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Ai miei tempi c’era ancora Fieracittà a farla da padrona, con annunci vari e una clientela circoscritta ma concreta. Intanto internet si evolveva sempre più: Mirc, 77chat e poi bacheka incontri. Poi sorsero le prime videochat tipo camxcam, un mondo affascinante, dove già si poteva capire chi stava davvero dall’altra parte. Bastava farsi una foto con una compatta e postarla sui siti giusti, quelli meno sgamabili dalle foto patinate dei curiosi, e la gente ti conosceva davvero.
Poi arrivarono i primi forum, dove si condividevano sì dei link, ma soprattutto servivano a evitare soggetti poco raccomandabili o non conformi alle foto. Era un mondo più selettivo, dove i punter erano curiosi, si avventuravano tra “missili” vari—ovvero annunci fake—ma esploravano con attenzione, scoprivano davvero.
Si lavorava molto di più in OTR, con pazienza e contatto reale.
Poi è arrivato OnlyFans.
Un enorme contenitore di video e foto ammiccanti, con cifre da capogiro. Ogni click frutta K di guadagni praticamente senza muovere un dito, e la presenza online si può costruire anche con finti video “acchiappa-like”. Dove sei, non vedi 3.000 foto, non ti convinci che sia davvero reale. Oggi ci sono più “missili” che in una base NATO, con tutta questa tecnologia, e il desiderio di conoscere davvero le persone è crollato. Forse l’unico mercato che ancora si salva è OTR.
E poi c’è WhatsApp… ah, WhatsApp! Prima scambiavi messaggi, ti facevi conoscere, arrivava magari qualche parola gentile. Oggi senza la chat privata non vai da nessuna parte: link, sticker, emoji, e via, il bancomat digitale gira da solo.
E poi l’IA: oggi basta un click, e la fisicità diventa più attraente di Photoshop e fotografi professionisti messi insieme. Fa tutto da sola, e il desiderio di conoscere davvero le persone cala di giorno in giorno.
Oggi i punter sono cambiati: meno sognatori e più realisti, perché dietro quella porta può nascondersi di tutto… anche curve mai esistite!
Sono interdetta da un mondo di immagini che corre più veloce di internet, dove tutto è immediato, perfetto e già visto prima ancora di esistere. Guardo tutto questo e non posso fare a meno di ridere e scuotere la testa: siamo passati dall’arte di conquistare uno spettatore alla scienza del click e del messaggino. Quella dimensione lenta, personale e “artigianale” sembra ormai un ricordo preistorico..
Poi arrivarono i primi forum, dove si condividevano sì dei link, ma soprattutto servivano a evitare soggetti poco raccomandabili o non conformi alle foto. Era un mondo più selettivo, dove i punter erano curiosi, si avventuravano tra “missili” vari—ovvero annunci fake—ma esploravano con attenzione, scoprivano davvero.
Si lavorava molto di più in OTR, con pazienza e contatto reale.
Poi è arrivato OnlyFans.
Un enorme contenitore di video e foto ammiccanti, con cifre da capogiro. Ogni click frutta K di guadagni praticamente senza muovere un dito, e la presenza online si può costruire anche con finti video “acchiappa-like”. Dove sei, non vedi 3.000 foto, non ti convinci che sia davvero reale. Oggi ci sono più “missili” che in una base NATO, con tutta questa tecnologia, e il desiderio di conoscere davvero le persone è crollato. Forse l’unico mercato che ancora si salva è OTR.
E poi c’è WhatsApp… ah, WhatsApp! Prima scambiavi messaggi, ti facevi conoscere, arrivava magari qualche parola gentile. Oggi senza la chat privata non vai da nessuna parte: link, sticker, emoji, e via, il bancomat digitale gira da solo.
E poi l’IA: oggi basta un click, e la fisicità diventa più attraente di Photoshop e fotografi professionisti messi insieme. Fa tutto da sola, e il desiderio di conoscere davvero le persone cala di giorno in giorno.
Oggi i punter sono cambiati: meno sognatori e più realisti, perché dietro quella porta può nascondersi di tutto… anche curve mai esistite!
Sono interdetta da un mondo di immagini che corre più veloce di internet, dove tutto è immediato, perfetto e già visto prima ancora di esistere. Guardo tutto questo e non posso fare a meno di ridere e scuotere la testa: siamo passati dall’arte di conquistare uno spettatore alla scienza del click e del messaggino. Quella dimensione lenta, personale e “artigianale” sembra ormai un ricordo preistorico..