Sono sinceramente preoccupato per queste povere ragazze. Mi immagino i benpensanti a urlare a gente come me: "Ipocrita, tu le sfrutti, tu le usi, tu le schiavizzi per il tuo piacere, e poi fai finta di essere in pena per loro".
Invece, dal mio punto di vista, a queste ragazze che mi hanno venduto un po' di amore per pochi soldi in linea di massima ho sempre voluto bene e ho rispetto per le loro difficili scelte di vita.
Mi chiedo adesso come facciano banalmente a mangiare. E non è nemmeno che possano ritornarsene istantaneamente al loro paese: a parte quelle lontanissime dalla loro patria, come le Nigeriane, con tutte le frontiere tra gli stati chiuse non credo che nemmeno le Rumene o le Albanesi ce la facciano a rientrare, nemmeno clandestinamente (o forse sì, lo spero per loro). E, anche riuscissero a tornare in patria, che farebbero lì? Senz'altro la fame, anche se forse, almeno, con un minimo di supporto da parte delle loro famiglie.
Il punto è che non è che noi clienti abbiamo modo in qualche modo di supportarle, anche se volessimo, in questo periodo in cui siamo giustamente segregati in casa. Però il loro destino di "dimenticate" mi fa veramente pena, anche perché, lo ripeto, per molte di loro si tratterà di cercare di capire come mettere insieme anche solo un semplice pasto in queste settimane (che minacciano di diventare mesi).