Al lavoro preferiscono i neolaureati rispetto ai professionisti

In ogni caso, alla luce delle vostre esperienze, quali sono stati i contesti "meno peggio"?
 
Buongiorno a tutti, come sempre la verità è nel mezzo.
Io penso che se uno vale va avanti, poi ci vuole un pizzico di fortuna ma noi italiani, spesso non sempre, perdiamo più tempo a compiangerci che a darci da fare. Per quanto mi riguarda io a 50 anni stavo in una azienda del mio settore tra le più importanti d'Europa, ruolo manageriale ecc, ma mi ero rotto le palle di certe cose strane (gente mediocre in ruoli importanti-tra cui l'amministratore delegato che era un perfetto coglione ma messo lì per motivi politici). Tutti si lamentavano ormai da tempo ma io mi misi in discussione e mi dimisi (cosa che mi ha comportato una causa lunghissima e molto stressante). Provarono in tutti i modi a convincermi a restare, mi offrirono ruoli e compensi più alti ma ormai avevo deciso e andai via. Mi ributtai sul mercato con un CV molto ricco soprattutto in termini di conoscenza ed esperienza e nell'arco di un mese ricevetti 4 proposte molto importanti e scelsi quella della società che mi garantiva più libertà (anche se la meno famosa delle 4), anche se questo comportava un trasferirmi in Svizzera e lasciare totalmente la mia zona di comfort. L'ho fatto, ho affrontato grandi difficoltà nei primi mesi anche perché nel momento cruciale sopraggiunse il periodo del COVID con tutti i problemi del caso.
Morale della favola: oggi guadagno il triplo, sono molto più felice e meno stressato, vivo in un ambiente dove la meritocrazia ha un peso e questo mi fa stare bene.
Riguardo il confronto tra titoli ed esperienza riporto la mia esperienza manageriale, gestendo oltre 60 persone: molti miei coetanei (o anche più anziani) vivono di rendita sulla cosiddetta esperienza ma valgono zero in confronto ad alcuni ragazzi di 30 anni eccezionali entrati negli ultimi 3/4 anni, che lavorano tantissimo ma guadagnano un quarto in un quinto degli "anziani"! Allo stesso tempo ho anche colleghi di 60 anni che lavorano con entusiasmo giovanile, impegno e professionalità mentre altri di 30/40 anni non sanno fare una beata minchia ma che pensano che basta essere "laureati alla Bocconi, avere un PHD e l'iscrizione a qualche albo", per avere una corsia preferenziale. In questi casi rispondo "sti cazzi"!!
Quindi l'unica strada è mettersi in discussione sempre: se siamo tra gli anziani cercare di capire quanto vale la nostra esperienza ma che questa da sola non basta a passare avanti (quando eravamo giovani questa cosa ci faceva incazzare, giustamente), se si è tra i giovani capire che titoli e qualifiche a volte non compensano l'esperienza, ma che questa si fa con il tempo.
in sintesi: ci sono vecchi con o senza titoli che non valgono un cazzo, ma anche giovani laureati che dovrebbero fare molta gavetta prima di parlare!
 
Ps aggiungo una cosa: nel primo caso lavoravo a Roma con azienda tedesca, oggi in Svizzera con sede italiana a Milano!
Ciao caro, grazie mille della tua testimonianza! Nel rimettersi in discussione in un ruolo manageriale , anche senza gestire un team ampio come il tuo, io over40, che consigli daresti ( corsi , letture?) ? grazie e .. la tua esperienza .. benche singola.. mi conferma quanto ho percepito del contesto Romano, dove anche io lavoro . Buona giornata e Buone Feste
 
