IL CREDO DELL'ABRUZZESE
Credo in un solo Abruzzo,
regione onnipotente,
creatrice del Molise e del Cicolano,
di tutte le cose masticabili e non masticabili.
Credo in un solo modo di cuocere gli arrosticini,
con la canaletta o con la fornacella,
senza mattità tipo il forno o la padella.
Pecora da pecora, orso da orso,
fregno vero da fregno in tutto;
generata, non creata,
dalla stessa sostanza della brace.
Per mezzo della brace tutte le cose sono state cotte;
per noi uomini e per la nostra salvezza si appicciò da sola,
e per opera del fuoco sacro
si è incarnata nel ventre della fornacella
e si è fatta rustella.
Fu assaggiata per noi da Ponzio Pilato (originario di Bisenti),
abbottò e fu apprezzata.
Il terzo giorno è risalita,
secondo le Scritture, dalla panza alla bocca,
siede alla destra dell'uomo agricolo.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i fregni e gli ndunditi,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nella Genzianella,
che è Signora e dà la vita,
e procede dalla Centerba alla Ratafia;
con il fiore e la radice è frecata e glorificata,
e ha parlato per mezzo delle tazze.
Credo nella montagna,
bianca, fredda e con la neve che ha semBre fatto.
Confesso che teniamo pure il mare
per non farci mancare niente.
Aspetto la rivenuta del porco (quello che n'arvè)
fino a quando la notte eterna non si farà.
Amen.
cit. #quesctocreTo