Il punto, secondo me, è che stai osservando il fenomeno dalla prospettiva sbagliata. Tu parti dall'assunto che se un quarantenne assume un inibitore della PDE5, un integratore o qualsiasi altro supporto, allora abbia necessariamente un problema di erezione. In realtà le due cose coincidono molto meno di quanto si pensi.
Esiste una differenza sostanziale tra curare una disfunzione e ottimizzare una prestazione.
Un uomo può avere erezioni perfettamente normali nella vita quotidiana e decidere comunque di assumere sildenafil, tadalafil o altri farmaci perché desidera maggiore rigidità, una finestra temporale più ampia, tempi di recupero inferiori o semplicemente la tranquillità psicologica di sapere che, in un contesto particolare, la risposta sarà prevedibile. È la stessa logica per cui un maratoneta senza problemi cardiaci usa integratori, un culturista assume creatina o un ciclista beve gel energetici: non perché senza non riuscirebbe a camminare, ma perché cerca un margine prestazionale. Poi c'è il contesto. Un privé non è esattamente la stessa cosa che trovarsi a letto con la propria compagna. Stress, aspettative, osservazione da parte degli altri, stimolazione continua, eventuali alcolici, stanchezza a fine serata: sono tutti fattori che aumentano enormemente la componente psicogena dell'erezione. Anche un uomo perfettamente sano può avere una risposta meno brillante in quelle condizioni. Non è patologia, è fisiologia. C'è anche un altro aspetto, spesso trascurato. Oggi c'è molta meno ritrosia nel parlare di questi farmaci. Vent'anni fa chi li prendeva taceva. Oggi molti lo dicono apertamente. Questo crea un bias percettivo: sembra che li prendano tutti, mentre semplicemente oggi non è più un tabù.
Infine, attenzione a non confondere la forma fisica con la funzione erettile. Essere alti, muscolosi o avere gli addominali non significa automaticamente avere una migliore funzione sessuale. L'erezione è un fenomeno neurovascolare estremamente complesso, influenzato da endotelio, assetto ormonale, sistema nervoso autonomo, qualità del sonno, stress, ansia da prestazione, farmaci, fumo, alcol e mille altre variabili. La palestra aiuta, ma non rende immuni dalla fisiologia. Quanto al paragone con "noi vecchietti", probabilmente c'è anche un effetto di selezione. Tu stai riportando la tua esperienza personale e la stai confrontando con quella di un gruppo ristretto di persone incontrate in un ambiente molto particolare. Da qui a trarne conclusioni sull'intera popolazione dei quarantenni ce ne passa.
Io penso che la conclusione più razionale è molto meno romantica di quanto sembri: se uno riesce ad avere rapporti soddisfacenti senza assumere nulla, tanto meglio per lui. Se un altro preferisce usare un farmaco o un supporto per vivere il sesso con maggiore serenità o per ottenere una performance che ritiene migliore, è una scelta altrettanto legittima. Non esiste una medaglia per chi riesce "al naturale", né una sconfitta per chi decide di sfruttare uno strumento disponibile. Ognuno dispone del proprio corpo come ritiene opportuno. L'importante è sapere cosa sta assumendo, farlo in sicurezza e non trasformare una scelta personale in un metro di giudizio per gli altri.