Buongiorno a tutti, come sempre la verità è nel mezzo.
Io penso che se uno vale va avanti, poi ci vuole un pizzico di fortuna ma noi italiani, spesso non sempre, perdiamo più tempo a compiangerci che a darci da fare. Per quanto mi riguarda io a 50 anni stavo in una azienda del mio settore tra le più importanti d'Europa, ruolo manageriale ecc, ma mi ero rotto le palle di certe cose strane (gente mediocre in ruoli importanti-tra cui l'amministratore delegato che era un perfetto coglione ma messo lì per motivi politici). Tutti si lamentavano ormai da tempo ma io mi misi in discussione e mi dimisi (cosa che mi ha comportato una causa lunghissima e molto stressante). Provarono in tutti i modi a convincermi a restare, mi offrirono ruoli e compensi più alti ma ormai avevo deciso e andai via. Mi ributtai sul mercato con un CV molto ricco soprattutto in termini di conoscenza ed esperienza e nell'arco di un mese ricevetti 4 proposte molto importanti e scelsi quella della società che mi garantiva più libertà (anche se la meno famosa delle 4), anche se questo comportava un trasferirmi in Svizzera e lasciare totalmente la mia zona di comfort. L'ho fatto, ho affrontato grandi difficoltà nei primi mesi anche perché nel momento cruciale sopraggiunse il periodo del COVID con tutti i problemi del caso.
Morale della favola: oggi guadagno il triplo, sono molto più felice e meno stressato, vivo in un ambiente dove la meritocrazia ha un peso e questo mi fa stare bene.
Riguardo il confronto tra titoli ed esperienza riporto la mia esperienza manageriale, gestendo oltre 60 persone: molti miei coetanei (o anche più anziani) vivono di rendita sulla cosiddetta esperienza ma valgono zero in confronto ad alcuni ragazzi di 30 anni eccezionali entrati negli ultimi 3/4 anni, che lavorano tantissimo ma guadagnano un quarto in un quinto degli "anziani"! Allo stesso tempo ho anche colleghi di 60 anni che lavorano con entusiasmo giovanile, impegno e professionalità mentre altri di 30/40 anni non sanno fare una beata minchia ma che pensano che basta essere "laureati alla Bocconi, avere un PHD e l'iscrizione a qualche albo", per avere una corsia preferenziale. In questi casi rispondo "sti cazzi"!!
Quindi l'unica strada è mettersi in discussione sempre: se siamo tra gli anziani cercare di capire quanto vale la nostra esperienza ma che questa da sola non basta a passare avanti (quando eravamo giovani questa cosa ci faceva incazzare, giustamente), se si è tra i giovani capire che titoli e qualifiche a volte non compensano l'esperienza, ma che questa si fa con il tempo.
in sintesi: ci sono vecchi con o senza titoli che non valgono un cazzo, ma anche giovani laureati che dovrebbero fare molta gavetta prima di parlare!

Sicuramente hai qualità, almeno sulla carta molto importanti, e immagino tu lavori in un contesto dove vi sia richiesta di personale esperto.
C'entra poco, ma per farmi capire. Un mio amico lavora nella ristorazione (contesto molto difficile ma con tanta richiesta), difficilmente rimane in un ristorante per più di un anno e mezzo. E per trovare l'alternativa ci mette davvero poco.

Non in tutti gli ambienti è così. Nel mio caso trovare un lavoro da dipendente e con uno stipendio decente è molto difficile. C'è poca offerta e un esercito di potenziali concorrenti sulle poche posizioni disponibili.

La difficoltà è quella di riuscire a far leggere il proprio cv (se in possesso di un cv valido), ricevono talmente tante proposte che non arrivano nemmeno a chiamarti. Di fatti come scrivevo ci ho messo 3 anni a trovare lavoro, o meglio a farmi chiamare da una società valida per una mansione che rispettasse le mia competenze.
 
