Il punto di fondo è che il bacio viene caricato artificialmente di un valore simbolico che, in questo contesto, non ha.
Viene spacciato come “intimità”, “coinvolgimento”, “qualcosa di personale”, ma è una narrazione funzionale alla monetizzazione, non alla realtà dei fatti.
In un ambiente dove il corpo, il contatto e il sesso stesso sono già oggetto di scambio economico, stabilire che proprio il bacio rappresenti un qualcosa di intimo è una costruzione mentale, non un confine autentico.
Serve a due cose:
1. creare l’illusione di essere “speciali”
2. estrarre valore economico aggiuntivo
Più un gesto viene presentato come intimo o eccezionale, più può essere venduto.
Ma questo non lo rende automaticamente più profondo.
Sotto un certo punto di vista, il bacio è una prestazione come le altre: richiede presenza fisica e partecipazione minima. Non implica innamoramento, né coinvolgimento emotivo reale.
Esattamente come accade per molte altre pratiche che nessuno si sognerebbe di definire “intime” in senso sentimentale, pur essendo oggettivamente più "spinte".
È la stessa logica che sta dietro al lesbo show tra colleghe: non c’è coinvolgimento o intimità, c’è strategia. Serve a moltiplicare l’incasso perche viene venduto come extra.
In questo senso, anche il cliente fa una scelta razionale quando non attribuisce al bacio un valore sentimentale, ma lo considera parte dell’esperienza fisica complessiva.
Non è cinismo: è lucidità.
Il problema nasce quando si confonde il ruolo con la persona e si accetta una narrazione costruita per spostare sempre più in alto l’asticella del prezzo, non della qualità.
Alla fine è tutto molto semplice:
è un lavoro, per loro.
è una prestazione, per chi paga.
Tutto il resto è contorno creato per rendere il sistema più redditizio che mai.