DETTAGLIO DELLA OTR
Nome: Ana
Nazionalità: sedicente albanese
Età apparente: 30 dichiarati
Descrizione fisica: ragazza alta 1.65-1.70, corporatura fra il normale e il leggermente curvaceo, capelli neri lisci di media lunghezza, lineamenti piacenti da donna mediterranea, occhi scuri, seni che sono sembrati di una 3a taglia
Attitudine: un po' inesperta, non una tigre ma molto paziente in RAI1 ; impossibile parlarci senza GT
Reperibilità: media
DATI RELATIVI AL SERVIZIO
Compenso richiesto: 30
Compenso concordato: 30
Servizi offerti: BJ+RAI1
Servizi usufruiti: BJ+RAI1
Durata dell'incontro: 22' lordi, quindi 16-17' netti
DATI RELATIVI AL LUOGO DELL'INCONTRO
Zona di imbarco: Cermenate (CO)
Coordinate: parcheggio della gelateria, oppure a bordo della Smartina di Brunilda 15 metri prim
LA MIA RECENSIONE
Da una decina di giorni, Cermenate di sopra ha una nuova Gelataia, che talvolta sta a fare compagnia a Brunilda nella sua macchina e talvolta passeggia all'ingresso del parcheggio della gelateria.
Stasera, nonostante il clima un po' umido, ha più voglia di fare due passi all'aperto ed è anche una delle più ambite, tanto che dovrò attendere tre giri di giostra, prima che sia il mio turno per l'intervista. L'ultima volta, vengo preceduto di un soffio e riesco anche a vedere in che direzione sia il retrobottega: sarà quasi inevitabile venire fulminato da Simina! Se non altro, la sua mentrice Brunilda deve essere via al Blue, perchè la Smartina rimane sguarnita per lunghissimo tempo.
Quando finalmente riappare la nuova Gelataia, mi infilo nel parcheggio, facendole subito un gran sorrisone nell'entrare. Faccio manovra, le sono accanto, altro sorriso a 32 denti e abbasso il finestrino. Capisce davvero pochissimo l'italiano, tanto che è difficile fare le reciproche presentazioni, ad ogni modo ribadisce il nome Ana già raccolto una decina di giorni fa. Quando le domando il rate per il BJ, mi risponde "No, no!", schermendosi anche con le mani, come se le avessi chiesto di buttarsi giù da un ponte. "Ma pompino più sex?", provo allora a chiederle il prezzo del pacchetto completo. Come preliminare per la copulazione, pare che il BJ venga invece concesso ("ma corto!") e la tariffa è il consueto trentello di mercato. La comare di Brunilda ha un'ultima esitazione, scambiandomi per straniero, ma basta cantarle una strofa di "O sole mio" per convincerla che ho il passaporto del Bel Paese e chiudere l'affare.
ANA DALL'ALBÀNIA
Si accomoda a bordo e, nonostante mi avesse detto il nome non più di 30 secondi prima, mi allunga la mano e si ripresenta come Ana. Ridendo, faccio lo stesso e le dico il mio nome, mentre ci scambiamo il saluto di benvenuto. La barriera linguistica è notevole e si rivelerà difficile anche solo farsi confermare la nazionalità (albanese, prevedibilmente, essendo allieva di Brunilda) e l'età (30, plausibili). Impossibile andare oltre nel questionario, ma è sufficiente essere passati almeno una volta a settimana da viale Tirana, per sapere da quanto sia apparsa.
Come avevo intuito dalle mosse del cliente precedente, si va verso il semaforo di Mt. Sordo, per poi raggiungere un park convenzionato col team Imperiale, dove per certo ero stato con la Silly, la Cavallona e la Ceam. Per fortuna, Simina è in questo momento al retrobottega e, almeno all'andata, mi evito fulmini e saette.
LA RECE VERA E PROPRIA
In breve siamo al parcheggio, è deserto e quindi scelgo uno stallo a caso, prima di spegnere il motore. Si accendono come sempre le luci di cortesia e quindi è il momento buono perchè io le allunghi il trentello pattuito e lei estragga i ferri del mestiere dalla borsetta. Ana indossava un giubbotto nero peloso, che si toglie e appende allo schienale del suo sedile. Dalla strada, sembrava che indossasse dei leggings molto sottili o dei pantacollant e invece la comare di Brunilda è strizzata in una tutina aderentissima a tutto corpo, sul genere Occhi di Gatto. La zip superiore è astutamente abbassata sino al petto, scoprendo così un decolletè che pare di tutto rispetto, a occhio una terza.