Buongiorno a tutti, come sempre la verità è nel mezzo.
Io penso che se uno vale va avanti, poi ci vuole un pizzico di fortuna ma noi italiani, spesso non sempre, perdiamo più tempo a compiangerci che a darci da fare. Per quanto mi riguarda io a 50 anni stavo in una azienda del mio settore tra le più importanti d'Europa, ruolo manageriale ecc, ma mi ero rotto le palle di certe cose strane (gente mediocre in ruoli importanti-tra cui l'amministratore delegato che era un perfetto coglione ma messo lì per motivi politici). Tutti si lamentavano ormai da tempo ma io mi misi in discussione e mi dimisi (cosa che mi ha comportato una causa lunghissima e molto stressante). Provarono in tutti i modi a convincermi a restare, mi offrirono ruoli e compensi più alti ma ormai avevo deciso e andai via. Mi ributtai sul mercato con un CV molto ricco soprattutto in termini di conoscenza ed esperienza e nell'arco di un mese ricevetti 4 proposte molto importanti e scelsi quella della società che mi garantiva più libertà (anche se la meno famosa delle 4), anche se questo comportava un trasferirmi in Svizzera e lasciare totalmente la mia zona di comfort. L'ho fatto, ho affrontato grandi difficoltà nei primi mesi anche perché nel momento cruciale sopraggiunse il periodo del COVID con tutti i problemi del caso.
Morale della favola: oggi guadagno il triplo, sono molto più felice e meno stressato, vivo in un ambiente dove la meritocrazia ha un peso e questo mi fa stare bene.
Riguardo il confronto tra titoli ed esperienza riporto la mia esperienza manageriale, gestendo oltre 60 persone: molti miei coetanei (o anche più anziani) vivono di rendita sulla cosiddetta esperienza ma valgono zero in confronto ad alcuni ragazzi di 30 anni eccezionali entrati negli ultimi 3/4 anni, che lavorano tantissimo ma guadagnano un quarto in un quinto degli "anziani"! Allo stesso tempo ho anche colleghi di 60 anni che lavorano con entusiasmo giovanile, impegno e professionalità mentre altri di 30/40 anni non sanno fare una beata minchia ma che pensano che basta essere "laureati alla Bocconi, avere un PHD e l'iscrizione a qualche albo", per avere una corsia preferenziale. In questi casi rispondo "sti cazzi"!!
Quindi l'unica strada è mettersi in discussione sempre: se siamo tra gli anziani cercare di capire quanto vale la nostra esperienza ma che questa da sola non basta a passare avanti (quando eravamo giovani questa cosa ci faceva incazzare, giustamente), se si è tra i giovani capire che titoli e qualifiche a volte non compensano l'esperienza, ma che questa si fa con il tempo.
in sintesi: ci sono vecchi con o senza titoli che non valgono un cazzo, ma anche giovani laureati che dovrebbero fare molta gavetta prima di parlare!
Beato te: io con tre lauree (Matematica- Fisica e triennale in Finanza..) giunto a trentasei primavere, sono considerato, nel mercato del lavoro, già un vecchio. Mi sono reinventato esperto attuariale a partita IVA presso una compagnia assicurativa triestina. Arrotondo con le ripetizioni di pianoforte.
 
Beato te: io con tre lauree (Matematica- Fisica e triennale in Finanza..) giunto a trentasei primavere, sono considerato, nel mercato del lavoro, già un vecchio. Mi sono reinventato esperto attuariale a partita IVA presso una compagnia assicurativa triestina. Arrotondo con le ripetizioni di pianoforte.
Mi dispiace, come ho scritto ci vuole anche un pizzico di fortuna.
Io sono una partita IVA, mi occupo di M&A, club Deal, passaggi generazionali, spazio dal diritto commerciale al settore finanziario, ho più di 30 anni di esperienza, questi sicuramente mi ha aiutato. Non ti arrendere e vai avanti, vedrai che le occasioni buone arriveranno. Ps alla tua età anche io facevo un doppio lavoro perché quello attuale non mi bastava, davo lezioni private per esami universitari e scrivevo tesi di laurea. Anche quelle esperienze mi sono servite, sarà così anche per te! Può essere che il tuo futuro è nel pianoforte e non nella matematica attuariale! In bocca al lupo
 
