PN E DINTORNI VENETO NIGHT?

Quindi Fenix e Scandal di nuovo operativi?...
Serata allo Scandal

Entro salendo le scale: tunf tunf tunf. Luci basse, colori stroboscopici che ruotano. Il climax notturno è ideale per farsi travolgere, ma stavolta sono disincantato, disilluso. Cerco solo qualche ora da passare lontano da casa e routine.
Non guardo nemmeno chi c'è dentro. Mi ordino subito un americano. Dopo i primi due sorsi comincio a guardarmi intorno. Noto alcune ex Bubbles: una mora riccia, labbra carnose, tettona; una bionda smilza. Più in là, tre o quattro tipe sui trent'anni, non strafighe ma non sembrano fatte di legno. Bei sederi, tutte prosperose, intimi che lasciano poco all'immaginazione. Un tempo mi ci sarei buttato a capofitto, ma ora preferisco la calma, lasciar scorrere il tempo.
Mi si avvicina una: capelli color oro, alta, magra, occhi scavati come i miei, tacchi da guerra. Declino. Passo al secondo americano.
Il tempo scorre tra posaceneri colmi e risate delle ragazze coi clienti. Man mano che altri locali si svuotano, qui il locale si popola. Non so come, ma mi ritrovo in mezzo a una discussione in inglese tra Sasha il serbo e un afroamericano USAF vestito da ninja, sulle bombe a Belgrado del secolo scorso. Una cliente bionda, carina e giovane, mi fa l'oroscopo battendomi i pugni sulla spalla. Taglio via il caos offrendo un giro di tequila, poi mi allontano.
Incrocio occhi scavati che sta uscendo dal privé. Ora mi sono scaldato. Senza perdere tempo, dopo due minuti siamo in privé, senza tante investigazioni preliminari. Quel che arriva, arriva.
Il primo pensiero: viste le calze reggicalze, doppia mutanda, corpetto, cerniere e bottoni, ci vorrà mezz'ora per spogliarsi e rivestirsi. Ma voilà, con l'abilità di una gatta che si arrampica sulle grondaie, in men che non si dica è nuda. Sensuale, provocante.
—Posso avvicinarmi?
—No, tesoro. Solo se vestita. Nuda, solo a distanza.
—Ok. Preferisco il contatto.
Si rimette il minimo e si siede sopra di me, abbracciandomi. Sfioriamo le labbra, vibriamo strusciandoci, ansimiamo come se fossimo nudi.
Non sento finzione.
Il tempo scorre veloce. Poi chiacchieriamo al bancone, tra tequila e americani, senza cronometri.
Esco che sono le sei passate, il freddo punge il calore con cui sono uscito.
Il taxi mi aspetta.
 
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