Questa contrapposizione tra maschi e femmine comincia a venirmi a noia. Tra presunte peculiarità maschili e femminili, che invece nella sostanza individuano soggenti egualmente incompiuti dal punto di vista esistenziale e non delle "persone".
Gli uomini sarebbero "violenti, volgari e visibili". Potremmo affrettarci ad affermare che le donne sono "superficiali, manipolatrici e visibili".
Ma stiamo descrivendo porzioni di umanità incompiuta, che sperpera la vita secondo chichè culturali retrogradi ed involuti.
Porzioni di umanità che ritengono ancora appagante, se non addirittura determinante, relazionarsi solo secondo impulsi emotivi..... non sostenuti da consapevolezza, serenità e progettualità.
Al maschile.....Se sei timido non hai carattere, se sei gentile sei effemminato. Se non sei aggressivo non arrivi da nessuna parte, se non sei visibile (social) non sei nessuno.
Al femminile....Se sei intelligente sei una rompiballe, se sei demodè sei strana. Se non sei esteticamente apprezzabile non arrivi da nessuna parte, se non sei visibile (social) non sei nessuno.
Ho ascoltato ancora questi commenti non più tardi di una settimana fa in un contesto di tardocinquantenni, nel quale tra l'altro sono pienamente immerso.
La volgarità è sinonimo di naturalezza, sincerità, esuberanza.
La violenza (aggressività) è sinonimo di competizione, voglia di affermarsi, essere vincenti.
La visibilità.......cosa conti ormai se non sei sui social?
E le donne del gruppo erano le più decise in queste affermazioni.
La Gruber dimentica le donne tra gli individui da rieducare.
Ah....dimenticavo di dire che questi tardocinquantenni hanno dei figli adolescenti o post adolescenti che hanno educato secondo i loro principi.