Da escort godevo di piu..

Visto che anche altri hanno posto domande ci provo anche io. Io parto dal presupposto che ci siano vari livelli di escort e che questi livelli non siano dati dal conquibus richiesto, dal fatto che siano loft/otr o dal gender come si usa dire oggi. Piuttosto il livello è marcato dall'atteggiamento, dal modo di fare e dall'attitudine della persona. La maggior parte delle escort non approfondiscono gli incontri. Alcune non si ricordano nemmeno se sei stato con loro il giorno prima.
Hai ragione, il mondo delle escort non è fatto di nuvolette e ci sono certamente rapporti superficiali, frettolosi o privi di attenzione.

La mia esperienza personale riflette solo ciò che ho incontrato, quindi non può essere generalizzata. Però penso che la differenza stia anche nella cernita consapevole: scegliere con attenzione chi frequentare, valutare l’atteggiamento, la competenza e l’apertura al rapporto, fa emergere esperienze molto più ricche e soddisfacenti.

Non si tratta di idealizzare, ma di riconoscere che, anche in un contesto di sesso a pagamento, la qualità del contatto dipende da chi si sceglie e da come ci si muove. Le eccezioni positive non sono casuali: richiedono attenzione, rispetto reciproco e, appunto, la capacità di fare una selezione attenta. Senza questa cernita, purtroppo, la maggior parte degli incontri rimane superficiale.

Chi non fa questa selezione finirà per accumulare esperienze vuote. Chi la fa, anche pagando, può vivere momenti molto più intensi e soddisfacenti.. perciò tornavano. La realtà è cruda: la qualità non cade dal cielo, devi cercarla e saperla riconoscere, altrimenti ti becchi solo superficialità.

Sì, certo, ci sono stati rapporti mordi e fuggi, ma spesso era io a decidere di non voler più proseguire. Non perché mancasse interesse, ma perché volevo godermi davvero il momento, senza fretta e senza superficialità. Essere trattata con frettolosità o disattenzione mi innervosiva profondamente. Non ho mai misurato il mio piacere o le mie esperienze in termini di quantità, ma sempre di qualità: il piacere vero, quello che resta nella memoria, nasce dall’attenzione, dalla cura, dalla capacità di capire e rispettare chi hai davanti.

Chi non era disposto a entrare in questo gioco di rispetto e intenzione, chi non sapeva valorizzare il momento, finiva direttamente in blacklist. Non è una questione di orgoglio o di rigidità, ma di selezione consapevole: nella vita, e nel sesso a pagamento come in ogni altro rapporto, la qualità richiede discernimento. Non puoi aspettarti di raccogliere qualcosa di autentico senza fare la fatica di scegliere chi lo merita.

Alla fine, non è la quantità di incontri a contare, né la superficialità di chi passa accanto a te: è il modo in cui scegli e vivi ogni momento, la consapevolezza con cui decidi di concedere la tua attenzione e il tuo piacere. Chi non capisce questo, semplicemente, non ha spazio nella tua esperienza.
 
Non è propriamente così. Meglio, certo che è così ma ci sono delle necessità primarie che, da entrambe le parti, non permettono di scegliere.
Da un lato c'è la fame e chi meglio di lei ti fa scendere a compromessi. Dall'altro c'è il portafoglio o le limitazioni di spazio e tempo. Non si è sempre liberi di scegliere. Per non dire che fare anche sempre la scelta giusta diventa difficile anche solo pensarlo.
 
Non è propriamente così. Meglio, certo che è così ma ci sono delle necessità primarie che, da entrambe le parti, non permettono di scegliere.
Da un lato c'è la fame e chi meglio di lei ti fa scendere a compromessi. Dall'altro c'è il portafoglio o le limitazioni di spazio e tempo. Non si è sempre liberi di scegliere. Per non dire che fare anche sempre la scelta giusta diventa difficile anche solo pensarlo.
Capisco cosa intendi: ci sono vincoli, necessità economiche, di tempo o di spazio che spesso costringono a scendere a compromessi. Non sempre si è liberi di scegliere, e fare sempre la scelta giusta può sembrare impossibile.

Però, credo che anche in quelle situazioni sia possibile avere criteri minimi chiari. Non si tratta di idealismo, ma di preservare una propria esperienza, il proprio piacere e rispetto. Anche se le circostanze ti spingono verso compromessi, sapere cosa non sei disposto a tollerare ti permette di non uscire da un incontro svuotato o frustrato.