Prima di spegnere la luce, la osservo meglio in volto: ha fattezze tipicamente mediterranee e che si potrebbero definire piacenti. A sensazione, è già mamma, perchè sembra più donna che ragazza, ma servirebbe il traduttore per chiederle se abbia marmocchi sullo stato di famiglia e per ora non voglio farle perdere altro tempo, mica che poi venga dedotto alla fine
Prima di partire col BJ, Ana smanaccia abbastanza lungamente il compare, sino a portarlo a un livello di turgore da lei ritenuto idoneo all'incappucciamento. Quando è il momento, recupera il condom e prova a procedere alla vestizione, operazione in cui denota le tipiche difficoltà della novizia. Dato che il compare è già discretamente sull'attenti, glielo reggo con entrambe le mani, lei apre il gommino con i pollici e poi lo infila in un colpo solo a schiocco.
Ciò fatto, si china in torsione sul mio basso ventre e dà inizio al BJ, che è svolto con movimenti solo verticali, applicando una buona pressione sul compare e a ritmo medio. Difficile valutarne la bontà: le sensazioni sono buone, ma metà del lavoro era stata fatta durante il riscaldamento iniziale e dunque il compare era già bello arzillo, ancor prima che cominciassero le danze. Ancora più arduo dare un giudizio delle esplorazioni tentacolari: il fondoschiena appare bello pieno e stagno, ma è strizzato nella tutina descritta poc'anzi e quindi manca del tutto il contatto epidermico. Rispetto a quando le Otr sono in tuta da sci, o anche solo in liquid leggings di finta pelle, il tessuto è comunque sottilissimo e non dovrebbe mascherare troppo la vera silhouette della fanciulla. È anche molto liscio al tatto, per cui il palmo della mano scorre con facilità, lungo la schiena e le chiappe.
È GIÀ ORA DI RAI 1
Ana aveva preannunciato sin dell'intervista che il BJ sarebbe stato corto e, infatti, 3-4 minuti dall'inizio delle danze, si risolleva e mi fa capire che è giunto il momento di accendere la televisione sul primo canale nazionale. Anche ora denota un po' l'inesperienza da novizia: a gesti cerca anzitutto di chiedermi se io preferisca starle davanti (mission) o dietro (pecos), ma sembra davvero ignara di come copulare all'interno della vettura. Mi fa infatti intendere che vorrebbe scendere dalla macchina e svolgere una pecos en plein aire, opzione che subito respingo, sia per evitare di beccarmi una multa per atti osceni, sia perchè sta piovigginando leggermente. Sempre usando la lingua dei gesti, le spiego che dovrebbe reclinare del tutto il sedile e poi sdraiarsi supina, per permettere lo svolgimento della missionaria. Mi fa un cenno di intesa, ma fatica a trovare la leva per abbassare lo schienale e perdiamo quasi un minuto, per riuscire a trasformare il sedile del passeggero nella nostra temporanea alcova. Per facilitare le operazioni, le sposto anche il giubbotto peloso sul sedile posteriore.
Ora che è tutto pronto, sono proprio curioso di vedere come e quanto velocemente riuscirà a sfilarsi la tutina da Occhi di Gatto: con mia grande sorpresa, proprio davanti al triangolino delle meraviglie c'è una seconda zip, che lei abbassa, scoprendo giusto la zona pubica e la fessura del piacere. Non si toglie invece gli stivali e mi faccio il segno della croce, sperando di riportare a casa le modanature di plastica tutte intere.
La Gelataia ha dimenticato di arretrare il sedile, è abbastanza alta e, tenendo le gambe divaricate ma ben piantate nel pozzetto del passeggero, non mi è semplice passare dalla sua parte, ma in qualche modo di riesco. Mi rendo conto di avere la sua borsetta fra i piedi, per cui la recupero e appoggio pure lei sul divano posteriore. L'ultima mossa da compiere è quella di sollevare la leva sotto al sedile, che scorre rapidamente all'indietro, creando finalmente lo spazio vitale per copulare.