Ciao caro, grazie mille della tua testimonianza! Nel rimettersi in discussione in un ruolo manageriale , anche senza gestire un team ampio come il tuo, io over40, che consigli daresti ( corsi , letture?) ? grazie e .. la tua esperienza .. benche singola.. mi conferma quanto ho percepito del contesto Romano, dove anche io lavoro . Buona giornata e Buone Feste
Purtroppo a Roma se non sei inserito e non hai determinate amicizie, difficilmente riesci a crescere. Puoi essere bravo quanto vuoi ma lavorano sempre gli stessi studi (anche se alcuni sono veramente competenti, ma non tutti), gli stessi professionisti (spesso docenti universitari).
Io ho preferito non continuare nell'ambito universitario (anche se oggi probabilmente avrei una cattedra), perché non mi andava di leccare il culo ai prof più anziani (preferisco leccare altro a belle ragazze giovani) e fare il loro galoppino fino ai 40 anni sperando di elemosinare qualcosa (per dieci che leccano solo uno raggiunge poi la cattedra). Non conosco il tuo settore, però mettersi in discussione, inviare cv anche fuori Italia (es. Svizzera- Paesi Bassi) , potrebbe farti avere belle sorprese.
Però non conosco la tua situazione personale. Io avevo la fortuna di essere single e trasferirmi non mi è pesato. Però mi immagino che con una famiglia e dei bambini, cambiare città non è semplicissimo. Sui consigli da darti, non ne ho, non esistono letture, ti assicuro che la cosa più importante è credere in se stessi.
Andare ad un colloquio di lavoro senza paura, consapevoli del proprio valore e più importante di qualsiasi lettura. Naturalmente non si deve neanche essere sbruffoni, però se uno pensa di valere 100 e può dimostrarlo, deve dirlo!
Ti dico solo una cosa, che può sembrare una sbruffonata, ma tu assicuro che non è così. Quando ero in trattativa con le 4 aziende che avevano espresso interesse per la mia persona, quella che più mi interessava mi invitó ad un incontro con il direttore commerciale del centro Italia. Questo signore (bresciano purosangue) al primo incontro mi sparò questa domanda: "lo sa, noi con i professionisti del sud abbiamo avuto buoni risultati, ma nulla di eclatante, perché dovremmo prendere Lei?"
Gli risposi: "perché io sono quello che vi serve e che non avete mai avuto, mi metta alla prova e vedrà!"
Due anni dopo fui premiato per i migliori risultati tra Italia e Svizzera e, con il sorriso sulle labbra, gli ricordai le mie parole. Morale della favola 3 anni dopo ho avuto un ruolo simile al suo, che occupò tutt'ora!
Ti assicuro tutto questo nel momento peggiore della mia vita, avevo tutto da perdere, mi ero dimesso da un ruolo importante e rischiavo di affogare!
Quindi non arrenderti mai, coraggio, incoscienza ed un pizzico di fortuna!!
 
Purtroppo a Roma se non sei inserito e non hai determinate amicizie, difficilmente riesci a crescere. Puoi essere bravo quanto vuoi ma lavorano sempre gli stessi studi (anche se alcuni sono veramente competenti, ma non tutti), gli stessi professionisti (spesso docenti universitari).
Io ho preferito non continuare nell'ambito universitario (anche se oggi probabilmente avrei una cattedra), perché non mi andava di leccare il culo ai prof più anziani (preferisco leccare altro a belle ragazze giovani) e fare il loro galoppino fino ai 40 anni sperando di elemosinare qualcosa (per dieci che leccano solo uno raggiunge poi la cattedra). Non conosco il tuo settore, però mettersi in discussione, inviare cv anche fuori Italia (es. Svizzera- Paesi Bassi) , potrebbe farti avere belle sorprese.
Però non conosco la tua situazione personale. Io avevo la fortuna di essere single e trasferirmi non mi è pesato. Però mi immagino che con una famiglia e dei bambini, cambiare città non è semplicissimo. Sui consigli da darti, non ne ho, non esistono letture, ti assicuro che la cosa più importante è credere in se stessi.
Andare ad un colloquio di lavoro senza paura, consapevoli del proprio valore e più importante di qualsiasi lettura. Naturalmente non si deve neanche essere sbruffoni, però se uno pensa di valere 100 e può dimostrarlo, deve dirlo!
Ti dico solo una cosa, che può sembrare una sbruffonata, ma tu assicuro che non è così. Quando ero in trattativa con le 4 aziende che avevano espresso interesse per la mia persona, quella che più mi interessava mi invitó ad un incontro con il direttore commerciale del centro Italia. Questo signore (bresciano purosangue) al primo incontro mi sparò questa domanda: "lo sa, noi con i professionisti del sud abbiamo avuto buoni risultati, ma nulla di eclatante, perché dovremmo prendere Lei?"
Gli risposi: "perché io sono quello che vi serve e che non avete mai avuto, mi metta alla prova e vedrà!"
Due anni dopo fui premiato per i migliori risultati tra Italia e Svizzera e, con il sorriso sulle labbra, gli ricordai le mie parole. Morale della favola 3 anni dopo ho avuto un ruolo simile al suo, che occupò tutt'ora!
Ti assicuro tutto questo nel momento peggiore della mia vita, avevo tutto da perdere, mi ero dimesso da un ruolo importante e rischiavo di affogare!
Quindi non arrenderti mai, coraggio, incoscienza ed un pizzico di fortuna!!
Grazie di cuore per il tempo e i consigli!
Quello che mi dici su Roma straconferma tante cose. Sono single per cui un ritorno al nord, e perche' no estero nord europa ( ho frequentato svizzera e olanda per relazioni con "free"😅), che e' sempre stato un tarlo dal punto di vista professionale.., ma non ho mai approfondito . Un abbraccio!
 