La cernita, anche limitata dalle condizioni esterne, resta fondamentale: non è questione di avere tutto perfetto, ma di difendere almeno la qualità minima del momento.
 
Visto che anche altri hanno posto domande ci provo anche io. Io parto dal presupposto che ci siano vari livelli di escort e che questi livelli non siano dati dal conquibus richiesto, dal fatto che siano loft/otr o dal gender come si usa dire oggi. Piuttosto il livello è marcato dall'atteggiamento, dal modo di fare e dall'attitudine della persona. La maggior parte delle escort non approfondiscono gli incontri. Alcune non si ricordano nemmeno se sei stato con loro il giorno prima. A malapena conoscono il tuo nome. Soprattutto nel mondo trans, che penso di conoscere abbastanza bene, ci sono anche mille sbandate. E come io ho incontrato pochissime e rare eccezioni con le quali si potesse instaurare un rapporto continuativo e più profondo (sempre sesso pay, intendiamoci) così immagino che anche per te non tutti i clienti siano stati gentlemen. Forse ricordi, o vuoi ricordare, o voui rappresentarci solo quelli ma penso che anche tu abbia avuto rapporti mordi e fuggi senza rispetto come ne ho ricevuti io (e forse potrei dire come ne abbiamo ricevuti noi). Perchè da come lo descrivi, il mondo escort sembra essere su una nuvoletta... Ma non può essere solo così. Altrimenti o sei stata fortunata o sei stata brava a scegliere i partners.
Non so perché non mi evidenzia la frase: ALTRIMENTI O SEI STATA FIRTUNATA O SEI STATA BRAVA A SCEGLIERE I PARTNERS

Ti dirò, io sono sempre stata molto attenta a fare una cernita consapevole: per me la qualità valeva più della quantità. Non cercavo numeri o velocità, cercavo esperienze autentiche, momenti in cui potermi godere davvero il piacere e la connessione, anche in un contesto di lavoro.

Quelle rare volte in cui andavo in tour, a casa di colleghe, si creavano dinamiche che mal digerivo. Le mie colleghe consideravano il mio modo di fare “problematico”, perché interferiva con le loro finanze e i loro tempi di prestazioni. Non sopportavano che io mi concedessi il piacere davvero, che godessi senza fingere… e spesso mi trovavo costretta a farlo comunque, a indossare una maschera.

Per me, questo conferma quanto sia fondamentale scegliere con attenzione: senza una cernita reale, senza rispetto per sé stessi e per la propria esperienza, anche il lavoro più remunerativo può diventare svuotante. La qualità non è solo piacere fisico, è anche libertà di vivere il momento senza compromessi.
 
Non è propriamente così. Meglio, certo che è così ma ci sono delle necessità primarie che, da entrambe le parti, non permettono di scegliere.
Da un lato c'è la fame e chi meglio di lei ti fa scendere a compromessi. Dall'altro c'è il portafoglio o le limitazioni di spazio e tempo. Non si è sempre liberi di scegliere. Per non dire che fare anche sempre la scelta giusta diventa difficile anche solo pensarlo.
A casa delle mie colleghe mi trovavo costretta a farlo comunque, a indossare una maschera. Mi costava tantissimo, era come violare me stessa: la costrizione del contesto, a casa delle colleghe, rendeva tutto ancora più pesante. Esperienze terribili. Fingere diventava inevitabile… e non ti dico poi quando il cliente era insoddisfatto e improvvisamente mi chiedeva il recapito, perché si era reso conto che io lì non c’entravo nulla.

Il problema più grande? Le mie colleghe saltavano gli nervi, come se fossi io a “rubare” il cliente. Ma non era colpa mia se lui percepiva la qualità dell’intimità, qualcosa che loro spesso trascuravano. Da quell’esperienza ho capito che, per preservare la mia integrità e la mia esperienza reale, i tour li avrei fatti solo da sola.

Per me, la scelta e la cernita non sono mai state un lusso: sono state l’unico modo per garantirmi momenti autentici, per vivere davvero il piacere e l’intimità, senza compromessi o maschere.
 
