Di fatto non vi è alcuna differenza, attori, attrici e prostitute fanno sesso per soldi.
A parer mio ciò che cambia è la percezione che si ha nei confronti delle due professioni: la prima, la pornografia, è ormai depotenziata dalla enorme diffusione ed ingrigita dalle attenzioni della TV, la carica trasgressiva disinnescata dalla spettacolarizzazione del fenomeno, i volti dei protagonisti che diventano familiari, ci si ride su, si entra in confidenza con lo squallore sdoganandolo e disattivandolo grazie ad una presenza costante in tutti i mass media e perfino oltre. Teatrino di cui, ahinoi, si abusa anche in altri ambiti.
E così porno attrici diventano maître a penser a cui si dedicano perfino retrospettive (!). Per carità di Dio.
Poi c'è la prostituzione, che non gode (per ora) delle luci della ribalta, segregata in un angolo del pubblico pensiero perché triste, riprovevole, umanamente, socialmente e moralmente inaccettabile solamente perché ancora non è stata adeguatamente illuminata dal faro di una telecamera. Eccezion fatta per i "reportage" e la pruderie di programmi come Le Iene e ciarpame simile, pionieri del genere. Quando tra qualche anno cambieranno i palinsesti ed incomincerà a presenziare in TV qualche puttana allegra e ridente come ospite di punta, probabilmente l'equiparazione sarà completata.
Maria, chiudi la busta grazie.