Tratto da un racconto frutto della fantasia:
...premeva con un palmo il lato del mio pube, faceva scorrere l’altro palmo e le dita sulla punta del mio pene, facendomi sentire e gli “scalini” tra un dito e l’alto, segava con vigore lungo tutta la corsa, alternava poi con un seghino solo sulla cappella, corto e veloce. Stavo per scoppiare, sentivo le pulsazioni nel cazzo premonitrici del massimo del piacere, ma all’improvviso mi molla e mi arriva una pizza sul membro : “NON ANCORA !”. Con la faccia modello urlo di Munch, non faccio in tempo a mandarla a fanculo che subito riprende sorridendo maligna il segone, io di nuovo estasiato, di nuovo vicino, di nuovo una sberla. Ha ripetuto quella tortura più volte. Devo averla implorata per consentirmi di venire, lei con la maestria di chi sa esattamente cosa sta facendo e con quel dito di nuovo nel culo, me ne ha fatti poi sentire due, poi tre, la sua bocca calda, la lingua, il piercing, di nuovo le pulsazioni, un piacere strano, nuovo, sono letteralmente esploso nelle sue mani, in preda ad una sorta di epilessia ed a forti contrazioni del perineo, mi ha munto come un toro facendomi schizzare tutto il mio piacere addosso e sul letto. Avevo il cuore in gola ed un affanno soffocante. Ci ho messo un po’ a riprendermi e le prime parole che ho detto sono state
“Ma che cazzo hai fatto con il mio culo ?”
E lei “ci ho messo un dito” ,
“Ma non ne era uno, ma che diavolo hai combinato?”
“Ne era solo uno, guarda...basta sapere dove metterlo!” Mostrandomi l’unico dito intriso di lubrificante.