Non sottovalutare il fatto che tu puoi/potevi scegliere.
Già in casa d'altri la libertà di scelta era limitata.
Il nostro punto di vista parte dal fatto che noi incontriamo (o ci scontriamo) più spesso con l'altro mondo escort. Quello barbaro e cinico dedicato al profitto con le minori implicazioni e nel minor tempo possibile.
Ed anche noi spesso siamo a caccia con le limitazioni del caso alla ricerca del massimo piacere con il minimo dello sforzo. Non solo economico.
 
Un'ultima domanda, che poi altrimenti diventa un dialogo... Il titolo incuriosisce. "Da escort godevo di più". Implica due fatti. Il primo dice qualcosa di te e cioè che hai avuto un'esperienza da escort ma che oggi non fai più. Il secondo è quello più curoso, ovviamente. Dice ancora qualcosa di te e cioè che quando facevi la escort godevi mentre ora non godi più. Godi meno per l'esattezza. Per mancanza di emozioni (tra cui anche l'affetto) o per questioni di appagamento fisico-mentale che all'interno di un rapporto di coppia non a pagamento non raggiungi?
 
con te godo, sto bene, dimentico di essere una puttana.
Questa è stata, per me, la vera misura ( filosofia ) della qualità: non il numero di clienti o la fretta degli incontri, ma la possibilità di vivere intimità autentica, di sentirmi libera di godere senza fingere, senza maschere. È per questo che facevo sempre una cernita attenta: la quantità non mi interessava, ciò che contava era l’esperienza, il piacere reale, il rispetto reciproco.

Tutto il resto, i tour forzati, le dinamiche con colleghe gelose, i clienti insoddisfatti… erano pesi che mi impedivano di vivere davvero il momento. Alla fine ho capito che preservare la mia integrità e il piacere era più importante di qualsiasi compromesso.

Imparai presto: se volevo vivere il piacere vero, dovevo scegliere con attenzione, difendere il mio spazio, il suo tempo e la nostra esperienza. E per me questo significava un incontro, senza compromessi, senza scendere a compromessi con chi non sa rispettare la tua qualità. Perché alla fine, il piacere autentico non è un lusso: è una scelta, ed è sacro!

Un'ultima domanda, che poi altrimenti diventa un dialogo... Il titolo incuriosisce. "Da escort godevo di più". Implica due fatti. Il primo dice qualcosa di te e cioè che hai avuto un'esperienza da escort ma che oggi non fai più. Il secondo è quello più curoso, ovviamente. Dice ancora qualcosa di te e cioè che quando facevi la escort godevi mentre ora non godi più. Godi meno per l'esattezza. Per mancanza di emozioni (tra cui anche l'affetto) o per questioni di appagamento fisico-mentale che all'interno di un rapporto di coppia non a pagamento non raggiungi?
Non vuole dire che oggi non godo affatto, ma che allora il piacere era più diretto, più centrato su di me. Da escort, la mia esperienza era spesso più intensa perché avevo la libertà di fare una cernita attenta, di scegliere con chi e come, di godermi il momento senza compromessi, senza maschere, senza dover mediare su aspettative altrui o convenzioni di coppia.

Oggi non lavoro più anche per l’età. Non si può competere con la freschezza, l’energia e l’impulsività delle più giovani, e con il tempo ho imparato che alcune cose semplicemente non tornano più. L’età porta consapevolezza, esperienza, capacità di riconoscere ciò che vale davvero, ma allo stesso tempo porta anche limiti fisici che prima erano invisibili.

Non è solo una questione di competere con le altre, è capire che alcune dinamiche, alcune energie, appartengono a un tempo che non si può replicare.

Non sottovalutare il fatto che tu puoi/potevi scegliere.
Già in casa d'altri la libertà di scelta era limitata.
Il nostro punto di vista parte dal fatto che noi incontriamo (o ci scontriamo) più spesso con l'altro mondo escort. Quello barbaro e cinico dedicato al profitto con le minori implicazioni e nel minor tempo possibile.
Ed anche noi spesso siamo a caccia con le limitazioni del caso alla ricerca del massimo piacere con il minimo dello sforzo. Non solo economico.
Capisco bene cosa intendi. Il mondo che descrivi, quello cinico e votato al profitto con il minimo coinvolgimento, esiste certamente e spesso è quello che più si incontra. È naturale che in quel contesto anche voi, come chiunque, cerchiate di massimizzare il piacere con il minimo sforzo, non solo economico ma anche emotivo e di tempo.

