La terapista sessuale a cui faccio riferimento io é la figura presente nella storia vera raccontata nel film "gli incontri" che fa realmente sesso con il paziente e, essendo lei una professionista, lo fa per denaro.
Comunque a prescindere dalla legalità o meno, dall'ambito sicuramente diverso, il comune denominatore di queste tre professioni resta fare una prestazione sessuale in cambio di denaro.
Spero di non risultare pedante ma voglio avere la possibilita' di esprimere in maniera chiara il mio pensiero a favore, spero, di una maggiore chiarezza anche per chi mi legge.
L'argomento e' interessante e delicato, spero che non si verifichino clamorosi scivoloni.... non confondiamo realta' con letteratura o peggio con filmografia. Si corre il rischio di pensare che la storia di Noah (ultimo film uscito) sia veritta' assoluta o che figlia di Forco e Ceto sia esistita davvero per via dell'ampia letteratura che ne parla.
Se in senso "meccanico" si possono assimilare le figure di prostituta e attrice porno (ma allora perche' no anche attore porno), perche' tutto ruota intorno all'atto sessuale esplicito, l'assistente sessuale sta agli antipodi.
Questo non esclude punti di convergenza comuni tra le figure, per esempio esiste ampia filmografia porno che sublima l'atto sessuale verso un esasperato feticismo o un riservato erotismo, come per le prostitute esiste un'ampia varieta' di clienti e prestazioni richieste che vertono verso simili poli di attrazione, feticismo, erotismo, e molti altri ancora, senza dimentacare che le prime lavorano a favore di camera, le seconde a favore di cliente.
Prevalentemente.
“Accarezzatrice è un termine poetico per descrivere l’assistente sessuale – racconta a ilfattoquotidiano.it l’autrice – L’ho scelto perché la carezza esprime bene la natura di questi incontri, che hanno più a che fare con la sensualità che con la sessualità. A volte semplicemente ci si abbraccia per ore“. L’autrice ha scoperto l’esistenza di questa figura professionale cinque anni fa, mentre era in Svizzera, e l’ha scelta per renderla protagonista del suo libro. “Spesso la si paragona a una prostituta. La differenza sta nella formazione: esistono corsi di circa due anni con medici, psicologi e sessuologi che rendono la persona in grado di interfacciarsi non solo col disabile, ma anche con i medici e le famiglie“.
tratto da
http://www.ilfattoquotidiano.it/201...di-unassistente-sessuale-per-disabili/961992/
Ho fatto una veloce ricerca che per trovare qualcuno che con parole migliori delle mie potesse esprimere il concetto.
La figura dell'assistente sessuale lavora nei pressi dell'atto sessuale completo partendo dagli antipodi, a favore del percorso personale di un cliente avendo come obiettivo la sua "soddisfazione" e non il suo "piacere"
Con questo non escludo che possano verificarsi casi di convergenza verso il rapporto completo ma da quel che ho capito non e' contemplato.
Per esempio esistono psicoogi e psichiatri che arrivano ad avere rapporti con le proprie pazienti, ma non e' l'atto sessuale in se' che li qualifica professionalmente o terapeuticamente.
Anzi rischiano una bella denuncia e radiazione dall'albo professionale.
Che non esistano gli assoluti bisogna tenerne conto, che tutto e' una sfumatura di grigio e sta a tutte le parti capire dove sta il proprio equilibrio.
Che si debbano avere ben chiari gli assoluti per tenerne a debito conto, per riferimento, e' altrettanto necessario.
Che troviamo interessante quanto argomento presente in ogni sfumatura di questi grigi e' perche' siamo irresistibilmente attratti dall'argomento sesso.