Bhe, la lettera di April penso si possa tranquillamente collocare fra gli inserti di colore e pruderie, che da tempo tutti i media devono piazzare da qualche parte.
Non dice quasi niente, che già non sappiamo, ma si fa leggere senza turbare il sonno, e fa "volume".
Circa un anno fa, una nota comica italiana, all'interno di un altrettanto noto programma comico tv, fece un pezzo di denuncia sociale sugli uomini che "vanno a puttane" (cit. testuale), che non faceva per nulla ridere, ma strappava applausi a scena aperta, puttanieri compresi evidentemente, vista la totalità di consensi indistintamente fra donne e uomini.
Va così nel bel mondo ipocrita. Trovare poi una motivazione nobile, quale il salvataggio del matrimonio, è addirittura un gran colpo da maestri.
Anzi, un gran bel colpo a botte e cerchio. E poi vissero tutti felici e contenti.
Ora, visto che qui siamo e non nella redazione di Famiglia Cristiana, inizierei, così di tanto in tanto, a dirci un po più liberamente che offrire un regalo in contanti, per un po' di piacere sessuale, non è affatto immorale. Che poi salvi matrimoni o altri valori, vabbè, sono effetti collaterali che mi stanno anche bene, ma non l'origine del perchè.
Faccio fatica a comprendere, anche se mi sforzo, chi paga un'ora di piacere, parendogli brutta cosa, da nascondere e vergognarsi.
Meglio che non lo faccia. C'è sempre l'INPS o il dentista, che gradiscono volentieri pagamenti cospicui e immorali, ma legalmente autorizzati.
Se si vuole fare battaglia sociale e morale, si concentrino i nostri sforzi nella lotta alla prostituzione obbligata.
Ma smettiamola di interrogarci sul bene o sul male, allorquando cliente e prostituta esercitano consapevolmente le rispettive scelte.
Anche il concetto di "prevaricare", perdonami Lore, è alquanto restrittivo della casistica.
O meglio, forse è diffusissimo, ma ovunque. Incrocio quotidianamente, in ogni campo lavorativo, i fenomeni del "pago, quindi pretendo".
Ma penso che la stragrande maggioranza di noi, al gesto del versare l'obolo, attribuisca significato più di dono, che di potere.
Un tempo si definivano rose, poi più correttamente è stata scelta la valuta corrente.
Ma forse, per praticità, abbiamo sacrificato qualcosa che definiva meglio il senso delle cose.