Mah... A me un "Uhelà, ma lo sai che ce l'hai bello grosso!" non l'ha mai detto nessuna ragazza-pay, o loft, o escort. Voglio dire: frasi e frasette complimentose un po' a cazzo, diciamo, e mugolii sforzati ne ho ovviamente raccolti parecchi, come qualunque punter con qualche anno di onorata carriera. Del tipo: "Continua così che mi fai morire!", "Ma lo sai che sei proprio bravo!", "Tu sì che lo sai usare!", "Con te lo farei anche gratis..." (e intanto butta l'occhio, e giustamente aggiungo, verso le banconote poggiate da qualche parte), "Tu es vraiment séduisant..." (una mulatta lunga e bella, a Ginevra), ecc. Simili ho sempre trovato le varie scene di godimento ansimanti, mugolanti, vocianti, urlanti, su su fino al bercio o allo strillo. (Devo dire che una cosa che particolarmente mi disturba, della pay che troppo s'ingegna a farmi credere che sta godendo come una vaporiera, e' il mugolio mentre si occupa di praticare a me la fellatio. Mi e' successo qualche volta che la ragazza imbocchi l'organo e così, ipso facto, cominci a emettere più o meno profondi mmmhhh!.. mmmhhh!.., sfiorando qualche volta l'effetto muggito-della-vacca-al-pascolo. Ecco, e' una cosa scema: e' a me che che lo sta leccando, non e' mica possibile che goda lei...) Su queste frasi e su queste scene non mi sono mai voluto interrogare. So bene che sono trucchi del mestiere, e nemmeno troppo originali. Ma d'altronde chi sono io per stare lì a interrogarmi e tantomeno a lamentarmi di questi trucchi? Se la situazione diviene progressivamente molesta, per eccessiva enfasi da parte di lei, arrotolo una bestemmia tra i denti, cerco di giungere il prima possibile all'eiaculazione cui comunque aspiro, mi rivesto, saluto cortesemente, e rientro nel grande mondo.
Però, però... Però un complimento o una semplice constatazione sulla grossezza dell'organo stesso, no: quelli non li ho mai sentiti. Prima ipotesi: ce l'ho davvero piccolo, minuscolo, lillipuziano, quasi impercipibile. (Ma non credo, e non per autoillusione; per mera conoscenza delle medie statistiche: ce l'ho tristemente mediocre, né troppo lungo, né troppo corto, né troppo spesso, né troppo sottile: una banale cazzo qualunque...) Seconda ipotesi: ho incontrato solo pay intellettualmente oneste, che non usano questi bassi trucchetti. (Mah, non credo troppo nemmeno a questo). Ultima ipotesi: in fondo quando vado da una pay io non sono mica così simpatico. Insomma, sono cortese e carino, gentile, scambio le due parole di rito mentre ci si spoglia, soprattutto quando capita che si stia creando quella atmosfera da ambulatorio medico che sottilmente smoscia il desiderio, ecc. Ma sto anche abbastanza sulle mie, perché troverei posticcio qualunque tono da "Siamo due caldi amanti che passionalmente si sbatteranno come due uova strapazzate!", da "Vieni qui, che ti spacco come una mela!" o da "Smutandate che te aro!" (come si dice, con vivida metafora contadina, in Veneto). Anzi, una certa cortese freddezza, prima di cominciare e toccarsi, e' per me la cosa migliore. Se poi, stesi sul letto, si sente davvero caldo, e' più bello sapersi estranei. Ricordo potenti trombate - non solo pay - con donne che trovavo un po' antipatiche, o almeno asprigne o angolosette. Ne deduco che alcune delle ragazze hanno provato, per il mio atteggiamento, dell'inibizione a usare quel genere di complimenti. Non ho dato loro l'impressione di gradirli, e non li avrei graditi per nulla: sono lievemente miope, ma riesco a vedere che, lì sotto, non ho un grosso uccello.
Per rispondere a Shining, poi: e' successo anche a me di mentire un po', con una loft o una escort. Non proprio palle, però. Se sono con una ragazza che non mi piace moltissimo, ma che ha un modo gradevole di toccarmi e di trattarmi con le labbra e con la pelle, non riesco a trattermi, e le dico un "Quanto sei bella" che vale non proprio per l'aspetto fisico. Per il resto, no. Essere particolarmente galanti, gentilezza a parte (ovviamente) in quella circostanza sarebbe ridicolo. Lei non e' lì a scoparmi perché mi desidera, e anch'io la desidero solo in parte, anche nel caso la trovi gnokkissima. Solo in parte perché, evidentemente, prima di arrivarle in casa nemmeno la conoscevo: desidero il piacere che, spero, mi darà. Non proprio lei. Su una cosa, però, non mentirei nemmeno sotto tortura: sui piedi. Mi succede qualche volta di fare complimenti: "Che bella caviglia!", "Hai delle dita magnifiche", "La tua pianta dei piedi mi innamora!", ma solamente quando ne sono intimamente persuaso. Ed e' abbastanza divertente osservare le reazioni delle ragazze: alcune inorgogliscono visibilmente, perché sanno di avere estremità attraenti. Altre restano incredule, forse perché non hanno mai pensato che un piede possa eccitare sessualmente. Altre ancora non ci credono: capiscono, sì, la bellezza dei piedi, ma credono che i loro siano brutti. Soprattutto e' diffusa l'opinione, presso le donne, che se il secondo dito e' più lungo dell'alluce (il caso del 'piede greco', come si dice), allora e' meglio girare solamente con anfibi o stivali da palombaro, peché ogni uomo vomiterà guardandole. Il che e' una bella stronzata, in realtà. Cerco sempre di dissuadere le ragazze o le donne da questa assurda credenza (semmai e' il 'piede romano', quello con alluce e secondo dito di eguale lunghezza, a essere meno gradevole alla vista; ma poi la bellezza di un piede e' un fatto abbastanza articolato, e dipende da varie cose: dita, unghie, collo, pianta, tallone, caviglia, vene più o meno sottili svettanti sul malleolo), e m'illudo di aver ricondotto qualcuna di loro sulla via della pace con i propri piedi.