Sì, va bene. Ma non facciamo l'errore che già fu commesso da molti giornali (fortunatamente non da tutti) nel giugno del 2015 dopo che Eco pronunciò quelle parole, a Torino, nel corso di una conferenza stampa.
Intanto perchè non è che Eco si sia distaccato da quel mondo che parrebbe accusare. Chi lo seguiva sa bene che lo scrittore semiologo, si è fatto prendere pure lui la mano dai social. E non è che sempre i suoi twitter fossero indenni, da ciò che lui stesso critica.
Sul virgolettato riportato in questo 3d, già all'epoca, la titolazione d'effetto e la decontestualizzazione della citazione, fu oggetto di non poche polemiche.
Perchè decontestualizzare un pensiero, estrapolandone solo una parte, probabilmente è proprio uno di quei pericoli di Internet, su cui Eco voleva lanciare un allarme. Il senso completo del suo pensiero era infatti che la rete è importante e positiva, ma il suo utilizzo spesso è limitato per tempo e velocità di approccio.
Quando Eco afferma: "
Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità ", probabilmente intende proprio porre attenzione, specialmente rivolto ai giovani, sul fatto che ogni informazione o notizia deve essere approfondita e verificata, non presa tutta per oro colato, da qualsiasi fonte provenga. Non è un caso che sul web proliferino senza controllo tante bufale.
Ma l'imbecille chi è? Chi posta o chi legge distrattamente o correndo, senza prendersi la briga di documentarsi?
Come la penso? Esattamente come ho scritto nel primo intervento, molto più sinteticamente. Gli imbecilli ci sono sempre stati. E non solo nei bar. Danni, e non pochi, ne hanno fatti giornalisti, insegnanti e professori, non dimentichiamolo. Oggi, con la rete, tutti sono solo più visibili. Il punto è imparare a riconoscere, documentarsi e farsi un'opinione di tutto ciò che leggiamo.
Ma, ne sono convinto, meglio un mondo dove anche gli imbecilli possono postare le loro stronzate, rispetto ad un mondo dove tutti sono costretti al silenzio.
In fondo era anche il pensiero di Eco, mi pare, se nel prosieguo del suo discorso, affermava: "
Il fenomeno dei social network è anche positivo, non solo perché permette alle persone di rimanere in contatto tra loro. Pensiamo solo a quanto accaduto in Cina o in Turchia dove il grande movimento di protesta contro Erdogan è nato proprio in rete, grazie al tam-tam. E qualcuno ha anche detto che, se ci fosse stato Internet ai tempi di Hitler, i campi di sterminio non sarebbero stati possibili perché le informazioni si sarebbero diffuse viralmente."
Se fosse ancora vivo, forse sulla Turchia si dovrebbe ora ricredere, ma questo avvalora, a mio parere, ancora di più il concetto: quando il pensiero viene circoscritto e umiliato, non c'è più libertà. Ma nessuno può decidere a chi lasciarla, la libertà di esprimersi, anche a costo di avere qualche imbecille in più che usa la rete.
Già che ci siamo, và, mettiamo il link del discorso completo, così se qualcuno vuole approfondire.
Certo, se chi parla di imbecilli, si veste ancora oggi così per una laurea honoris causa, qualche dubbio un po' su tutto, quantomeno, dovremmo porcelo.
https://www.youtube.com/watch?v=u10XGPuO3C4