È un mondo dove l’intimità è compressa, dove le emozioni contano poco e ogni interazione è calcolata. La caccia diventa il paradigma: la strategia prevale sul momento, l’efficienza sul sentire. È interessante, e anche un po’ triste, quanto questo contesto imponga una mentalità pragmatica estrema, quasi “difensiva”: non c’è spazio per l’abbandono, per la scoperta lenta o per il piacere condiviso senza scopi, perché il tempo e le risorse sono limitati e tutto viene misurato.

In fondo, descrivere questo mondo significa anche riflettere su quanto la libertà e la qualità dell’esperienza siano rare, e quanto l’umanità stessa debba adattarsi a regole di sopravvivenza, anche nel piacere.

DIMANDA:

Come ne uscivi, dopo? Svuotato, punto e basta, oppure frustrato, consapevole che stavi cercando un incontro più appagante? Mi chiedo se in quel contesto cinico e veloce, dove tutto è calcolato per il massimo risultato con il minimo sforzo, ci sia davvero spazio per sentire qualcosa di pieno, o se resti sempre intrappolato nella sensazione di aver vissuto solo transazioni.
 
Questo mondo dipende dalla nostra volontà e rappresentazione.
Da ambo le parti.
Ci sono donzelle frettolose, dedite solo al guadagno, che collezionano facce senza ricordarne il nome, per accumulare più possibile.
Ci sono fruitori che sono anch'essi frettolosi. Il piacere, quei dieci venti secondi, in cui c'è solo un corpo da possedere.
Poi ci sono le sfumature e le eccezioni.
M'è capitato dopo incontri "frettolosi" o troppo concentrati sul mio desiderio, di sentirmi inquieto, intristito, come se mi mancasse qualcosa.
M'è capitato dopo incontri con fanciulle distanti e distaccate di sentirmi come ci si sente uscendo da una cella frigorifera.
Poi vi sono stati, pochi, ma meravigliosi incontri, dove c'è stata l'empatia, la chimica e l'incontro di anime.
E sono gli unici che ricordo con gioia.
Poi io sono forse troppo romantico per questo mondo. Sono per la bellezza da contemplare.
Ma vi sembrerei troppo stupido se spiegassi meglio.
 
Come ne uscivi, dopo? Svuotato, punto e basta, oppure frustrato, consapevole che stavi cercando un incontro più appagante? Mi chiedo se in quel contesto cinico e veloce, dove tutto è calcolato per il massimo risultato con il minimo sforzo, ci sia davvero spazio per sentire qualcosa di pieno, o se resti sempre intrappolato nella sensazione di aver vissuto solo transazioni.
Io mi innamoro appena lei apre la portiera della macchina fino a quando la riporto alla mattonella. Non può mai essere un incontro frustrante. Più o meno soddisfacente, quello sì. Ma quando ho scelto, ho scelto di innamorarmi per quei cinque, dieci, cinquanta minuti. E l'innamoramento è sempre emozione. Sono sempre pronto al peggio ed è per questo che anche il semplice svuotamento porta emozione. Io ho provato ad instaurare comunque un rapporto se dall'altra parte non c'è accondiscendenza... Peccato. Ma per lei. Ho anche avuto qualche momento (seppur raro) di frustrazione se non addirittura rabbia ma solo quando sono stato minacciato per quattro spicci e, praticamente, sono stato derubato. Che però è cosa ben diversa dalla prestazione sessuale. In questo caso è truffa vera e propria.
 
Intanto vorrei iniziare ringraziandoti per la creazione di questa discussione veramente molto interessante e umana, e di sicuro aiuto per vedere anche la prospettiva di chi è dall'altra parte.

Personalmente posso solo aggiungere, avendo iniziato questo "hobby" da relativamente pochi anni, che all'inizio andavo più per uno sfogo personale, senza cercare mai più di quello.
Nel tempo però, dopo averne assaporato la incredibile differenza sotto ogni aspetto (cosa che hai ben descritto nei tuoi interventi), ho sempre di più cercato di fare "selezione" e frequentare le ragazze con cui si creava quel coinvolgimento emotivo in più, ed empatia, che come giustamente hai sottolineato sono la chiave per avere non solo esperienze migliori, ma anche quelle di cui si conserva con piacere il ricordo, per quanto sempre velato da una certa malinconia...(N.B. vado quasi esclusivamente con le cinesi).

