dal 13 luglio al 19 luglio 2009
settimana della tinca al forno....Clusane caput mundi
per chi volesse sapere cosa e' la sarneghera
Fra le tante ve n’è una che spiega l’origine della “Sarneghera”, il violentissimo temporale che dai monti della bergamasca nel giro di pochi minuti giunge a Iseo accanendosi poi sui paesi della Franciacorta. Chi ha la “fortuna” di vederlo arrivare assiste ad uno spettacolo quasi apocalittico: prima si scatena il vento, selvaggio, che nel passato ha causato incidenti mortali, poi da Sarnico fanno capolino le nuvole che imbronciano il cielo, rendendo il lago tetro e minaccioso. Le acque si increspano diventando color della fuliggine e poi, quasi improvvisamente, la volta celeste sembra scaricare tutta la sua riserva di pioggia, come se stesse urlando a squarciagola. Pochi minuti bastano a devastare campi e strade, quando non a scoperchiare tetti e ad allagare le cittadine che si affacciano sulle sponde del Sebino.
Tutto ciò, secondo una leggenda, è dovuto alla bellezza e all’amore infelice di una giovane castellana di Montisola. Promessa in sposa ad un nobile della Franciacorta, tutti i giorni la fanciulla si recava a Sensole, in riva al lago, dove si specchiava a lungo piangendo la propria sfortuna. Un giorno, consumata dalle lacrime, cadde in acqua. Sarebbe annegata se in quel momento un pescatore di Sarnico, che tutti i giorni la rimirava incantato, non fosse intervenuto gettandosi tra i flutti per salvarla. Nacque un meraviglioso amore che durò sino a che il padre della ragazza lo scoprì e impose alla figlia di non vedere più l’innamorato, rinchiudendola nella torre del castello in cui vivevano, proprio sopra a Sensole. Al pescatore toccò sorte ben peggiore: il castellano, infatti, era un nobile molto potente che lo fece scaraventare in una grotta profonda nascosta fra i boschi del monte di Sarnico. Passarono molti mesi e inutilmente i due innamorati tentarono di fuggire, lacerati dal dolore. Poco prima del matrimonio della figlia, il signorotto diede comando di ucciderne l’innamorato. La reazione della giovane fu violentissima: per giorni si rifiutò di mangiare, piangendo senza sosta. Impietosito dalla disperazione della propria primogenita il nobile isolano ne contentò la richiesta di essere lasciata sola per l’ultima volta in riva al lago. Dopo aver mormorato una preghiera e salutato i dolci paesaggi in cui era cresciuta la fanciulla si gettò in acqua, per poter finalmente ricongiungersi al suo pescatore. La leggenda narra che quando la Sarneghera si scatena i due innamorati si stanno cercando e chiamando sul fondo del lago e che il cielo, da Sarnico, per vendetta si scaglia su Montisola e sulla Franciacorta.