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SONO UN TUTTOFARE

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“SONO UN TUTTOFARE”

Sottotitolo

“Credo che alcune impressioni facciano bene lo stesso anche se prive di dettagli”

WELLCUM – VENERDI 18-02-2022 – COBRACAN



Un saluto a tutti,
anno nuovo, vita nuova? Forse, sicuramente si apre un nuovo ciclo, speriamo positivo.

Decido di ritornare al locale dopo quasi due mesi di assenza, ma se devo essere sincero non mi era mancato molto, non certo per le voci di ragazze poco “performanti” in sala (che poi qualche brava amica si trova sempre), ma perché la vita, semplicemente, è formata da tanti aspetti in equilibrio, e bisogna curarli allo stesso modo, per cercare di stare sereni bisogna giostrarsi tra i nostri desideri e la realtà.

Come sempre parto la mattina presto, perché la mattina ha l’oro in bocca, si dice…in realtà troverò una fitta nebbia per la prima parte del mio viaggio, che bello, ma se la metto in positivo la nebbia è pure romantica e misteriosa (cosa c’è di più romantico di un camion e rimorchio fermi nella carreggiata? Oppure dell’anziano che non guida mai, ma che decide di partire giusto 5 minuti prima di me?).

Sono un sentimentale, ma di origini venete, quindi mi perdonerete se sono stato un bestemmiatore per un bel tratto di strada. Ad un certo punto vedo sullo spartitraffico una figura, che pensavo fosse un vigile, in realtà mi è parso Gesù Cristo schiodato dalla croce, allarmato dai miei epiteti, appena gli ho spiegato dove andavo, mi ha fatto cenno di una benedizione.

Comunque, arrivato zona Venezia\San Donà di Piave ho visto la luce, no, non era un’altra apparizione mistica, era solo venuto fuori il sole. Viaggio tranquillo, lavori stradali nella norma, traffico di camion regolare. Il percorso in andata è sempre positivo (non del Covid, eh?) perché prelude a del buon relax, almeno in andata non ho mai fretta.

Davanti a me, prima del confine, poco dopo Tarvisio, un signore\a perde quasi il controllo del mezzo e quasi si schianta sul guard rail, non so se lui ha visto la Madonna, ma per me oggi è sicuramente giornata di bestemmie ed ho richiamato qualche "porco", che non dico mai, però oggi mi escono a profusione, se dovevo assistere sto abitante di Coglion Town che stava per incidentarsi da solo, mi sarei guastato la giornata, tra me e me mi ero detto che lo avrei spinto giù dal dirupo, ma è andata bene ad entrambi.
Passo fortunatamente il confine a Coccau, nessun controllo, velocità strettamente nei limiti tra la frontiera ed il locale, mi trattengo anche se l’impulso di accelerare veloce come un fulmine è davvero forte, faccio un attimo di training autogeno e mi calmo, vado da Maurer a fare il pieno (diesel 1.45€\litro se non sbaglio), e arrivo esattamente alle ore 12.00 nel locale…parcheggio deserto per essere un venerdi, strano.

Veloci saluti al gentilissimo staff della reception e poi prendo possesso della mia bellissima camera doppia, uso singola. Io che non fumo, la camera era intrisa di un fastidioso odore di sigaretta, e quindi spalanco subito la finestra (con zanzariera sfasciata, buon auspicio per gli insetti estivi), il tempo di pranzare e spero sparisca questo olezzo.

Oggi il clima austriaco è tiepido e fa piacere prendere aria, c’era il sole ed il cielo era limpido, il clima rispecchiava i miei buoni propositi.

Quindi scendo per un rapido pranzo e vedo in sala già abbastanza ragazze, alcune di loro molto graziose come Serena, che trovo davvero slanciata e simpatica, con sto capello moro lungo che le lambisce il posteriore, non mi dilungo in chiacchiere e vado al ristorante, la cucina l’ho trovata migliorata e ho assaggiato buone pietanze.

Generalmente uso la mascherina, ma stavolta essendoci poca ressa, si potrebbe anche declinare, il distanziamento è buono ovunque.

