NOME INSERZIONISTA: Bruna Butterfly
RIFERIMENTO INTERNET:
http://www.toptransexitalia.it/scheda.asp?pag=galleria&id=31388
CITTA’ DELL'INCONTRO: Milano in fondo a via Caracciolo e in un appartamento, tra i migliori del meretricio meneghino, dove nel corso degli ultimi vent’anni hanno alloggiato continuativamente trans e prostitute
NAZIONALITA': Brasiliana dell’Amazzonia con avi italiani
ETA': Ne dichiara ventidue ma potrebbe averne qualcuno in più (ritengo di potermi sbilanciare in tal senso avendola attentamente osservata in piena luce)
CONFORMITA' ALL'ANNUNCIO: La reputo migliore dal vivo pur confermando la piena attendibilità di foto, in particolare quelle selfie, e naturalmente video. A tale riguardo ha fatto confusione sul video postato nell’annuncio ma in ogni caso il web è ricco di video suoi, pornografici e non, in cui si fa scopare e sodomizzare da pornoattori e compagni occasionali, uomini e trans, di varie etnie
SERVIZI OFFERTI: La convinco, con bacini, carezze e fetenteria, a spompinarci senza preservativo (mi confessa che è un regalo personale da tenere celato); il sessantanove è stato volitivo mentre le reciproche slinguate anali sono state eseguite da parte sua con ridotta convinzione; i baci, devo riconoscerlo, non sono stati profondi come invece avrei voluto; leccate e percosse assortite al culone (da seghe mattutine); sgagnate al suo silicone sparso un po’ ovunque; si dimostra ottima cavallerizza nella posizione della smorza in cui mi danza sopra con rapita sensualità e intenso desiderio; missionaria con cuscino sotto la schiena in cui ho modo di baciare, leccare e appunto mordicchiare le sue gambe verosimilmente siliconiche dopo avergliele smodotamente afferrate (manine e piedini graziosi); qualche schiaffo in viso da parte mia con leggera pressione sul collo; si chiude a pecorina, in cui non resisto granché perché il suo panettone ballonzolante mi manda fuori giri; venuta sui seni; lei si sega furiosamente, senza spermare; in precedenza mi aveva scopato, con bravura mista a un briciolo di fatica, di lato e da dietro
COMPENSO RICHIESTO: 100 l’ultima volta in cui l’ho chiamata per fissare l’appuntamento (è possibile trattare al ribasso)
COMPENSO CONCORDATO: 100
DURATA DELL'INCONTRO: Trenta minuti di sesso, piacevole anche per lei, il che ha facilitato una lunga e rilassata chiacchierata post-coitale, in compagnia dei variegati contenuti del suo Apple, con promesse, che probabilmente non manterrò, di visite successive, cene, giri in centro, cinema e correlate amenità (coca-cola giganti e pop-corn nel bicchierone, ecc.)
DESCRIZIONE FISICA: A me è piaciuta (e pure molto). Sebbene esteticamente non sia il mio ideale di trans, avevo proprio voglia di una siffatta cerbiatta. Senza tacchi arriva intorno ai centosettanta centimetri, il colorito è abbastanza chiaro (lei sostiene di essere “morena”), dalla cintola in giù non si può dire che sia esile - anzi! - ma è stata lei a volersi (e costruirsi) così (altrimenti sarebbe stata una trans-lolita vista la costituzione geneticamente magra). Nega, con il sorriso, l’utilizzo di silicone che invece è presente sicuramente sul culo e probabilmente su cosce e caviglie. Il viso mi ha intrigato parecchio, al pari del sorriso aperto, ed è un suo punto di forza: giovanile e femminile, simpatico, malizioso, impenitente-smorfiosetto, espressivo e affamato di conoscenza e vita in genere. Il cazzo, dalle dimensioni contenute, potrebbe tenere lontani i passivissimi sebbene a me sia bastato. Vita, fianchi, schiena, seno (una terza non abbondante), piedi, braccia, mani, orecchie, collo, pomo d’Adamo, occhi e bocca da ragazzina (lo è dalla cintola in su). Devo darle un voto nei limiti del possibile oggettivo? Al viso e alla parte superiore del corpo assegnerei un otto decisamente abbondante mentre dal pisello in giù non andrei oltre il sette (voto che potrebbe abbassarsi o alzarsi a seconda dei vostri gusti personali tanto che, in considerazione del mio momentaneo ma elevato grado di interesse sessuale per una morfologia come la sua, potrei spingermi sino al nove)
DOTAZIONE (S,M,L,XL,XXL): In lunghezza siamo più vicini alla S superiore che alla M (facciamo S/M e non se ne parli più) mentre in larghezza non raggiunge la L posizionandosi intorno a una M superiore. Non sono superdotato eppure il mio pene è decisamente più lungo del suo e sostanzialmente simile in larghezza (ho segato e succhiato i nostri membri per un tempo consono alla verifica)
