Incrociando persone, non mi è mai capitato di pensare se sono dei nostri, solo dai tratti somatici.
Certo, si può immaginare, basandosi sugli stereotipi comuni.
Del resto, non succede forse che, dopo tre volte chen un TG mostra la foto di un sospettato, per metà della popolazione è già il colpevole?
Ci sono volti e atteggiamenti anonimi, e altri che vengono associati a una professione, attività, ruolo, quasi automaticamente.
Il puttanone, il ragioniere, l'amministratore di condominio, la maestrina e così via, tra i più noti. Basta un film di successo, e il marchio è assegnato.
Per esempio, quando i preti portavano tutti l'abito talare, anche la faccia diventava immediatamente, da prete. Ora che sono in borghese quasi tutti, qualcuno forse lo riconosci, anche senza saperlo, ma se ha proprio la faccia da don Abbondio, altrimenti non è proprio così semplice.
Voglio dire che, a pelle, trovo molto difficile riconoscere chichessia, anche un punter. Anche qui, in fondo, non è sempre facile riconoscere se uno lo è veramente.
Diverso è invece frequentando una persona o ascoltandola anche occasionalmente.
In questi casi c'è sempre un qualcosa che si coglie, anche se non viene affermato chiaramente, che ti porta sulla strada del riconoscimento.