Il problema di fondo è cercare di non superare mai certi limiti...mi è capitato in un paio di occasioni di farlo e questo ha fatto male sia a me che a loro...
 
È normale: anche nei rapporti più inaspettati ci sono sentimenti, empatia, connessioni che non si possono misurare. Lasciarsi trasportare verso qualcosa di romantico o extra-lavorativo richiede attenzione, e nella maggior parte dei casi sceglievo di proteggere me stessa e l’altra persona. Eppure, quella connessione, così pura e intensa, sembrava capace di superare ogni barriera, ogni tabù.

Non era solo lavoro, e non era nemmeno qualcosa che potesse trasformarsi in altro. Era uno spazio fragile, sospeso, in cui due persone — con le loro vite, le loro solitudini, i loro desideri — si incontravano senza dover fingere troppo.

C’era empatia, sì. Ma non quella superficiale. Era un riconoscersi, a volte silenzioso: nei gesti, negli sguardi, nel modo in cui qualcuno si lasciava andare o, al contrario, cercava solo un po’ di tregua.

@SyriaTrans grazie per i tuoi interventi. Li riposto solo alcuni perché sarebbe troppo lungo commentarli e credo che in pubblica sia meglio rimanere generalisti.

Ritrovo nelle tue parole delle esperienze personali in particolare che ho avuto con una otr, che in qualche modo e forzatamente ci siamo allontanati. Ma in silenzio entrambi ci cerchiamo.
Credo e sono sicuro che sei una persona mooooolto sensibile che ha saputo dare e ricevere. Ce ne fossero come te.
Oggi credo che la maggior parte delle pay “è senza cuore” e cerca solo il dio denaro, approfittandosi e sfruttando il cliente magari fidelizzato che crede di aver trovato la perla rara.
È tempo che recito il motto vado pago e scopo, perché come avrai capito mi sono scottato. Ma scottato positivamente sia io che lei, e capisco che tra cliente e pay c’è un filo sottilissimo, un limbo che non bisogna rompere.
C’è tanto da dire e ripeto che credo che sei una persona molto interessante e forse anche unica per esserti iscritta e scambiare le tue idee in questo forum, da cui possiamo solo trarne beneficio.
Saluti!
 
Ultima modifica:
@SyriaTrans grazie per i tuoi interventi. Li riposto solo alcuni perché sarebbe troppo lungo commentarli e credo che in pubblica sia meglio rimanere generalisti.

Ritrovo nelle tue parole delle esperienze personali in particolare che ho avuto con una otr, che in qualche modo e forzatamente ci siamo allontanati. Ma in silenzio entrambi ci cerchiamo.
Credo e sono sicuro che sei una persona mooooolto sensibile che ha saputo dare e ricevere. Ce ne fossero come te.
Oggi credo che la maggior parte delle pay “è senza cuore” e cerca solo il dio denaro, approfittandosi e sfruttando il cliente magari fidelizzato che crede di aver trovato la perla rara.
È tempo che recito il motto vado pago e scopo, perché come avrai capito mi sono scottato. Ma scottato positivamente sia io che lei, e capisco che tra cliente e pay c’è un filo sottilissimo, un limbo che non bisogna rompere.
C’è tanto da dire e ripeto che credo che sei una persona molto interessante e forse anche unica per esserti iscritta e scambiare le tue idee in questo forum, da cui possiamo solo trarne beneficio.
Saluti!
Grazie per le tue parole, le leggo con attenzione e apprezzo la sincerità.

Credo che quello che descrivi — il filo sottilissimo tra cliente e pay, il rischio di scottature ma anche di momenti unici — sia davvero reale.

Non tutti i rapporti in questo mondo sono uguali, e come dici tu, spesso l’attenzione e la sensibilità fanno davvero la differenza.

Non è facile trovare un equilibrio tra professionalità e empatia, e chi ci riesce lascia un ricordo diverso, che va oltre il semplice scambio economico. È bello vedere che anche tu lo percepisci così.

Sono convinta che parlare di queste esperienze, confrontarsi apertamente e senza filtri, come facciamo qui, arricchisca tutti noi.
 
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