Giacomelli ha ribadito che la richiesta di pagamento del canone arriverà solo "con il contratto della fornitura elettrica dell'abitazione dove si è residenti"
Purtroppo in Italia le decisioni si prendono in modo approssimativo.
La pressione fiscale è così alta che costringe la comunità a cercare modi per alleggerirla.
Nel caso in questione, per pagare meno la tassa sugli immobili (o non pagarla affatto) le persone proprietarie di due o più immobili intestano gli stessi a parenti prossimi (come figlio, moglie, nipote etc) facendola figurare in questo modo come prima casa in virtù del cambio di residenza nello stesso.
Non è una cosa illegale, è lecito poterlo fare.
E' ovvio che nella casa dove c'è una residenza è necessario un contratto per la fornitura di almeno un'utenza, generalmente l'energia elettrica, intestata al residente.
Qui nasce il problema. Bisogna comunicare che non si è in possesso del televisore prima che arrivi la fatidica bolletta della luce.
E' qui che io vedo parecchie problematiche e tanto lavoro per gli avvocati.