Ho letto solo ora questo thread e vi ho trovato molti spunti per delle proposte costruttive di buon senso per tentare una regolarizzazione della prostituzione su strada.
Purtroppo le ordinanze dei comuni sono diventate sempre più stringenti e invadenti, superando ormai il limite della legalità e costituzionalità.
Le ordinanze si trovano, non sempre facilmente (occorre sapere come cercare), sull'Albo Pretorio, disponibile anche on line ormai per quasi tutti i comuni.
Ormai lo standard prevede una multa salata (in genere 400,00 euro non trattabili) sia per il cliente che l'OTR in caso di qualsiasi contatto, anche solo per parlare, per chiedere informazioni, indipendentemente se il cliente si trova in auto o meno, e viceversa.
Non pariamo poi se ti prendono mentre la carichi o la scarichi, o durante il percorso in auto, o, peggio nell'imbosco; in tutti questi casi la violazione dell'ordinanza è evidente e, in più, anche senza ordinanza vigente (alcune ordinanze sono solo stagionali estive), ti puoi prendere 533,00 euro per violazione delle leggi per il contrasto del Covid-19.
Questa ultima multa te la puoi prendere anche semplicemente se ti fermano in auto durante il tragitto e l'OTR non si trova sul sedile posteriore opposto a te (destro), e non portate entrambi le mascherine.
Molti si sono dimenticati che vige ancora lo stato di emergenza e hanno preso queste multe salatissime.
Tornando alle ordinanze dei sindaci in questione si prevede in genere anche una multa per l'OTR, sempre di 400,00 euro, anche quando si trova da sola e, per come è vestita e/o per atteggiamenti inequivocabili, pone in essere comportamenti atti a offrire prestazioni sessuali a pagamento.
Per maggiore chiarezza riporto di seguito uno stralcio di una di tali ordinanze del 2021, che ormai si copiano l'una con l'altra.
"sia fatto divieto a chiunque:
1. di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione;
2. di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti al precedente punto 1) e/o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento;
3. alla guida di veicoli, di eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale al fine di porre in essere i comportamenti descritti al punto 2)."
Risulta evidente una violazione profonda della libertà personale e della Costituzione, con palese discriminazione delle persone.
Occorre sempre ricordare che la Prostituzione di per sé non costituisce reato.
Purtroppo però, per il quieto vivere, nessuno (o quasi) fa ricorso nel merito.
Queste ordinanze, che in ogni caso non risolvono alcun problema, hanno come unico scopo quello di mostrare alla cittadinanza che si sta facendo qualcosa, oltre a creare una ulteriore fonte di guadagno alternativa per le casse comunali.
Queste ordinanze sono ormai presenti in quasi tutti i comuni dove esista un problema evidente di prostituzione per strada.
Allego per completezza l'ordinanza del comune di Milano che risale al 2008.