prostituirsi ha i suoi rischi
non posso fare a meno di pensare ai braccianti agricoli
Questi argomenti sono stati affrontati molte volte sotto aspetti diversi, ve ne propongo uno che mi sembra ancora inedito.
Quando si comincia a parlare di prostituzione in senso etico bisogna prendere prima una decisione: sarà un intervento di dialogo o di scontro? Io cliente ho con la prostituta (io prostituta ho con il cliente) un rapporto di collaborazione o di avversità?
Io per molti anni mi sono rifiutato si utilizzare i servizi sessuali perché non mi sembrava giusto ma stranamente pensavo che sarei stato io la vittima, non mi sembrava giusto pagare per qualcosa che perfino i criceti hanno gratuitamente e senza sforzi mitologici.
In un mondo perfetto i braccianti agricoli sarebbero proprietari ciascuno del loro pezzo di terra, noi avremmo sesso gratis e le attuali prostitute si dedicherebbero proficuamente alla pittura o alla poesia, non ho dubbi. E invece siamo quì, ma guarda che sfiga! E ci tocca fare una scelta.
Io ho scelto di vedere il rapporto tra me e la mia collaboratrice pro tempore come un rapporto di collaborazione in cui ciascuno appaga un bisogno dell'altro, le sono grato per ciò che fa per farmi stare bene (se lo fa) e mi aspetto altrettanta gratitudine per ciò che faccio per lei, spesso non senza sacrificio.
Chi viceversa fa la scelta opposta troverà sempre delle buone ragioni di avversità ed è normale in una società complessa e squilibrata come la nostra attuale e allora ha ragione il cliente che vorrebbe un'ora a cinquanta euro iva compresa con fattura, ha ragione la prostituta che vorrebbe esser mantenuta perché è figa senza farsi neppure toccare, hanno ragione tutti, in un altro mondo.