PAZIENTE COME GIOBBE
Ana allarga le gambe, pur tenendole ben piantate a terra, io mi preoccupo di mirare l’apertura della tutina, lei di fare l'infilamento, e può avere inizio la mia danza pelvica. Il compare era bello arzillo dopo il BJ e quindi le sensazioni sono subito buone, anche perchè il nido non sembra ancora avere ospitato migliaia di volatili. La sua partecipazione è fra il sufficiente e il discreto: la mimica del corpo, adagiato inerte sul sedile, con la testa reclinata su un lato e gli occhi socchiusi, farebbero propendere per il voto più basso. Il fatto che, per tutta la durata della mia galoppata, mi detti il ritmo con un "Ohh! Ohh! Ohh!" ininterrotto le fa guadagnare il punticino in più. La sua inerzia sembra più dettata dalla spontaneità, che dalla malavoglia: non mi carezza, ma a un certo punto lo fa col suo seno, che si massaggia delicatamente, dopo avere appoggiato il palmo della mano sul decolletè.
Per il resto, non mette davvero alcuna fretta, tanto che la mission durerà almeno 8-9 minuti, in cui avrò il tempo di partire coricato su di lei, di inframezzare almeno un paio di fasi di strusciamento pube contro pube per riprendere fiato e infine di mettermi in ginocchio nel pozzetto del passeggero per il rush finale. Non avendo ricevuto paletti temporali da Ana, stasera è una delle pochissime volte in cui sento che potrei varcare la linea del traguardo durante la copulazione: provo ad accelerare la frequenza delle percussioni, ma pure stavolta vado in ebollizione e rischio il colpo della strega, prima di poter cantare vittoria.
Con i primi goccioloni di sudore in fronte della stagione 2026, alzo bandiera bianca e propongo ad Ana il passaggio alla falegnameria. Lei dice di sì, ma non deve avere capito nulla di quello che le ho detto, perchè si fionda sulla confezione di salviette e ne recupera una manciata: un paio le usa per lindarsi la vulva, prima di richiudere la zip, ma un paio vengono appoggiate accanto alla leva del cambio, chiaro segnale di sbaraccamento imminente.
Capito che il fischietto è già nella bocca dell'arbitro, faccio entrare Federica in campo e intanto carezzo un po' le gambe di Ana. Il discreto decolletè, che fa capolino dalla tutina, è una tentazione forte, ma ormai è troppo tardi per chiedere lo scoperchiamento dei seni: dubito che me lo concederebbe senza sovrapprezzo, dopo più di un quarto d'ora dall'inizio delle danze, e io all'inizio le avevo consegnato tutti i miei averi.
Infatti, a stretto giro arriva il sollecito finale da parte della nuova Gelataia: "Minuti!". Mancava davvero pochissimo, bastano 4-5 smanacciate più energiche da parte di Federica e riesco a varcare la linea del traguardo, prima che Ana mi mandi a quel paese.
FULMINATO DA SIMINA
Le salviette erano già a portata di mano e quindi posso procedere in autonomia ai lavaggi di rito e poi alla rivestizione. Pure Ana non ha grandi formalità da sbrigare: recupera la borsetta, si rimette la giubba pelosa e siamo pronti a ripartire.
Io estraggo dal cilindro Google Translator, ma riesco giusto a chiederle se sia amica di Brunilda (pare di no, solo passeggera), perchè poi si immerge in WA e si mette a chattare fitto con qualcuno/a del suo team.
Mentre scendiamo da Montesordo, vedo che c'è Simina che sta ballando proprio lungo la linea di arresto e quindi immagino già la figura di palta che sto per fare. All'inizio, credo che la moretta di Craiova riconosca solo la mia macchina, ma non si accorga della presenza di una passeggera a bordo: mi fa un sorrisone e la sua danza si fa ancora più sinuosa, convinta che voglia farla salire.
Quando però le arrivo accanto, non può non vedere che c'è Ana accanto a me: il sorriso si trasforma in un attimo in uno sguardo corrucciato e dai suoi occhi partono fulmini e saette al mio indirizzo, un po' come quando Diana mi vide riconsegnarle sua cugina Mod sotto il naso. È però anche colpa di Simina: le ho ripetuto mille volte che ha tariffe fuori mercato e che quindi posso passare a trovarla solo una volta ogni tanto.
Passato incolume il check point di Mt. Sordo, c'è solo da percorrere gli ultimi 200 m e riconsegnare Ana al park della Gelateria. Brunilda è ora nella sua Smartina, ma ha lo sguardo chino sul telefono e quindi mi evito la seconda figura di palta in 30 secondi. Lascia la sua allieva in prossimità dei bidoni della spazzatura, dove la pallottola dell'amore viene correttamente smaltita. Mentre io faccio manovra, Ana ha già ripreso posizione, la saluto mentre le passo davanti (ma era davvero concentrarissima su WA) e mi dirigo alla branda.
