Re: Assessore leghista si dimette: gestiva un sito di squill
Il problema è che non essendoci un riferimento legislativo che normi il settore (che peraltro non è neppure conosciuto ma viene indicato come "fenomeno di costume"), tutto quello che gira intorno all'argomento servizi di intrattenimento per adulti, è passibile di inchiesta. Non parlo per i singoli utenti, a meno che non siano implicati in fenomeni di favoreggiamento e induzione nonchè sfruttamento. Quanto più per i gestori del sito per quello che riguarda la c.d. responsabilità del conduttore. Devono però essere molti gli elementi e decisamente evidenti per fare muovere un PM oltre che avere prove che ci sia una organizzazione a deliquere dietro la gestione del sito. Ovviamente questo non è il nostro caso visto che p.e. riferendomi al cyberpapponaggio, alcuni dei più illustri utenti riconosciuti per i contatti con il sommerso della prostituzione, sono stati allontanati molto tempo fa e l'Amministrazione provvede attraverso una attenta moderazione a mantenre le argomentazioni nel lecito. Oltretutto sede sociale, server e domini sono tutti all'estero... per questo riferendomi al pornoassessore, ritengo ci sia qualche cosa d'altro ovvero che l'attività indicata sia solo la punta dell'iceberg di un discorso ben più ampio.