cosa ne pensate?

ithan

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«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

"come si dice un popolo di imbecilli è più facile da governare e raggirare"
 
Pensa, senza i social, non avresti potuto esprimere a tutti queta tua opinione.
Preferisco averli, nel bene e nel male.
Io per esempio, di giorno leggo quel che mi interessa. Di notte o quando ho un cazzo da fare, leggo tutto.
:preved:
 
Non sono iscritto a social come facebook, twitter, badoo ecc. Trovo comunque che, a prescindere dal fatto di esprimersi sui social o su altro, quelli che parlano senza avere un cavolo da dire siano sempre e comunque facilmente individuabili.... Ne più ne meno come succede al bar.... L'ambiente, senza dubbio, è un po più asettico.... E soprattutto non c'e' il bicchiere di vino sul tavolo, ma comunque la sostanza resta più o meno inalterata! :pardon:
 
E soprattutto non c'e' il bicchiere di vino sul tavolo, ma comunque la sostanza resta più o meno inalterata! :pardon:

Questo sancisce una bel 3 - 0 per il bar. A tavolino. :lol:

Comunque i social non sono nè più nè meno che uno strumento, e, come tutti gli strumenti, la bontà o la cattiveria sono dati dall'uso che se ne fa.

Indubbiamente sono un segno di grande libertà, ma, come diceva Bacone (e come sono solito ripetere io anche qua dentro), "la libertà è come una scarpa: se è stretta fa male, se troppo larga non fa camminare".
 
Ithan.. al par di Raspa non sono nemmeno io iscritto a nessun dei più popolari social. Seguo questo forum come alcuni altri, e posto qualche commento su un paio di quotidiani web.
Si, hai ragione.. di cavolate se ne leggono tantissime, ed anche gente che scrive perché in possesso di tastiera, ma haimé priva di quell'importante binomio di requesiti chiamato cervello & buonsenso.
Queste persone sono sempre esistite, e continueranno ad esserlo, solo che adesso hanno a disposizione mezzi e tecnologie al passo con i tempi.
Ricorda però che, come un tempo potevamo sorvolare e passare oltre, senza dare ascolto a questi ciarlatani, oggi possiamo farlo ugualmente: ignorandoli.
In fin dei conti siamo sempre noi, con il nostro intelletto a distinguere le cose utili, dalla gran monnezza che ci troviamo innanzi.
 
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

"come si dice un popolo di imbecilli è più facile da governare e raggirare"

Chi l'ha scritto?
Sulla seconda sono totalmente d'accordo, ovviamente.
Sulla prima invece no, direi che è un'affermazione sin troppo ottimistica: al bar, pure dopo un bicchiere di vino, le persone si "contengono" comunque. Nel rapporto umano a tu per tu non si lascerebbero mai andare alla disumanità ignorante che invece dilaga nel web. Il web, col suo anonimato, scatena mostruosità inimmaginabili nella vita "reale". A leggere i centinaia di commenti al limite dell'umano io rimango allibita e mi domando: ma queste persone esistono davvero? Sì, sono in mezzo a noi, sono magari il nostro collega o i nostro vicino di casa, tutto compunto ed educato, che arriva a casa accende il computer e scrive bestialità...(con tutto il rispetto per le bestie).
 
Per mio modestissimo parere il problema consiste nel concetto che ognuno di noi ha di "libertà". Io trovo il limite della mia libertà quando sto per ledere quello altrui. Questo mi aiuta a pensare prima di scrivere, di parlare, di esprimermi e ciò con qualunque mezzo, anche quello perverso e bizzarro che ti consente l'anonimato. Io so che dietro a ogni nickname, ogni firma, ogni foto, c'è una persona e la rispetto. Non essendo integerrimo e tanto meno di ferro, quando scorgo di essere al limite mi chiedo: "ma ti comporteresti così se lo avessi dinanzi a te?". La risposta che ne consegue non può che essere onesta, diversamente ingannerei solo me stesso e non è il tipo di soddisfazione che cerco nella vita.
 
Quello che a me dispiace di più è il fatto che secondo me i social contribuiscono a promuovere un modello di rapporti umani che tende a privarci della "tangibilità" di un rapporto tra persone che, sempre secondo me, è ciò che può contribuire a dare un certo valore aggiunto alle nostre giornate... Forse pero' ragiono come uno che appartiene alla generazione di quelli che da bambini giocavano con gli amici ai soldatini o facendo le partitelle di calcio nel campetto in fondo alla strada... Altri tempi e altre modalità di rapportarsi. Da inguaribile ingenuo e romantico quale sono, forse è anche per questo che anch'io, un po come l'amico Fred, quasi nostalgicamente, non sono mai portato a considerare un "nickname" come un qualcosa di solo virtuale, ma piuttosto come un qualcosa associato ad un corrispettivo fisico ben preciso, appartenente (a volte per fortuna a volte per disgrazia... Petra hai assolutamente ragione...), alla razza umana, con bene o male, una sensibilità, una personalità, un carattere ecc....., insomma forse mi scopro ad umanizzare un po troppo qualcosa di molto poco tangibile.... e che tale rimarrà quasi sempre...
 
