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Sara è una ragazza carina. Anzi, direi che è decisamente una bella ragazza, specie quando al suo solito angolo di strada esibisce la mercanzia in attesa dei suoi clienti.
Io sono uno di quelli.
Sara è albanese e lo dice con l’orgoglio un po’ stizzito di chi ha subito il pregiudizio, ma che ha deciso di affrontarlo senza ipocrisia, a viso aperto, come aperto è il suo sorriso quando in ascensore ti mette una mano tra le gambe per vedere se sei già in tiro.
Intendiamoci … Sara non è la ragazza più bella che io abbia conosciuto, pagato e scopato e non è neanche la più brava, ma è carina, dolce e fa il suo dovere senza farti rimpiangere i soldi che le dai.
Queste sue doti e anche la sua sfacciata ma simpatica insistenza (quando mi vede da lontano si sbraccia fino a slogarsi le clavicole) hanno fatto si che abbia potuto ripassarla almeno una decina di volte e sempre con un certo gusto.
Niente di strano o di particolare … se non per il fatto che dopo i primi due o tre incontri ho capito che Sara è una ragazza …. della mia misura …
Cosa intendo?
Semplicemente che mi sono trovato avvinghiato lascivamente a decine e decine di belle figliole, di tutti i tipi e di tutte le taglie. Russe alte dieci piani, da arrivarci salendo sul letto. Albanesi talmente piccole e mingherline da poterle sbattere all’inpiedi tenendole sollevate senza timore di farsi partire qualche vertebra. Rumene anoressiche da contargli le costole o Brasiliane con un culo talmente grosso che il cazzo sembrava sparirci dentro, perso per sempre. Gambe chilometriche, seni di tutte le taglie, dall’inesistente al “doppio cocomero”. Donne un po’ fuori forma che le pance sembravano tremolanti budini o palestrate e talmente toniche che quando ti stringevano tra le gambe ti veniva quasi da gridare “pietà!”
In ogni caso, al di là dell’aspetto e delle caratteristiche fisiche mi sono sempre sorpreso a pensare come sia difficile trovare un corpo che si adatti perfettamente al nostro, che sia, dal punto di vista della compatibilità, un po’ come un perfetto incastro, come il nostro naturale complemento.
Più di una volta ho detto a Sara : “Tu sei come un vestito che mi calza perfettamente … sembri fatta apposta per essere scopata da me …”
Lei rideva, forse lusingata, forse un po’ incerta su cosa volessi dire …
Sara è dell’altezza giusta, del peso giusto, della “morbidezza” della “pastosità” giusta … come cazzo lo devo spiegare … quando la monto ogni centimetro della sua pelle aderisce perfettamente alla mia. Non c’è grasso superfluo ma nemmeno eccessiva muscolatura. Non ci sono ossa spigolose o seni ingombranti.
E poi il suo corpo asseconda il mio, senza opporsi, senza fastidiose rigidità o movimenti sgraziati. Basta che io la tocchi e lei sa come girarsi. Basta che io modifichi anche di poco l’assetto del mio corpo per ritrovarla nell’esatta posizione in cui dovrebbe essere.
Entro dentro Sara con una naturalezza rara e molto gradevole. La prendo alla missionaria tirando con entrambe le mani a me il suo sederino perfettamente dimensionato e lascio che le sue gambe ben tornite mi cingano la schiena. Quando il mio cazzo è totalmente dentro di lei sento mi sento quasi come l’ultimo pezzo del puzzle che è entrato perfettamente nell’ultimo spazio vuoto. Un vestito … Sara mi sta come un comodo vestito, di quelli che metti per casa e che ti fanno sentire bene …
Capita così. Ci sono di quelle ragazze che a modo loro e senza nessun merito, per uno strano caso del destino e per motivi certo non troppo poetici e romantici sembrano essere comunque fatte per noi.
E’ così, per Sara …. la ragazza della mia misura.
Io sono uno di quelli.
Sara è albanese e lo dice con l’orgoglio un po’ stizzito di chi ha subito il pregiudizio, ma che ha deciso di affrontarlo senza ipocrisia, a viso aperto, come aperto è il suo sorriso quando in ascensore ti mette una mano tra le gambe per vedere se sei già in tiro.
Intendiamoci … Sara non è la ragazza più bella che io abbia conosciuto, pagato e scopato e non è neanche la più brava, ma è carina, dolce e fa il suo dovere senza farti rimpiangere i soldi che le dai.
Queste sue doti e anche la sua sfacciata ma simpatica insistenza (quando mi vede da lontano si sbraccia fino a slogarsi le clavicole) hanno fatto si che abbia potuto ripassarla almeno una decina di volte e sempre con un certo gusto.
Niente di strano o di particolare … se non per il fatto che dopo i primi due o tre incontri ho capito che Sara è una ragazza …. della mia misura …
Cosa intendo?
Semplicemente che mi sono trovato avvinghiato lascivamente a decine e decine di belle figliole, di tutti i tipi e di tutte le taglie. Russe alte dieci piani, da arrivarci salendo sul letto. Albanesi talmente piccole e mingherline da poterle sbattere all’inpiedi tenendole sollevate senza timore di farsi partire qualche vertebra. Rumene anoressiche da contargli le costole o Brasiliane con un culo talmente grosso che il cazzo sembrava sparirci dentro, perso per sempre. Gambe chilometriche, seni di tutte le taglie, dall’inesistente al “doppio cocomero”. Donne un po’ fuori forma che le pance sembravano tremolanti budini o palestrate e talmente toniche che quando ti stringevano tra le gambe ti veniva quasi da gridare “pietà!”
In ogni caso, al di là dell’aspetto e delle caratteristiche fisiche mi sono sempre sorpreso a pensare come sia difficile trovare un corpo che si adatti perfettamente al nostro, che sia, dal punto di vista della compatibilità, un po’ come un perfetto incastro, come il nostro naturale complemento.
Più di una volta ho detto a Sara : “Tu sei come un vestito che mi calza perfettamente … sembri fatta apposta per essere scopata da me …”
Lei rideva, forse lusingata, forse un po’ incerta su cosa volessi dire …
Sara è dell’altezza giusta, del peso giusto, della “morbidezza” della “pastosità” giusta … come cazzo lo devo spiegare … quando la monto ogni centimetro della sua pelle aderisce perfettamente alla mia. Non c’è grasso superfluo ma nemmeno eccessiva muscolatura. Non ci sono ossa spigolose o seni ingombranti.
E poi il suo corpo asseconda il mio, senza opporsi, senza fastidiose rigidità o movimenti sgraziati. Basta che io la tocchi e lei sa come girarsi. Basta che io modifichi anche di poco l’assetto del mio corpo per ritrovarla nell’esatta posizione in cui dovrebbe essere.
Entro dentro Sara con una naturalezza rara e molto gradevole. La prendo alla missionaria tirando con entrambe le mani a me il suo sederino perfettamente dimensionato e lascio che le sue gambe ben tornite mi cingano la schiena. Quando il mio cazzo è totalmente dentro di lei sento mi sento quasi come l’ultimo pezzo del puzzle che è entrato perfettamente nell’ultimo spazio vuoto. Un vestito … Sara mi sta come un comodo vestito, di quelli che metti per casa e che ti fanno sentire bene …
Capita così. Ci sono di quelle ragazze che a modo loro e senza nessun merito, per uno strano caso del destino e per motivi certo non troppo poetici e romantici sembrano essere comunque fatte per noi.
E’ così, per Sara …. la ragazza della mia misura.