É proprio così Dubai. Mi permetto di chiosare soltanto una precisazione e alcune personali osservazioni.
Il petrolio di Dubai è finito da un pezzo, se ne pompa ancora dal limitrofo Abu Dhabi, (cugini poveri) non si sa per quanto.
In realtà lo sceicco del Dubai (al secolo Mohammed bin Rashid Al Maktoum) è stato cooptato per convertire l'economia del suo emirato di merda in sede amministrativa offshore delle principali mega holding/corporation americane, nonché in capitale finanziaria regionale. In altre parole è un Circo Barnum di puttane di tutti i generi.
Mohammed bin ecc. ecc. è nato in una fetida topaia di sassi e terra cruda. Reggia che è possibile visitare in quanto aperta al pubblico, o meglio, agli ospiti, in quanto chiunque calpesti il suolo dell'emirato, che è proprietà privata, è lì solo perché graziosamente tollerato dalla Sua principesca persona.
Nato rampollo del raìs di un villaggio di pescatori e cammellieri morti di fame è ammirevole come quest'uomo da sedici miliardi di dollari non sia uscito di testa come un Bokassa qualsiasi. Il plebeo concetto di diritto civile non ha mai fatto breccia da quelle parti. In effetti questa gente presenta una certa nobiltà nei tratti e nella postura. Specie quando, nella hall di un albergo, li vedi portare elegantemente il loro grembiulone bianco, con tanto di asciugamano arrotolato in testa, e il falco da caccia sul braccio. Gli unici arabi autoctoni che vedrai lavorare a Dubai sono quelli dentro i baracchini della dogana aeroportuale.
Se hai i soldi per permetterti le meglio fighe sul pianeta terra: cinesi, filippine, biondazze slave che siano, buon per te. Altrimenti accontentati di apprezzare l'ottimo pesce del Golfo Persico (da visitare il mercato del pesce una sera). L'unico al mondo che si avvicini a quello del nostro alto adriatico. Viene servito nei ristoranti a un ottimo prezzo.