@Matteo974 Mi sembra che tu nel post "Capitolo il super pollo" del 7 ottobre abbia scritto una "lectio magistralis", che certamente risulta anche il frutto di dolorose esperienze personali, ma anche di una visione spassionata del mondo, senza preconcetti o falsi veli, insomma della serie "il re è nudo", ma pur nella brutalità intrinseca dei concetti, ti sei espresso elegantemente e autorevolmente, risultando molto convincente.
Penso che la sensazione di essere un pollo da spennare l'abbiamo provata tutti nei confronti di certe "signorine" che cercano di darci corda e di circuirci con i loro atteggiamenti "ammicchevoli" palesemente falsi e talvolta pure indisponenti, e, almeno con queste persone, il più delle volte termina così, o con un rapporto fugace del tutto insoddisfacente, o non comincia nemmeno.
Ma quelle più pericolose sono invece le ragazze "normali", quelle della porta accanto, che ci potrebbero essere tranquillamente sorelle, fidanzate, figlie, che assumono atteggiamenti da non professioniste, da dilettanti allo sbaraglio, facendo breccia nei nostri animi sensibili e compassionevoli.
In effetti il vero pollo è consapevole di esserlo, e pur sapendo che è sbagliato, continua a proseguire imperterrito nella sua "pollaggine", quale fosse una missione da compiere, cui non si possa sottrarre, e, talvolta, si bea della propria condizione, e alterna momenti di glorioso orgoglio personale, sentendosi un grande di Spagna, alla depressione più nera, rendendosi conto di continuare molto probabilmente a rovinare la propria esistenza per ritrovarsi alla fine con un pugno di mosche, e in questo atroce consapevole dualismo si consuma il dramma del "super pollo".
Penso che la sensazione di essere un pollo da spennare l'abbiamo provata tutti nei confronti di certe "signorine" che cercano di darci corda e di circuirci con i loro atteggiamenti "ammicchevoli" palesemente falsi e talvolta pure indisponenti, e, almeno con queste persone, il più delle volte termina così, o con un rapporto fugace del tutto insoddisfacente, o non comincia nemmeno.
Ma quelle più pericolose sono invece le ragazze "normali", quelle della porta accanto, che ci potrebbero essere tranquillamente sorelle, fidanzate, figlie, che assumono atteggiamenti da non professioniste, da dilettanti allo sbaraglio, facendo breccia nei nostri animi sensibili e compassionevoli.
In effetti il vero pollo è consapevole di esserlo, e pur sapendo che è sbagliato, continua a proseguire imperterrito nella sua "pollaggine", quale fosse una missione da compiere, cui non si possa sottrarre, e, talvolta, si bea della propria condizione, e alterna momenti di glorioso orgoglio personale, sentendosi un grande di Spagna, alla depressione più nera, rendendosi conto di continuare molto probabilmente a rovinare la propria esistenza per ritrovarsi alla fine con un pugno di mosche, e in questo atroce consapevole dualismo si consuma il dramma del "super pollo".