Il male esiste , è l uomo con la sua intelligenza,crea delle aberranti mostruosità.....le innovazioni tecnologiche producono benessere,ma viste nel senso del male inducono terrore.Pensiamo agli effetti di una guerra con strumenti odierni!!! certo questo è un estremo,ma approfittare delle miserie altri,o calunniare tramite i social e vomitare cattiveria addosso al prossimo sono indice di malvagità...il bicchiere di vino comunque è sempre gradito.....
 
Io frequento solo questo forum e alcuni blog di vario argomento. Non uso facebook o twitter perché nel mio lavoro non servono. E per uso personale non m'interessano. Mi capita di leggere alcuni commenti a fondo notizia, nelle testate giornalistiche online che seguo. Ecco.. in quel contesto la frustrazione umana é tangibile a livelli inquietanti. E condivido l'idea che con l'anonimato le persone diventino leoni da tastiera ma sono molto numerosi anche i commenti senza freni fatti con nome e cognome. Fino ad arrivare a notizie più eclatanti, come la Prof. che su facebook ha scritto che i profughi dovrebbero morire tutti con i loro bambini. Questo mi basta a capire quanto siamo fuori controllo. Mi sembra che le persone pensino che il virtuale sia un mondo a parte, dove quello che si scrive abbia meno valore o peso rispetto alla realtà. Invece non é così. Sono convinta anche che un nick non riesca a celare quello che siamo. E' vero, come dice raspa, che si tratta di qualcosa di non tangibile.. ma la sostanza, come alcuni aspetti del nostro carattere o la percentuale di corrispondenza tra quanto scriviamo e la realtà, sono più che percepibili.
 
Chi l'ha scritto?
Sulla seconda sono totalmente d'accordo, ovviamente.
Sulla prima invece no, direi che è un'affermazione sin troppo ottimistica: al bar, pure dopo un bicchiere di vino, le persone si "contengono" comunque. Nel rapporto umano a tu per tu non si lascerebbero mai andare alla disumanità ignorante che invece dilaga nel web. Il web, col suo anonimato, scatena mostruosità inimmaginabili nella vita "reale". A leggere i centinaia di commenti al limite dell'umano io rimango allibita e mi domando: ma queste persone esistono davvero? Sì, sono in mezzo a noi, sono magari il nostro collega o i nostro vicino di casa, tutto compunto ed educato, che arriva a casa accende il computer e scrive bestialità...(con tutto il rispetto per le bestie).





il grande Umberto Eco
 
Sì, va bene. Ma non facciamo l'errore che già fu commesso da molti giornali (fortunatamente non da tutti) nel giugno del 2015 dopo che Eco pronunciò quelle parole, a Torino, nel corso di una conferenza stampa.
Intanto perchè non è che Eco si sia distaccato da quel mondo che parrebbe accusare. Chi lo seguiva sa bene che lo scrittore semiologo, si è fatto prendere pure lui la mano dai social. E non è che sempre i suoi twitter fossero indenni, da ciò che lui stesso critica.
Sul virgolettato riportato in questo 3d, già all'epoca, la titolazione d'effetto e la decontestualizzazione della citazione, fu oggetto di non poche polemiche.
Perchè decontestualizzare un pensiero, estrapolandone solo una parte, probabilmente è proprio uno di quei pericoli di Internet, su cui Eco voleva lanciare un allarme. Il senso completo del suo pensiero era infatti che la rete è importante e positiva, ma il suo utilizzo spesso è limitato per tempo e velocità di approccio.
Quando Eco afferma: "Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità ", probabilmente intende proprio porre attenzione, specialmente rivolto ai giovani, sul fatto che ogni informazione o notizia deve essere approfondita e verificata, non presa tutta per oro colato, da qualsiasi fonte provenga. Non è un caso che sul web proliferino senza controllo tante bufale.
Ma l'imbecille chi è? Chi posta o chi legge distrattamente o correndo, senza prendersi la briga di documentarsi?
Come la penso? Esattamente come ho scritto nel primo intervento, molto più sinteticamente. Gli imbecilli ci sono sempre stati. E non solo nei bar. Danni, e non pochi, ne hanno fatti giornalisti, insegnanti e professori, non dimentichiamolo. Oggi, con la rete, tutti sono solo più visibili. Il punto è imparare a riconoscere, documentarsi e farsi un'opinione di tutto ciò che leggiamo.
Ma, ne sono convinto, meglio un mondo dove anche gli imbecilli possono postare le loro stronzate, rispetto ad un mondo dove tutti sono costretti al silenzio.
In fondo era anche il pensiero di Eco, mi pare, se nel prosieguo del suo discorso, affermava: "Il fenomeno dei social network è anche positivo, non solo perché permette alle persone di rimanere in contatto tra loro. Pensiamo solo a quanto accaduto in Cina o in Turchia dove il grande movimento di protesta contro Erdogan è nato proprio in rete, grazie al tam-tam. E qualcuno ha anche detto che, se ci fosse stato Internet ai tempi di Hitler, i campi di sterminio non sarebbero stati possibili perché le informazioni si sarebbero diffuse viralmente."
Se fosse ancora vivo, forse sulla Turchia si dovrebbe ora ricredere, ma questo avvalora, a mio parere, ancora di più il concetto: quando il pensiero viene circoscritto e umiliato, non c'è più libertà. Ma nessuno può decidere a chi lasciarla, la libertà di esprimersi, anche a costo di avere qualche imbecille in più che usa la rete.
Già che ci siamo, và, mettiamo il link del discorso completo, così se qualcuno vuole approfondire.
Certo, se chi parla di imbecilli, si veste ancora oggi così per una laurea honoris causa, qualche dubbio un po' su tutto, quantomeno, dovremmo porcelo.
:sad:

