Vista la sosta forzata rilancio questo thread sui polli.
Un mio ex collega, rimasto invischiato per anni in una di quelle relazioni che consumano tutto, aveva subìto una spennatura di proporzioni bibliche. Eppure, quando dopo anni dalla rottura — avvenuta per intuizione più che per certezza — venne finalmente a conoscenza delle verità che gli erano state tenute nascoste, la sua prima reazione fu disarmante nella sua semplicità: "Se me l'avesse detto, sarei rimasto."
È una frase che vale più di mille analisi.
Perché per un uomo — chiamatelo pollo come dir si voglia — la ferita più profonda non viene dai soldi persi, né dal tradimento carnale, né dalla scoperta di una verità scomoda e bruciante. La ferita che non rimargina è un'altra: sentirsi trattato da sciocco.
È la stessa ragione per cui molte ballerine che vivono di questo gioco finiscono per perdere i loro clienti non perché non si concedono sessualmente, non quando le promesse restano lettera morta, non quando il conto non torna. Il pollo abbandona nel momento esatto in cui capisce di essere stato preso in giro. Non beffato — beffato si può sopportare — ma disprezzato nella propria intelligenza.
Quello è il confine che, una volta attraversato, non si torna indietro pur continuando ad desiderarla e amarla.