Di norma non è una cosa che mi piace fare. Regalo fiori, ma quando non ce n'è un motivo. E riguardo l'8 marzo.... Posto una cosa che ho scritto anni fa in un altro spazio, che racconta cosa mi successe ormai una buona 30ina di anni fa:
Quando arrivano le feste comandate solitamente ho un giramento testicolare che, se fossi in acqua, supererei in velocità un siluro.
Ma dove sta scritto che devo sentirmi più buono a Natale, fare per forza tardi, magari smaronandomi, l'ultimo dell'anno, guardare l'alba a ferragosto, fare gli auguri ad una donna l'8 di marzo? Poi, come oggi, invischiato dall'abitudine li ho fatti, eccome.
A parte che ormai, a braccetto con San Valentino, è più diventata la festa dei fiorai che altro.
Per qualche anno ho comprato anche io le mimose da regalare, ora non lo faccio più. Lasciate che vi racconti un anedotto che a suo tempo mi traumatizzò non poco.
Frequentavo la seconda o terza classe dell'Istituto Superiore per Maghi. Uno dei lati positivi è che c'era una marcata supremazia femminile. Uno dei negativi che nella mia classe detta maggioranza era composta, ahimè, da ragazze non troppo carine (auto-moderato). Però due o tre meritevoli c'erano. Avete presente quella ragazzina di cui vi innamorate ogni anno, per cinque anni, ai primi giorni di scuola fino agli ultimi, salvo poi non vederla neanche col binocolo nei mesi estivi? Si, proprio quella. Tutti l'abbiamo trovata. Fate a gara per aiutarla con la cartella, vi ammazzate per sedervi vicino a lei in ogni occasione, in classe, nelle ore di assemblea, al cineforum, in gita.... Le offrite un pezzo del vostro panino, sareste disposti a farvi bocciare per lei. Bene. Era appunto l'8 Marzo. Mi ero messo giù da gara, quel giorno. Barba fatta, per l'occasione, visto che erano le prime volte, mi ero quasi ustionato con l'Acqua Velva di mio padre. Pantaloni Levi's, camicia Fiorucci, Adidas Country bianche con striscette verdi nuove da luccicare. Il massimo dell'eleganza, per quell'età. Lei arriva e varca la soglia dell'Istituto. Mi paro davanti a lei, con un sorriso ebete a 64 denti (sembravo lo squalo) e le porgo un mazzetto di mimose d'ordinanza. E me ne esco con la frasetta carina (pensavo...) "Auguri per la TUA festa". Avete presente quei momenti in cui una ragazza, prendendo una precisa coscienza politica, si scopre improvvisamente femminista, di quelle dure e pure? Non capita a tutte per fortuna, ma a lei capitò, e proprio in quel periodo. Giuro, le mancava solo la spilla con scritto "L'utero è mio e me lo gestisco io".
Mi guarda come Gatto Silvestro guarda il canarino Titti quando dice "Salve colazione", gli occhi poi diventano due fessure alla Clint Eastwood ne "Il Texano dagli occhi di ghiaccio", sembra chiuderne uno per prendere la mira. Alza la voce e mi dice che non è una festa, ma una giornata, che non si può festeggiare una strage etc. etc. Continua dandomi, nell'ordine, del:
1. Maschio sciovinista
2. Fallocrate
3. Porco
4. Varie che non ricordo, ma le uniche che NON mi ha detto erano "Vampiro" e "Sieropositivo".
Io rimango, ovviamente, di sale, per non dire di peggio. C'è un silenzio irreale, molte persone hanno assistito alla scena, ci guardano. Lei mi fissa come per aspettare le mie scuse. Tocca a me. Ingoio un rospetto della dimensione di un coniglio, respiro. Spengo il sorriso che si era nel frattempo trasformato in una emiparesi spastica da shock. Mi assicuro che tutti mi sentano e le dico:
"Guarda, non sarà cosi, ma, se dipende da me, morirai vergine!"
e, senza null'altro proferire, inghiotto il mazzetto di mimose, giro sui tacchi e me ne vado. Prima tappa il bagno, dove sputo il tutto nella turca e mi accendo una meritata sigaretta sotto gli occhi stupefatti del bidello, che mi chiede perchè nell'atrio applaudono.
ps n. 1 - L'ho un po' romanzata ma è andata così.
ps n. 2 - Abbiate pazienza, sempre. La compagna di classe, non cagandomi per tutto il percorso scolastico, mi omaggiò delle sue grazie 10 anni dopo ad una cena scolastica. A saperlo prima mi risparmiavo la fatica.
ps. n. 3 Tanti auguri a tutte.....