Nella mia zona, appena fuori Piacenza in un paesello appena oltre i 10.000 abitanti "lavora" una nota pornostar, ben introdotta nel mondo dell'hard. La signora in questione che io sappia non ha mai messo annunci, ma è davvero molto conosciuta e l'ubicazione del suo appartamento è a rischio di "ampio sgamo", essendo a centro paese. La cosa curiosa è che anche senza annunci la siora, di origini meridionali lavora davvero tanto, tutto sul passa-parola. In una delle palestre piacentine che frequenta nel meriggio, anni orsono fu avvicinata da un manager della zona che per primo le fece la proposta indecente, subito accettata. Da allora è una doppiolavorista niente male. Essendo originario del paese, e abitandoci parzialmente ancora, non ho mai potuto frequentare la persona in questione, per quanto tentato di fare un'esperienza con una super prof.
Il problema dei piccoli centri è che spesso il concetto stesso di "privacy" non esiste, e tutti sanno tutto di tutti, come si suol dire.
La vita scorre abbastanza monotona e spesso per noia, o per cazzeggio e anche pure per curiosità o invidia le persone iniziano a far chiacchiericcio e da lì spesso nascono le malelingue, che nei bar di provincia è l'argomento principale. Il proliferare delle stesse espande le dinamiche di mercato delle pay girls, spesso molto più degli stessi annunci, e farsi vedere nei paraggi dove le donzelle esercitano non è ben visto.
Personalmente lavoro a Milano e in molti casi faccio ricorso al tele-lavoro per il disbrigo delle pratiche meno urgenti o mi reco in altre città (Ge ultimamente, ma anche Torino, Mantova, Verona, etc.) quando non sono a Piacenza; ho notato il diverso modo di vedere le cose abbastanza presto in tutti gli ambiti tra una città media come Piacenza (sui 100.000 abitanti) rispetto a Milano, la mia seconda city.