Nome: Ana
Nazionalità: sedicente albanese
Età apparente: 30 dichiarati
Descrizione fisica: ragazza alta 1.65-1.70, corporatura fra il normale e il leggermente curvaceo, capelli neri lisci di media lunghezza, lineamenti piacenti da donna mediterranea, occhi scuri, seni che sono sembrati di una 3a taglia
Attitudine: un po' inesperta, non una tigre ma molto paziente in RAI1 ; impossibile parlarci senza GT
Reperibilità: media
DATI RELATIVI AL SERVIZIO
Compenso richiesto: 30
Compenso concordato: 30
Servizi offerti: BJ+RAI1
Servizi usufruiti: BJ+RAI1
Durata dell'incontro: 22' lordi, quindi 16-17' netti
DATI RELATIVI AL LUOGO DELL'INCONTRO
Zona di imbarco: Cermenate (CO)
Coordinate: parcheggio della gelateria, oppure a bordo della Smartina di Brunilda 15 metri prim
LA MIA RECENSIONE
Da una decina di giorni, Cermenate di sopra ha una nuova Gelataia, che talvolta sta a fare compagnia a Brunilda nella sua macchina e talvolta passeggia all'ingresso del parcheggio della gelateria.
Stasera, nonostante il clima un po' umido, ha più voglia di fare due passi all'aperto ed è anche una delle più ambite, tanto che dovrò attendere tre giri di giostra, prima che sia il mio turno per l'intervista. L'ultima volta, vengo preceduto di un soffio e riesco anche a vedere in che direzione sia il retrobottega: sarà quasi inevitabile venire fulminato da Simina! Se non altro, la sua mentrice Brunilda deve essere via al Blue, perchè la Smartina rimane sguarnita per lunghissimo tempo.
Quando finalmente riappare la nuova Gelataia, mi infilo nel parcheggio, facendole subito un gran sorrisone nell'entrare. Faccio manovra, le sono accanto, altro sorriso a 32 denti e abbasso il finestrino. Capisce davvero pochissimo l'italiano, tanto che è difficile fare le reciproche presentazioni, ad ogni modo ribadisce il nome Ana già raccolto una decina di giorni fa. Quando le domando il rate per il BJ, mi risponde "No, no!", schermendosi anche con le mani, come se le avessi chiesto di buttarsi giù da un ponte. "Ma pompino più sex?", provo allora a chiederle il prezzo del pacchetto completo. Come preliminare per la copulazione, pare che il BJ venga invece concesso ("ma corto!") e la tariffa è il consueto trentello di mercato. La comare di Brunilda ha un'ultima esitazione, scambiandomi per straniero, ma basta cantarle una strofa di "O sole mio" per convincerla che ho il passaporto del Bel Paese e chiudere l'affare.
ANA DALL'ALBÀNIA
Si accomoda a bordo e, nonostante mi avesse detto il nome non più di 30 secondi prima, mi allunga la mano e si ripresenta come Ana. Ridendo, faccio lo stesso e le dico il mio nome, mentre ci scambiamo il saluto di benvenuto. La barriera linguistica è notevole e si rivelerà difficile anche solo farsi confermare la nazionalità (albanese, prevedibilmente, essendo allieva di Brunilda) e l'età (30, plausibili). Impossibile andare oltre nel questionario, ma è sufficiente essere passati almeno una volta a settimana da viale Tirana, per sapere da quanto sia apparsa.
Come avevo intuito dalle mosse del cliente precedente, si va verso il semaforo di Mt. Sordo, per poi raggiungere un park convenzionato col team Imperiale, dove per certo ero stato con la Silly, la Cavallona e la Ceam. Per fortuna, Simina è in questo momento al retrobottega e, almeno all'andata, mi evito fulmini e saette.
LA RECE VERA E PROPRIA
In breve siamo al parcheggio, è deserto e quindi scelgo uno stallo a caso, prima di spegnere il motore. Si accendono come sempre le luci di cortesia e quindi è il momento buono perchè io le allunghi il trentello pattuito e lei estragga i ferri del mestiere dalla borsetta. Ana indossava un giubbotto nero peloso, che si toglie e appende allo schienale del suo sedile. Dalla strada, sembrava che indossasse dei leggings molto sottili o dei pantacollant e invece la comare di Brunilda è strizzata in una tutina aderentissima a tutto corpo, sul genere Occhi di Gatto. La zip superiore è astutamente abbassata sino al petto, scoprendo così un decolletè che pare di tutto rispetto, a occhio una terza.
