PROSTITUZIONE: GIOVANARDI, DDL VIETA SOLO QUELLA IN STRADA E NEI LOCALI
(ASCA) - Roma, 10 set - ''La prostituzione in se' non e' un reato e chi vuole accedere per via privata a questi servizi puo' farlo liberamente''. Il sottosegretario alla presidenza del [CENSORED] con delega alla famiglia e alla droga, Carlo Giovanardi, chiarisce cosi' l'intento del disegno di legge contro la prostituzione predisposto dal ministro delle Pari Opportunita', Mara Carfagna, che sara' portato all'attenzione della riunione del [CENSORED] dei ministri, molto probabilmente gia' nella prossima riunione di domani a Palazzo Chigi.
Per l'esponente del governo, intervenuto a Radio 24, l'obiettivo del provvedimento e' ''colpire il cliente e la prostituta che in luogo pubblico e aperti al pubblico contribuiscono all'indegno e indecente sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione''. Giovanardi boccia l'ipotesi della riapertura delle case chiuse ma anche l'istituzione di quartieri a luci rosse.
''Vorrei sapere quale cittadino accetterebbe di vedere sotto casa questo fenomeno indegno'', glissa il sottosegretario, che ribadisce come il provvedimento che sara' varato dal governo sia ''una sanzione amministrativa.
Nessun cliente o prostituta finisce in carcere, al massimo ci sara' l'arresto fino a cinque giorni e un'ammenda da 200 a 3.000 euro. Noi vogliamo colpire il personaggio che parte la sera e va con la minorenne o l'immigrata che e' nel giro del racket''. Chi vorra' accedere alle prestazioni con le prostitute, precisa quindi Giovanardi, ''potra' farlo liberamente ma non in strada o in luoghi delle nostre citta' ridotte a latrine dove ci sono attivita' criminali che gestiscono un racket vergognoso di minorenni e immigrate''. Sulla stessa linea il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, il cui Comune ha gia' predisposto sanzioni amministrative per i clienti colti in strada a contrattare con le prostitute.
''Si tratta di un modo per contrastare un fenomeno indegno e intollerabile che genera sfruttamento di ragazzine portate dall'est in Italia. Il problema non e' quello di spostare la prostituzione dalle strade alle case ma dare una risposta alle esigenze di queste ragazzine'', spiega Paroli, secondo cui bisogna dire ''no all'idea che si possa legittimare la prostituzione in quanto tale. Non e' accettabile che si possa legittimare il fatto che una donna anche consenziente possa ritenere quello un lavoro''. Da questo punto di vista ''la motivazione della contravvenzione e' il vero deterrente'', conclude il sindaco.
E' come dire "Nessun di voi verrà ammazzato, al max gli spareremo in testa"