https://www.youtube.com/watch?v=u10XGPuO3C4
 
Nessun oggetto inanimato è di per sé pericoloso o utile se non nelle mani dell'essere umano. L'essere umano ha il libero arbitrio di auto determinarsi e sono, appunto, le sue azioni che rendono un oggetto inanimato più o meno utile, più o meno pericoloso. Io non adoro i social network e nemmeno li demonizzo. Vivo la mia vita. Non mi interessano più di tanto, anzi, non mi interessano proprio: niente FB, niente profili su altre piattaforme. Partecipo, quando ne ho voglia e tempo, a qualche discussione in forum che sono connessi a miei interessi. Oggi tutto è sottoposto ad una obsolescenza pressochè immediata, non fanno eccezione le notizie e allora... perchè darle in modo completo? Basta un titolo per attrarre l'attenzione su di un device che oggi tutti praticamente hanno come fosse una loro appendice corporea. Ed è così che spesso viviamo la nostra vita, rendendo obsolescenti anche i sentimenti. Viviamo tutto "di corsa", tutto con superficialità. Sono vecchio, sono stanco ma non invidio i più giovani. Sono un lupo solitario che ama una bella chiacchierata in riva al lago, piuttosto che un messaggio su qualsiasi social. Con un bicchiere di vino? Non saprei... sono astemio da sempre!
 
il grande Umberto Eco

Mi ricordavo avesse affermato qualcosa di simile, ma non ne ricordavo le precise parole.
Non per fare la solita bastian, intendiamoci, nessuno ne mette in dubbio lo spessore culturale e personalmente ho molto apprezzato sia "ll nome della rosa" che il famigerato "Pendolo".
Ma il livello dei suoi romanzi successivi, decisamente inferiori, e taluni suoi atteggiamenti lo collocano a mio avviso più nella schiera dei "bravini" che in quella dei grandi.
Stiamo parlando di Umberto Eco, insomma, non di Victor Hugo.

Detto questo, le affermazioni che tu hai citato, come ho già scritto, le condivido, ma a differenza sua non stigmatizzo la derebrazione virale dei social, che invece a mio avviso va incentivata in quanto presenta notevoli vantaggi, dal momento che permette di individuare in tempi rapidi un numero incredibile di teste di cazzo e di consumatori abusivi di ossigeno.
 
[FONT=Georgia, serif]Io non ci riesco tanto a trovare un nesso fra queste due frasi. La seconda, sarà che è più breve, la capisco abbastanza ma la prima non ha senso, almeno nel mondo dove vivo io che probabilmente è quello degli imbecilli. [/FONT]


[FONT=Georgia, serif]Si parla di libertà di parola nei social media (twitter, FB, wathsapp, gruppi di discussione?) dei danni che questa libertà comporta alla società e ai premi Nobel, E dell'invasione degli imbecilli che invece di andare al bar a fare discorsi da bar hanno scoperto che i discorsi da bar possono farli da casa invece che guardare la televisione. Come se ci fosse un nesso causale fra deterioramento sociale e social media e la televisione, per esempio. non c'entrasse un cazzo.[/FONT]


[FONT=Georgia, serif]Potrebbe essere che Ithan abbia estrapolato due frasi sconnesse decontestualizzandole, comunque a me Eco è sempre stato un po' sui coglioni. Ne conosco già un paio di accademici impaludati che sparano cazzate a nastro come se i loro aforismi fossero da scolpire nella roccia. Che si sbrodoli il bavaglino con i suoi apoftegmi il grande semiologo che di imbecillità ne sono uscite da quella bocca come da una gorna.[/FONT]
 
Petra, scusa, ma è un culo quello che vedo stasera?
Ti metti a parlare di Umberto Eco con l'immagine di un culo?
E lui che cosa ne avrebbe potuto pensare...E io?

 
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