Prima di spegnere la luce, la osservo meglio in volto: ha fattezze tipicamente mediterranee e che si potrebbero definire piacenti. A sensazione, è già mamma, perchè sembra più donna che ragazza, ma servirebbe il traduttore per chiederle se abbia marmocchi sullo stato di famiglia e per ora non voglio farle perdere altro tempo, mica che poi venga dedotto alla fine
Prima di partire col BJ, Ana smanaccia abbastanza lungamente il compare, sino a portarlo a un livello di turgore da lei ritenuto idoneo all'incappucciamento. Quando è il momento, recupera il condom e prova a procedere alla vestizione, operazione in cui denota le tipiche difficoltà della novizia. Dato che il compare è già discretamente sull'attenti, glielo reggo con entrambe le mani, lei apre il gommino con i pollici e poi lo infila in un colpo solo a schiocco.
Ciò fatto, si china in torsione sul mio basso ventre e dà inizio al BJ, che è svolto con movimenti solo verticali, applicando una buona pressione sul compare e a ritmo medio. Difficile valutarne la bontà: le sensazioni sono buone, ma metà del lavoro era stata fatta durante il riscaldamento iniziale e dunque il compare era già bello arzillo, ancor prima che cominciassero le danze. Ancora più arduo dare un giudizio delle esplorazioni tentacolari: il fondoschiena appare bello pieno e stagno, ma è strizzato nella tutina descritta poc'anzi e quindi manca del tutto il contatto epidermico. Rispetto a quando le Otr sono in tuta da sci, o anche solo in liquid leggings di finta pelle, il tessuto è comunque sottilissimo e non dovrebbe mascherare troppo la vera silhouette della fanciulla. È anche molto liscio al tatto, per cui il palmo della mano scorre con facilità, lungo la schiena e le chiappe.
È GIÀ ORA DI RAI 1
Ana aveva preannunciato sin dell'intervista che il BJ sarebbe stato corto e, infatti, 3-4 minuti dall'inizio delle danze, si risolleva e mi fa capire che è giunto il momento di accendere la televisione sul primo canale nazionale. Anche ora denota un po' l'inesperienza da novizia: a gesti cerca anzitutto di chiedermi se io preferisca starle davanti (mission) o dietro (pecos), ma sembra davvero ignara di come copulare all'interno della vettura. Mi fa infatti intendere che vorrebbe scendere dalla macchina e svolgere una pecos en plein aire, opzione che subito respingo, sia per evitare di beccarmi una multa per atti osceni, sia perchè sta piovigginando leggermente. Sempre usando la lingua dei gesti, le spiego che dovrebbe reclinare del tutto il sedile e poi sdraiarsi supina, per permettere lo svolgimento della missionaria. Mi fa un cenno di intesa, ma fatica a trovare la leva per abbassare lo schienale e perdiamo quasi un minuto, per riuscire a trasformare il sedile del passeggero nella nostra temporanea alcova. Per facilitare le operazioni, le sposto anche il giubbotto peloso sul sedile posteriore.
Ora che è tutto pronto, sono proprio curioso di vedere come e quanto velocemente riuscirà a sfilarsi la tutina da Occhi di Gatto: con mia grande sorpresa, proprio davanti al triangolino delle meraviglie c'è una seconda zip, che lei abbassa, scoprendo giusto la zona pubica e la fessura del piacere. Non si toglie invece gli stivali e mi faccio il segno della croce, sperando di riportare a casa le modanature di plastica tutte intere.
La Gelataia ha dimenticato di arretrare il sedile, è abbastanza alta e, tenendo le gambe divaricate ma ben piantate nel pozzetto del passeggero, non mi è semplice passare dalla sua parte, ma in qualche modo di riesco. Mi rendo conto di avere la sua borsetta fra i piedi, per cui la recupero e appoggio pure lei sul divano posteriore. L'ultima mossa da compiere è quella di sollevare la leva sotto al sedile, che scorre rapidamente all'indietro, creando finalmente lo spazio vitale per copulare.
