vorrei aggiungere un'altra considerazione (gia accennata da altri). Le ragazze di ef sono professioniste di un certo livello, in grado di spendere la propria professione a livello europeo, e chiaramente i paesi che preferiscono sono quelli piu ricchi. Questo impoverimento del mercato di escort a in Italia è probabilmente dovuto ad un esodo delle ragazze in parte verso roma e milano, ma soprattutto verso altri paesi (in inghilterra le ragazze medio-basse che qui prenderebbero 70€ si fanno 100-150 £). Inoltre magari una giovane dell'est che deve iniziare la professione preferisce un paese come inghilterra o germania, in questo modo nn c'è ricambio generazionale e per 10 che lasciano ne arrivano 2 nuove. Insomma siamo d'avanti al declino del mito dell'Italia paese di grandi scopate in cui le pro sono ben apprezzate sorto negli anni 80-90 e messo in ginocchio dalla crisi, ora i paesi migliori sono quelli che stanno uscendo piu velocemente dalla crisi, dove girano flussi di denaro molto superiori.
Vorrei provare a leggere il fenomeno in un'ottica inversa, tralasciando un momento la questione dei rate che una pay di medio livello può chiedere in città come Londra o Parigi che, per quanto più alti rispetto a quelli italiani, sono comunque rapportati al costo della vita in quelle città (la pay incasserà per singola prestazione il doppio o il triplo ma spenderà in alloggio, vitto, vestiario, cura della persona, promozione ecc. ecc. il doppio o il triplo che da noi).
Penso che la diminuzione dell'offerta di medio livello dipenda più dalla mobilità dei punter italiani verso le case d'appuntamento appena oltre le Alpi che dalla preferenza delle pay per quei paesi. Per quel poco che ho potuto conoscere del fenomeno discorrendo con qualche ragazza reduce dall'esperienza in bordello, mi è sembrato chiaro che nelle zone frontaliere e nelle maggiori città la loro clientela sia se non totalmente, in grandissima maggioranza rappresentata da italiani. Da questo punto di vista, non sono tanto gli italiani che vanno all'estero a cercare le ragazze che non troverebbero in patria quanto le pay a seguire ed inseguire i flussi di denaro degli italiani che preferiscono certe comodità, varietà di scelta e sicurezze alla ricerca affannosa di qualcosa di buono nella loro città d'origine.
Se si ragionasse nell'ottica del maggior guadagno prescindendo dall'affluenza degli italiani, la scelta di una pay di esercitare in paesi come l'Austria parrebbe del tutto irrazionale: i rate sono esattamente gli stessi che potrebbe chiedere in una qualunque città italiana (circa € 70,00 con maggiorazione per sigle aggiuntive) ma le spese di esercizio sono decisamente maggiori e, fra queste, in primo luogo la tassazione dei guadagni. Certo, incide anche il fattore "sicurezza personale" nell'esercitare in bordello, ma non credo sia un motivo prioritario di scelta. Aggiungo anche che gli austriaci non sono "buoni clienti" come lo sono gli italiani al di fuori dal loro paese, almeno a detta delle stesse pay. A fare la differenza, a riempire i bordelli svizzeri, austriaci e buona parte di quelli tedeschi di professioniste del sesso sono proprio gli italiani e credo che al decrescere delle migrazioni di puttanieri corrisponderebbe un parallelo aumento delle professioniste nelle maggiori città italiane.
È un po' quanto accaduto a Roma una decina di anni fa, quando la Capitale era meta di moltissime ragazze ungheresi (e non finte-ungheresi): accrescendosi il business dei bordelli frontalieri, di quel tipo di pay non c'è stata quasi più traccia. Altri flussi sono invece più facilmente spiegabili con la persistente crisi economica di alcuni paesi come – tanto per fare un esempio concreto – la comparsa improvvisa, massiccia e fino ad oggi mantenutasi costante in tutto il litorale romano di giovani OTR rumene che padroneggiano perfettamente lo spagnolo ed ignorano la lingua italiana. La crisi le ha scacciate dalla Spagna dove pure ognuna di loro ha esercitato per un paio d'anni almeno, ma la loro scelta successiva non è stata un paese ricco come quelli dell'Europa continentale ma l'Italia perché in certi flussi hanno maggior peso le comunità di connazionali già insediate in loco (che posso servire da supporto e da supporter) che le valutazioni legate al PIL e al reddito pro capite.