ATTITUDINE: Persona gentile, piacevole e curiosa. Non mi ha tramortito di maialaggini però mi ha eccitato farlo proprio con una come lei e devo ammettere che mi sto indurendo tuttora nel ripensarla. Il sesso è una sua assoluta priorità e l’indole è da passiva alla quale piace giocare anche da attiva (uccello costantemente eretto sin dalla prima succhiata). Disponibile a soddisfare le esigenze dei clienti (anche quale mistress). E’ la classica trans versatile-professionale, fornita di buon carattere, che andrebbe coltivata affinché diventi confortante trombo-amica (necessiterebbero, al riguardo, quantomeno due-tre incontri che però mi allontanerebbero dalle mie irrinunciabili e ahimè non facili ambizioni: giovane trans fica safada già al primo incontro che vuole scopare solo con te notte e dì)
REPERIBILITA': Impeccabile. Milano le piace, vorrebbe stabilirsi e sfondare in loco ma avverte un po’ di difficoltà nel riuscirci (concorrenza esasperata più crisi economica). Il suo italiano è ancora primordiale ma comprensibile (mi ha solleticato anche per la sua voce delicata e mielosa ma per nulla svenevole)
PRESENZA DI BARRIERE ARCHITETTONICHE: La zona e la casa a pianoterra sono note a tanti di voi. “.../A, me raccomando!”, come potrei sbagliare dato che in quel posto ci ho passato tanti bei momenti della mia vita
TELEFONO: 33322492xx
Dopo un paio di telefonate esplorative, ritenendomi inoltre sufficientemente rinfrancato dalle recensioni lette e steso dai numerosi video visti (compreso quella della nubenda in cui rispetto a ora era più magra e ancora tutta naturale), chiamo per la terza volta Bruninha pornostar fissando l’appuntamento da lei con adeguato anticipo. Doccia, rasatura e profumazione ed eccomi già, in jeans, felba, giubbottino e All-star, nella vietta laterale posta in fondo alla chilometrica e ritta Caracciolo, che percorro interamente ripensando a tutti gli anfratti open air e agli appartamenti, compreso quello della Butterfly, in cui ho scopato da venticinque anni a questa parte.
La bombastica puledrina di Manaus mi riceve bene (sorriso, bacino e bombo dell’…asilo) spruzzando nella camera scura (chiedo subito la luce) un deodorante in quanto, a suo dire, il cliente precedente puzzava in maniera indecente. Alla vista è un bel pezzo di fica dall’anatomia particolare (migliorabile il trucco e l’abbigliamento non particolarmente sexy). Sicuro della mia incontestabile pulizia, mi annusa sul collo - dove stanno evaporando quattro gocce di KC - rinunciando a portarmi in bagno, la invito senza eccessivi preamboli a succhiarmi il cazzo scoperto (si dimostra decisamente restia e per riuscire nell’intento devo sfoderare contrita paraculaggine). Il pompino ("Ciupami!") è decente (non clamoroso) e devo inoltre sollecitarla ripetutamente a ingoiarmi lo scroto porroso, a infilarmi un dito in culo e a sputarmi almeno un pochetto sulle mie vergogne (non prende quasi mai l’iniziativa anche se dopo qualche tentennamento esegue il tutto con solerzia forse per le mie educate ma continue insistenze). Mentre me lo succhia mi osserva (ha un gran bello sguardo da dolce porcellina in fieri). Lei mi guarda, cercando di inquadrami (potrebbe aver dubitato della mia sanità mentale), e io la insulto senza ritegno (la sua anima è indiscutibilmente da vacca sebbene di primo acchito non parrebbe esserlo) toccandole le tette e strizzandole i capezzoli (mi dice di fare più piano ed è proprio allora che comincio a offenderla senza più contenermi).
Ho già capito che con questa qui non bisogna essere timidi e arrendevoli ma dominanti altrimenti la sessione potrebbe seguire un canovaccio precostituito (non necessariamente negativo ma comunque standard). Insomma, comando io piccolina, lei capisce e allora diventa una geisha piegata alla mia libido nonostante mi chieda (purtroppo) di non tirarle i capelli e di non sputarle addosso promettendomi che mi accontenterà dalla prossima volta (è credibile nel proferire la consueta frase “Amore, dobiamo conosciersi” però è indubbio che avrei preferito acconsentisse da subito a soddisfare anche questa mia “innocente” richiesta). Pur non raggiungendo mai vette di porcaggine assoluta nel corso del complessivo amplesso, l’esperienza con Bruna si è rivelata molto soddisfacente avendomi tra l’altro consentito di dare risolutivo sfogo alla perversione che mi stava devastando il cervello da giorni prima ancora dei testicoli zeppi di seme: palpare, leccare, succhiare e mordere, con moderazione, il suo composto di carne, sangue e silicio. Nutro e lavo quei copiosi polimeri inorganici di abbondante saliva, la mia, odorandola. Mi scruta un po’ stranita ma lascia fare. Avverto chiaramente che è rapita da questo mio modo di (mal)trattarla e in parte umiliarla (anche con delle sberle inferte sull’ampio deretano associate a pizzicotti sul viso) pur non lasciandosi mai andare del tutto (si arrenderebbe completamente, da umile e servizievole cagnetta quale in fondo è, se ci tornassi un’altra volta, come da suo ulteriore invito fattomi sull’uscio quando mi abbraccia e bacia calorosamente).
