La crisi porta molte ragazze e donne ad avvicinarsi alla prostituzione per necessita' o per semplice opportunita'.
La spagna di sicuro non sta messa meglio dell'italia e quindi in generale questo e' gia' un valido motivo.
Analogamente lo stesso effetto esiste in italia dove vedo negli ultimi mesi un aumento delle inserzioni di italiane.
In spagna, ulteriormente, esiste una maggiore tolleranza morale e predisposizine culturale alla prostituzione cosa che permette un aumento statistico delle esercenti autoctone.
Le prestazioni in spagna, in conseguenza di un mercato con molta piu' offerta dell'italia vengono erogate a tariffe mediamente piu' basse.
Ecco quindi che ad una spagnola conviene venire in Italia per aumentare stagionalmente la propria marginalita' economica, a parita' di prestazioni, e tornare a casa ogni tanto per riconciliarsi con la propria vita privata.
Non sempre pero' il gioco vale la candela.
Non credo, infatti, che ci saranno molte italiane propense a muoversi all'estero per la stessa attivita' poche', abituate con rate alti qui, dovrebbero lavorare di piu' all'estero e sicuramente con marginalita' inferiori. A meno di non volersi collocare in segmenti di mercato superiori dove pero' la concorrenza diventa decisamente agguerrita e le competenze necessarie per stare al gioco sono mediamente al di fuori della portata della ragazzina media. Per esempio cultura generale, lingue parlate ed elasticita' mentale per la mediazione culturale. In questo, mi spiace dirlo, ma noi italiani siamo ancora ben lontani dal sapere di che si parla.
Ecco quindi che la ripartizione etnica dell'offerta in un paese dipende dalla disponibilita' monetaria del mercato e dalal forbice di opportunita' tra il mercato di partenza e quello di fruizione. nonche' dalle sovrastrutture sociali e culturali.
Per esempio, vedo difficile, quasi impossibile, praticamente inutile che in Italia venga a praticare una vera prostituta giapponese.
In sostanza e secondo la mia opinione, non e' cosi' semplice e scontato capire il perche' di certi flussi migratori.
Tutto questo, ovviamente, lo intendo riferito alla prostituzione volontaria di individui consapevoli e non del mercato di persone di cui, purtroppo, si sentono ancora esempi in giro.