Cari colleghi,
condivido in tutto lo spirito dei vostri interventi, che rispetto profondamente, però ho un’obiezione sul piano dell’analisi.
Mi sembra che si dica: sarebbe meglio liberalizzare, perché l’attuale quadro normativo favorisce lo sfruttamento e la malavita, però non lo si fa, secondo alcuni a causa del moralismo cattolico, secondo altri per il perbenismo femminista di sinistra ecc. E poi, ci si chiede, perché non si capisce che fiscalizzare la prostituzione, se non proprio la sua statalizzazione, porterebbe non pochi introiti all’erario dissanguato?
Stiamo certi che i politici tutte queste cose le hanno ben chiare e che non hanno troppi scrupoli morali. In realtà, il fatto che la situazione oggi arricchisca il crimine (e impoverisca lo stato) non è la conseguenza accidentale di chiusure mentali religose o buonistiche. Questo poteva essere vero al tempo della Merlin, quando si prese una decisione sulla base di mere ragioni di principio. Oggi è proprio il fatto che la prostituzione arricchisce il crimine il motivo per cui si mantiene lo status quo. La politica non è solo diritto o razionalità, ma rapporti di forza reali. E se in Italia qualche politico pensasse non di far arrestare un tagliagole qualsiasi o un capo scaricato dai suoi o di promuovere un’azione spettacolare in prossimità delle elezioni, ma di privare le mafie di uno dei loro introiti più cospicui, morirebbe presto in un qualche clamoroso attentato o in circostanze misteriose. Di più, una legge del genere non arriverebbe nemmeno in Parlamento, perché chi lì è stato eletto per rappresentare questi interessi si impegnerebbe a bloccarla e tutti gli altri, comunque, sanno bene cosa si può osare e cosa no.
Quando poi si verifica un fatto raccapricciante come quello che qui si discute, di fronte all’opinione pubblica scossa, si usa una vecchia tecnica, ormia in uso da decenni: il depistaggio (può essere il depistaggio delle indagini o il depistaggio delle coscienze). Che monta la figura del capro espiatorio.
Prendiamo l’articolo che un giornale come il Corriere dedica alla triste vicenda. Prima ci racconta di un’aggressione in stile quasi militare: due persone a volto coperto (come tutti noi giriamo normalmente? No, quindi preparate allo scopo), picchiano la ragazza, la cospargono di liquido infiammabile (di cui tutti noi siamo quotidianiamente dotati?), le danno fuoco. Si presenta quindi l’ipotesi più ovvia: “i responsabili potrebbero essere gli sfruttatori della donna”. Poi viene l’insinuazione che prepara la seconda parte dell’articolo: “ma non è del tutto escluso che possa trattarsi di clienti”. Quindi si deve rassicurare il cittadino: le forze dell’ordine contrastano il crimine. “Intanto i carabinieri hanno eseguito decine di controlli e verifiche in zona”. Già, ma quale crimine? “Il monitoraggio effettuato ha portato alla denuncia a piede libero di 8 ‘lucciole’ (4 per atti osceni in luogo pubblico e 4 per inosservanza del decreto di allontanamento di cittadino comunitario dal territorio nazionale). Si tratta di ragazze romene di età compresa tra i 19 e i 25 anni, tutte già conosciute alle forze dell’ordine”. Eh già, dagli alla straniera sconcia, facile bersaglio. Questo argomento ha la serietà che spero di smascherare con un amaro parodosso. È come dire: visto che ci sono i rapinatori di banche, chiudiamo le banche (e dimentichiamoci dei rapinatori). Poi viene il colpevole morale, il cliente: “Nello stesso contesto sono state identificate altre 11 prostitute e due clienti, tutti sanzionati per la violazione dell’ordinanza antiprostituzione del Sindaco di Roma”. Le parole di chiusura tornano a sottolineare il problema della criminalità, pronunciate tuttavia dai promotori di una campagna dal facile slogan sensazionalistico: "Prima di comprarla, rifletti!".
Risultato. A questo punto temo che al cittadino benpensante si sono chiusi gli occhi del tutto: ha dimenticato o non ha mai pensato agli introiti della mafia che la legislazione dello stato garantisce, gli resta in mente la figura di un orrido acquirente di carne umana che, accecato dalla sua perversione, è arrivato a questa barbarie.
Saluti a tutti e auguri alla ragazza