" Purtroppo però è vero che il popolo Italiano è sempre più distratto e menefreghista, e che spesso e volentieri ricorre all'uso di avvocati per far girare la legge a proprio favore a causa dell'ambiguità delle regole a cui i legali possono appigliarsi.
Il rispetto delle regole, l'educazione ed i rapporti con il prossimo dovrebbero esserti insegnati dai familiari o da chi ti educa e sarebbero più che sufficienti ad evitare certi incidenti accadano ma così non è come dimostrato dai fatti...
Per vivere meglio TUTTI (pensate a quel povero macchinista che l'ha tirata sotto) bisognerebbe, secondo me, fare un breve passo indietro quando chi trasgrediva le regole sociali si beccava quattro schiaffoni; due da chi era corresponsabile della sua educazione, e due da chi lo doveva educare.
Purtroppo oggi giorno le figure degli educatori sono sempre più latenti, pertanto abbiamo a che fare con una generazione di ragazzini che vive con la testa fra le "NUVOLE" portati a pensare che tutto sia "DOVUTO", inseguendo il più grande successo ECONOMICO possibile. "
Condivido queste tue riflessioni, ma osservo che per ricominciare a dare quelli che tu, giustamente, ricordi come i salutari quattro schiaffoni di una volta, bisogna ahimè anche ricominciare a chiamare le cose con il loro nome: una ragazza che si espone a rischi in maniera così scriteriata non è intelligente. Mi spiace, ma, se non è stata una scelta suicida, il continuare a pensare che la ragazza è stata vittima incolpevole di una fatalità non serve a nessuno, specialmente non serve ai suoi coetanei per imparare a crescere. E sono positivamente colpito dal fatto che tu abbia avuto un pensiero per il macchinista, che si è trovato questa presenza assurda con le orecchie tappate in un posto dove non doveva stare, e non ha potuto davvero far nulla per evitarla: il poveretto subirà comunque e senz'altro una serie di accertamenti disciplinari, e magari ci sarà pure la ciliegina di qualche familiare che avvierà l'azione giudiziaria contro di lui e l'azienda trasporti competente, per dar la colpa a qualcun altro della mancata attenzione della ragazza.