Purtroppo a Roma se non sei inserito e non hai determinate amicizie, difficilmente riesci a crescere. Puoi essere bravo quanto vuoi ma lavorano sempre gli stessi studi (anche se alcuni sono veramente competenti, ma non tutti), gli stessi professionisti (spesso docenti universitari).
Io ho preferito non continuare nell'ambito universitario (anche se oggi probabilmente avrei una cattedra), perché non mi andava di leccare il culo ai prof più anziani (preferisco leccare altro a belle ragazze giovani) e fare il loro galoppino fino ai 40 anni sperando di elemosinare qualcosa (per dieci che leccano solo uno raggiunge poi la cattedra). Non conosco il tuo settore, però mettersi in discussione, inviare cv anche fuori Italia (es. Svizzera- Paesi Bassi) , potrebbe farti avere belle sorprese.
Però non conosco la tua situazione personale. Io avevo la fortuna di essere single e trasferirmi non mi è pesato. Però mi immagino che con una famiglia e dei bambini, cambiare città non è semplicissimo. Sui consigli da darti, non ne ho, non esistono letture, ti assicuro che la cosa più importante è credere in se stessi.
Andare ad un colloquio di lavoro senza paura, consapevoli del proprio valore e più importante di qualsiasi lettura. Naturalmente non si deve neanche essere sbruffoni, però se uno pensa di valere 100 e può dimostrarlo, deve dirlo!
Ti dico solo una cosa, che può sembrare una sbruffonata, ma tu assicuro che non è così. Quando ero in trattativa con le 4 aziende che avevano espresso interesse per la mia persona, quella che più mi interessava mi invitó ad un incontro con il direttore commerciale del centro Italia. Questo signore (bresciano purosangue) al primo incontro mi sparò questa domanda: "lo sa, noi con i professionisti del sud abbiamo avuto buoni risultati, ma nulla di eclatante, perché dovremmo prendere Lei?"
Gli risposi: "perché io sono quello che vi serve e che non avete mai avuto, mi metta alla prova e vedrà!"
Due anni dopo fui premiato per i migliori risultati tra Italia e Svizzera e, con il sorriso sulle labbra, gli ricordai le mie parole. Morale della favola 3 anni dopo ho avuto un ruolo simile al suo, che occupò tutt'ora!
Ti assicuro tutto questo nel momento peggiore della mia vita, avevo tutto da perdere, mi ero dimesso da un ruolo importante e rischiavo di affogare!
Quindi non arrenderti mai, coraggio, incoscienza ed un pizzico di fortuna!!

Anche io ero arrivato al limite, anni di porte chiuse in faccia dopo essere stato raggirato dai soci.
Sembrava non ci fosse alternativa. Addirittura ero arrivato a propormi per lavori del tutto lontani dalle mie abilità. Anni di rinunce per arrivare a fine mese.
Ma in tutto questo (e mi creava stress visti i miseri risultati) ogni giorno cercavo lavoro, poi hanno risposto ad un curriculum e mi hanno pure preso!
 
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