La sua intimità troiesca, sin lì trattenuta, pare invece esplodere quando scopa (persino i baci, decisamente parchi nei primi dieci minuti, acquistano maggior vigore senza tuttavia diventare mai francesi e tracheali). Con i clienti che le aggradano - in tal senso non risultano decisivi, a suo dire, età e bellezza ma fantasia, educazione e simpatia - ama concedersi a smorza (sia davanti che di schiena) e in quella posizione la sento effettivamente, per la prima volta, completamente mia e decisamente coinvolta: chiude gli occhi, apre la bocca, congiunge i seni, rantola fino ad urlare di godimento, mi prende le mani tra le sue, mi salta sopra come una rana impazzita e ubriaca di samba, parla in portoghese pregandomi, indiavolata e implorante, di durare il più possibile. Purtroppo, non riesco ad esaudire il suo desiderio andando avanti ad oltranza perché faccio l’errore, mentre la sto indiscutibilmente possedendo - in quei minuti di sua totale estraniazione corporea e spirituale avrebbe accettato una mia eventuale proposta di matrimonio da celebrarsi nella foresta pluviale in cui è nata - di stringerle con forza le gambe e il sedere intrisi di muscoli, nervi, ossa e silicone nonché le “caviglie gonfie come cotechini” (cit. Sbarbato). Ciò che creava disturbo a lui, porta me a un tale grado di depravato arrapamento che devo chiederle di arrestare la sua corsa frenetica e appassionata sopra di me. Si percepisce che è realmente dispiaciuta dalla mia richiesta di interruzione. Ci abbracciamo un attimo e subito dopo mi svergina dimostrando cognizione di causa (il suo cazzo, pur essendo adeguatamente largo, è giusto-giusto per i passivi non abituali).
Resto convinto che le piaccia maggiormente essere presa con brutale passione dall’uomo pur non disdegnando farlo suo (frustandolo, menandolo e strangolandogli la crapa tra quelle gambe possenti?). Preferendo la prima opzione, torno a fotterla con forzuta decisione alla missionaria tenendole sollevati i piedini immemore del fatto che ogni volta che le mie mani e la mia bocca finiscono sulle parti miste di lei (naturali e artificiali), non connetto più. Risuccede mentre ad essere sopra sono io che intanto ingurgito le dita di mani e piedi (entrambi graziosi e indubbiamente non alterati chirurgicamente). Lei mi dice di rallentare (non vuole farmi venire ed è sincera) ma sentire sui polpastrelli l’effetto caldo (carne)-freddino (silicone) del suo culone (bilanciato nel suo essere accogliente, morbido e stagno) mi obbliga a girarla repentinamente altrimenti mi perderei la pecorina venendo nella posizione cara più agli sposi che a noi…viziosi. Trascorrono al massimo cinque minuti di inculata violenta, durante i quali Bruna mi provoca ulteriore istigazione a farle male dandomi insistentemente del “Puttano”, prima del corposo eiaculato che schizza verticalmente sui suoi seni (mentre sborro grugnendo mi incita a darle a sua volta della “Puttana”). Almeno sul finire dell’accoppiamento avrei gradito ripetuti e vicendevoli sputi in faccia ma devo mantenere l’impegno precedentemente preso rinunciandovi a malincuore (l'azzeramento salivale mi è mancato più di ogni altra cosa).
Social time affettuoso e prolungato. Compenso versato in fase di vestizione e lasciato sul mobiletto (non ha controllato i due biglietti rosa fidandosi credo di me e ancora di più del mio numero che aveva memorizzato stante le precedenti telefonate). Mi dispiacerebbe non tornarci più senza poter quindi approfondire la sua conoscenza personale e sessuale ma devo pur sempre inseguire il mio karma (impossibile): giovane trans fica safada già al primo incontro che ti chiama un'ora dopo perché, senza alcun tipo di vincolo impegnativo-amoroso, vuole scopare almeno una volta al giorno con te (e a gratis).


100/60/8
ps: giretto notturno in zona: nebbia, umidità e una trans nera in...Caneva