PAZIENTE COME GIOBBE
Ana allarga le gambe, pur tenendole ben piantate a terra, io mi preoccupo di mirare l’apertura della tutina, lei di fare l'infilamento, e può avere inizio la mia danza pelvica. Il compare era bello arzillo dopo il BJ e quindi le sensazioni sono subito buone, anche perchè il nido non sembra ancora avere ospitato migliaia di volatili. La sua partecipazione è fra il sufficiente e il discreto: la mimica del corpo, adagiato inerte sul sedile, con la testa reclinata su un lato e gli occhi socchiusi, farebbero propendere per il voto più basso. Il fatto che, per tutta la durata della mia galoppata, mi detti il ritmo con un "Ohh! Ohh! Ohh!" ininterrotto le fa guadagnare il punticino in più. La sua inerzia sembra più dettata dalla spontaneità, che dalla malavoglia: non mi carezza, ma a un certo punto lo fa col suo seno, che si massaggia delicatamente, dopo avere appoggiato il palmo della mano sul decolletè.
Per il resto, non mette davvero alcuna fretta, tanto che la mission durerà almeno 8-9 minuti, in cui avrò il tempo di partire coricato su di lei, di inframezzare almeno un paio di fasi di strusciamento pube contro pube per riprendere fiato e infine di mettermi in ginocchio nel pozzetto del passeggero per il rush finale. Non avendo ricevuto paletti temporali da Ana, stasera è una delle pochissime volte in cui sento che potrei varcare la linea del traguardo durante la copulazione: provo ad accelerare la frequenza delle percussioni, ma pure stavolta vado in ebollizione e rischio il colpo della strega, prima di poter cantare vittoria.
Con i primi goccioloni di sudore in fronte della stagione 2026, alzo bandiera bianca e propongo ad Ana il passaggio alla falegnameria. Lei dice di sì, ma non deve avere capito nulla di quello che le ho detto, perchè si fionda sulla confezione di salviette e ne recupera una manciata: un paio le usa per lindarsi la vulva, prima di richiudere la zip, ma un paio vengono appoggiate accanto alla leva del cambio, chiaro segnale di sbaraccamento imminente.
Capito che il fischietto è già nella bocca dell'arbitro, faccio entrare Federica in campo e intanto carezzo un po' le gambe di Ana. Il discreto decolletè, che fa capolino dalla tutina, è una tentazione forte, ma ormai è troppo tardi per chiedere lo scoperchiamento dei seni: dubito che me lo concederebbe senza sovrapprezzo, dopo più di un quarto d'ora dall'inizio delle danze, e io all'inizio le avevo consegnato tutti i miei averi.
Infatti, a stretto giro arriva il sollecito finale da parte della nuova Gelataia: "Minuti!". Mancava davvero pochissimo, bastano 4-5 smanacciate più energiche da parte di Federica e riesco a varcare la linea del traguardo, prima che Ana mi mandi a quel paese.
FULMINATO DA SIMINA
Le salviette erano già a portata di mano e quindi posso procedere in autonomia ai lavaggi di rito e poi alla rivestizione. Pure Ana non ha grandi formalità da sbrigare: recupera la borsetta, si rimette la giubba pelosa e siamo pronti a ripartire.
Io estraggo dal cilindro Google Translator, ma riesco giusto a chiederle se sia amica di Brunilda (pare di no, solo passeggera), perchè poi si immerge in WA e si mette a chattare fitto con qualcuno/a del suo team.
Mentre scendiamo da Montesordo, vedo che c'è Simina che sta ballando proprio lungo la linea di arresto e quindi immagino già la figura di palta che sto per fare. All'inizio, credo che la moretta di Craiova riconosca solo la mia macchina, ma non si accorga della presenza di una passeggera a bordo: mi fa un sorrisone e la sua danza si fa ancora più sinuosa, convinta che voglia farla salire.
Quando però le arrivo accanto, non può non vedere che c'è Ana accanto a me: il sorriso si trasforma in un attimo in uno sguardo corrucciato e dai suoi occhi partono fulmini e saette al mio indirizzo, un po' come quando Diana mi vide riconsegnarle sua cugina Mod sotto il naso. È però anche colpa di Simina: le ho ripetuto mille volte che ha tariffe fuori mercato e che quindi posso passare a trovarla solo una volta ogni tanto.
Passato incolume il check point di Mt. Sordo, c'è solo da percorrere gli ultimi 200 m e riconsegnare Ana al park della Gelateria. Brunilda è ora nella sua Smartina, ma ha lo sguardo chino sul telefono e quindi mi evito la seconda figura di palta in 30 secondi. Lascia la sua allieva in prossimità dei bidoni della spazzatura, dove la pallottola dell'amore viene correttamente smaltita. Mentre io faccio manovra, Ana ha già ripreso posizione, la saluto mentre le passo davanti (ma era davvero concentrarissima su WA) e mi dirigo alla branda.