condizioni fisiche tali da non poter garantire almeno 2 delle 3 posizioni canoniche, si dovrebbe avere la compiacenza di smettere di escorteggiare fino al completo ristabilimento, perfino in caso di indigenza. In tal caso, infatti, si può sempre ottenere un piatto di minestra dalla Caritas.
E poi resta il fatto che subito dopo il rifiuto della pecorina, mi sono visto rifiutare anche la richiesta di finirmi di bocca, che in quel frangente (con lei supina ed io a cavalcioni sul suo petto), poteva soddisfare benissimo, perchè il ginocchio era esente da qualsivoglia pressione esterna. A maggior ragione, dunque, la mia è una condanna definitiva, senza possibilità di appello.
Tanto vi dovevo.
Buon Natale a tutti.