Non perdo troppo tempo a pranzo, a dire la verità speravo di rivedere il mio amico “ghiro” che spesso faceva capolino zona mensole della dispensa, ma non c’era, peccato, stavolta lo avrei voluto catturare…

Ritornato nella mia zimmer, richiudo la finestra perché cominciava a fare freschino, probabilmente dentro l’armadio stava alloggiando un pinguino reale, accendo il riscaldamento e quella specie di fancoil\termosifone non accenna a funzionare…lieve bestemmia…ma io che sono uno pratico, decido di smontarlo per metà e capire il problema, si doveva essere inceppata una valvola, inizia a funzionare…e rimonto pure tutto senza fare danni.

Bene, mi lavo i denti e scopro con sorpresa che il lavandino è intasato (qui non indago, perché potrebbe essere occluso da sperma essiccato). Ok, la camera avrebbe bisogno di qualche lavoretto, ma pace. Da qui in poi ogni volta che dovrò lavarmi i denti mi farò la doccia, ma gli asciugamani abbondano… No, tranquilli, il water funzionava, quello non aveva problemi…seppur il flusso di scarico non fosse bello copioso.

Ragazzi, non maltrattate la struttura, se possibile, le cose con l’uso si danneggiano, ma se le maltrattiamo, quello che arriva dopo (io, per esempio) poi bestemmia. E non fatemi bestemmiare, che alla fine divento pure noioso, perché gli animali abbinati a divinità che posso citare non sono troppi…

Dopo questa digressione pseudo bricolage vado in sala per studiare l’ambiente, dalle 13.00 alle 14.00 è un susseguirsi continuo di approcci, gentili, ma banali e tendenti al palloso:

1) “Cosa fai?”
2) “Sei appena arrivato?”
3) “Vuoi rilassarti con me?”
…e altre minchiate di chi non sa più cosa dire pur di lavorare.

Io rispondo sempre non un "no" gentilissimo e col sorriso, non sono insistenti, posso capire che devono sopravvivere ste ragazzette, ma dentro di me avrei risposto così:

1) “Sono il manutentore del locale…”
2) ”Cazzo, sono le 13.00, ovvio che sono arrivato adesso…”
3) ”No, vorrei rilassarmi e basta, ho appena fatto 4 orette di auto…”

Ma pazienza, se fossero furbe, capirebbero che con me l’insistenza non porta a nessun frutto (la banana non la concedo alla prima che capita…).

Cosa dire del locale? Sempre le solite cose, ottima pulizia, personale gentilissimo e veloce, ma non vedo niente di davvero avvincente, comunque in questo periodo la routine fa piacere, la normalità a volte pare pure eccezionale, soprattutto in questi tempi quasi post-covid, e quasi pre-guerra.

Simpatica la clientela in pantaloncini corti, in maglietta o a torso nudo…la prossima volta io verrò in calza maglia, così, tanto per scherzare, come provocazione.

Noto in sala una simpatica bulgara di nome Danaia, con gli occhialetti e un fisico niente male, simpatica.
Parlo con Hermina che un signore mi descrisse come missile, ma che io ho trovato molto spiritosa per rompere il ghiaccio.
Vedo la simpaticissima Sonia, bulgara allegra e gentile, che mi fa sempre piacere avere la sua compagnia, e poi a me il suo fisico piace tanto, davvero piacevole.

Parecchie nuove presenze, ma rammento pochi nomi, non vedo Melissa, rivedo la black giamaicana de Milan, insomma mi pare una bella giornata vivace, almeno per noi clienti maschili. Anche se durante tutto il giorno ci saranno pochi clienti, e quei pochi clienti saranno anche poco attivi, che sia il declino di un’epoca? Vedremo…

Sinceramente non ho voglia di cimentarmi in descrizioni di ragazze e di cosa ho fatto, o non fatto, come sempre quando si viaggia sulle impressioni soggettive si rischia di urtare la sensibilità altrui, quindi mi limito.

Però oggi ho fatto un voto di concentrazione, per cercare di ricordare gli aspetti che davvero mi piacciono, e vorrei rendervi partecipi di questo punto di vista, forse diverso, forse banale, ma è il mio e portate pazienza.

Le ragazze, e queste che noi frequentiamo non fanno eccezione, hanno bisogno di sorridere per entrare in empatia, ed il sorriso, la gentilezza, riescono a creare il giusto stato d’animo che io cerco, non sempre accade ed è per questo motivo che salgo solo con le ragazze che suscitano il mio sorriso e che hanno gli occhi più sinceri. Ovviamente, per privacy, ometterò sempre gli aspetti più intimi e personali, però ricordate che noi raccogliamo quello che seminiamo, di certo la nostra antipatia non porterà mai a grandi prestazioni.

Quando sono in camera il sesso non è importante, o meglio, è importante ma non è fondamentale, sia ben chiaro siamo pur sempre in un Fkk, il sesso lo faccio e mi impegno pure (roba da rientrare a casa e dover necessitare delle cure di un ortopedico).
Quello che intendo è che nella camera si deve vivere di emozioni a tutto tondo, non solo concentrandosi sull’effimero piacere dell’eiaculazione (mi pare che duri un decimo di secondo, roba che mi sembrerebbe il “settantello” più costoso della storia del meretricio), bisogna essere calmi e tranquilli per godere gli attimi prima e dopo l’amplesso.
Purtroppo questo può accadere solo con quelle rare amiche con cui si è in sintonia, e la clientela che sale di rado, difficilmente può comprendere (o ricercare) questo particolare piacere, ma ritengo solo per un limite di tempo.

Il tempo, ha molto più valore del prezzo che noi paghiamo, poi ovvio, entrano in gioco le leggi del mercato, della domanda e dell’offerta, ma non sono qui a scrivere un trattato sulle curve di mercato (anche se di “curvar” si parla…), voglio esprimere, nei miei limiti espressivi, una sensazione. Solo per dire che i soldi spesi in un Fkk sono soldi santi…anche se, ahimè, non sapremo mai bene che fine faranno.

A me interessa il momento subito dopo il piacere, quel raro attimo di vera pace che mi fa capire il motivo per cui sono tanti anni che vado in Fkk.

La mente si strania per assaporare dal di fuori questo istante, ascolto lei che respira tranquilla, guardo la sua pelle in controluce, la seta calda che profuma di buono, spesso loro sono a pancia in giù, e accarezzo la schiena, come se le dita fossero un esploratore di un mondo sconosciuto, con le sue insenature e discese, scendere per poi risalire, poi un tremore, un terremoto in questo ambiente forse alieno, spesso ostile, ma se trattato con il giusto riguardo accogliente e sicuro.

Durano poco questi attimi, ma sono quei rari secondi che io ricordo con maggiore piacere, perché sto investendo il mio impegno (umano ed economico) per vivere nella mia mente, anche domani, tra un mese, tra anni, queste sensazioni. E per me questo è quel “valore aggiunto” che mi porto dentro.

Purtroppo, come spesso accade, le ore trascorse bene sfumano, e dal giorno si passa alla notte e di nuovo al mattino, tempo beffardo che non ci fa capire esattamente perché il suo scorrimento abbia improvvisamente accelerato, e mi ritrovo sbigottito e dolorante a fare colazione, roba che ho il dubbio di esser stato con qualche bellissima creatura, oppure con Mike Tyson che mi ha gonfiato di botte lasciandomi esanime.
Prima di partire provo a compilare quel famigerato modello PLF online, ma dopo il quarto errore a livello informatico, e 30 minuti sprecati, decido di andare senza compilarlo (ma in reception Luca ride e dice “Ma non lo controlla mai nessuno…”), difatti al rientro a Coccau non c’era nessuno, ma quello sarebbe un confine? Giusto un museo ci vanno a fare, mah…

Rientro con una stanchezza cronica, perché dormo davvero troppo poco, con un clima grigio e il ricordo del piacere provato, ma con una leggera malinconia di chi ha solo assaggiato quello cui aspira, ma è meglio che vada, perché temo che quello possa essere il sapore dell’assuefazione, l’anticamera di una prossima salita.

Mi auguro di non avervi annoiati, questa lettura, spero diversa dal solito, serve a spiegare delle emozioni e non tanto dei dettagli pratici, vi ringrazio per aver dedicato il vostro prezioso tempo a leggere un mio modo di vedere la vita.

Un saluto.
 
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  • #3
@Kahaba ...le ultime 3 evidenziate, non mi ricordo se 4 o 5 ore complessive a più riprese, ma quelli sono dettagli di poco conto, é come fare la lista della spesa...conta come uno poi cucina le pietanze!! Siamo tutti cuochi molto diversi...

Però Serena la prossima volta la provo sicuro, mi ferma il fatto che sia altissima, io prediligo le ragazze più piccolette...
 
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