Ritrovarsi 14 anni dopo..... | PUNTERFORUM

Ritrovarsi 14 anni dopo.....

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Qualche giorno fa scrissi dicendo che avrei voluto inserire il racconto di una storia che ho vissuto molti anni fa e mi è stato detto di metterlo in questa sezione.
Ho cambiato i nomi delle persone per ovii motivi di privacy, ma i luoghi e i fatti si sono svolti esattamente come ho raccontato.
È qualcosa di cui non ho mai oarlato prima, che vive nei miei ricordi e che porterò sempre con me...
Beh, avevo piacere di condividere questo ricordo con voi...
Vi chiedo scusa per la lunghezza - non ho il dono della sintesi purtroppo - e per eventuali errori di battitura, spero di non annoiarvi.
Grazie antiipatamente per l'attenzione.




IL NUOVO INCONTRO, 14 ANNI DOPO...

Dunque i fatti risalgono al 1994, lavoravo come consulente tecnico presso una grande azienda di Milano che operava a livello nazionale. Un giorno che mi trovavo in ufficio vengo chiamato dal titolare, vecchio amico di mio padre, che mi invitava a raggiungerlo nel suo ufficio, preannunciandomi una sorpresa.
Arrivato davanti , bussai entrando.Di spalle, seduta di fronte all'uomo vidi la figura di una donna, sembrava piuttosto alta, bionda, con un bel tailleur giallo paglierino. Gambe accavallate, belle e toniche e scarpe con un tacco importante. Capii trattarsi di una donna non giovanissima ma non avendola ancora vista in viso non mi riesciva di immaginare l'eta
"Riconosci la Signora...? Dovresti ricordarla bene...!" disse il Boss con un largo sorriso.
La donna si alzò girandosi, anche se i tacchi erano notevoli, anche senza doveva essere comunque più alta del mio metro e settantatre.
Mi elargÌnun largo sorriso porgendomi la mano... Restai fulminato, perchè nonostante fossero passati ben 14 anni dalla prima volta che l'incontrai, era rimasta la bella e affascinante donna che ricordavo, perché era l'ultima persona che mi sarei aspettato di rivedere dopo tanto tempo, e perché purtroppo, ricordavo i suoi modi bruschi, distaccati al limite della maleducazione.
Quando la conobbi avevo vent'anni e mentre studiavo all'università, aiutavo mio padre nella sua attività. Ci presentò l'amico di mio papà dicendole che avrei seguito io i lavori che lei ci avrebbe commissionato, diventndo così, cliente di entambi.
La signora ricopriva un incarico a livello dirigenziale nella grande azienda per la quale lavorava e mi fece capire da subito che non c'è niente di peggio di una donna che detiene il potere, come ho avuto modo di constare anche in seguito, con altre donne incontrate in ambito professionsle.
Aveva circa 40 anni, oltre venti più di me, ma era una donna molto bella, faceva ancora girare la testa a chi la incrociava per strada. Alta, slanciata, un fisico tonico e asciutto, portava giá all'epoca dei bellissimi tailleur, abiti che esaltavano la sua figura. Indossava sempre delle camicette bianche leggermente trasparenti che lasciavano intravedere dei bellissimi reggiseni, molto scollati, di pizzo e che nascondevano un bellissimo seno, florido, una terza abbondante, soda che "stava su" che era una meraviglia. Era molto bella anche di viso, leggermente androgino, occhi verdi, e una stupenda bocca che parevava disegnata... bocca che, quando mi parlava di lavoro, teneva stretta, serrata, conferendole un aspetto altero, freddo e duro. Dimostrava non più di trent'anni pur avendone parecchi di più.
Mi faceva ribollire il sangue, quando mi trovavo di fronte a lei mi aumentava la sudorazione, stentavo a non arrossire e faticavo a non guardare quelle gambe e quei seni che spesso sognavo la notte.
Sapeva come esaltare le sue notevoli doti fisiche, non solo con l'abbigliamento e i gioielli che portava sempre, senza troppo sfarzo, ma con il suo portamento; nel modo di muoversi, di camminare, nei gesti.
Ma era sempre distaccata, fredda: in fondo lei era una donna ed io poco più di un ragazzino, imbranato ed impacciato, da guardare dall'alto in basso, a cui dare poca confidenza e considerazione.
Pur attraendomi e, lo ammetto, eccitandomi non poco, mi era sempre più antipatica, proprio per quel suo modo di fare da super-donna.
Un giorno mi ricevette per affidarmi un lavoro, poca cosa, ma da curare in modo particolare... non perdeva troppo tempo in spiegazioni... lo stretto necessario, dando per scontato la maggior parte delle informazioni, mi liquidava in non più di 5 minuti.
Quella volta il lavoro era parecchio urgente, fu la prima cosa che mi disse, per cui come finì di parlare, le dissi che appena fossi rientrato in ufficio e fatte le dovute valutazioni, le avrei comunicato la data di consegna, telefonandole nel giro di due ore al massimo.
Questa fu la sua risposta:
"Forse non sono stata sufficientemente chiara, cosa di cui dubito, probabilmente è lei che ha qualche problema di comprensione. Non è lei a dovermi dire quando sará pronto il lavoro... Questo lo stabilisco io.. sempre! E lo voglio entro 48 ore, non un minuto più tardi. Se le sta bene è così, con me si lavora solo ed esclusivamente con le mie regole ed i miei tempi. Se non le sta bene o se ritiene di non essere in grado di far fronte alle nostre necessità, lo dica subito... Vorrà dire che d'ora in poi la nostra collaborazione potrà ritenersi risolta, ed io mi riterrò libera di scegliere un nuovo fornitore tra le decine che bussano alla mia porta... Crede di aver capito? Sono stata sufficientemente chiara ed esplicita?"
Ci rimasi malissimo, mi sentii offeso e umiliato... fosse dipeso esclusivamente da me mi sarei alzato, buttandole la busta sulla scrivania e mandandola con infinita siddisfazione a quel paese, ma non potevo farlo, l'azienda era di mio padre e per rispetto nei suoi confronti e di quelli del suo amico che ci aveva procurato quel contatto, rimasi zitto, incassando "il colpo" e limitandomi ad un "va bene... mi scusi..."
E me ne andai letteralmente con la coda tra le gambe... ero arrivato quasi ad odiarla... ma nonostante ciò era un mio chiodo fisso... mi immaginavo a letto con lei a fare follie...
E a vent'anni certe fantasie e gli ormoni galoppanti portano inevitabilmente a sfogarsi da soli, sotto le lenzuola di notte, o chiuso in bagno.
I rapporti di lavoro durarono quasi due anni, poi, viste le continue assurde richieste, mio padre decise di interrompere quella collaborazione e di lei non seppi più nulla.
Fino a quel momento... chi l'avrebbe mai detto? Avevo saputo che non lavorava più per quell'azienda, ma non dove fosse andata a prestare la sua opera.
Ed ora dopo 14 anni dal primo incontro era li davanti a me... non sapevo che ruolo avesse, ma io avevo fatto strada, ora avevo un incarico forse più alto di quello che aveva avuto lei a suo tempo... era sempre una donna più grande di me, ma io ormai ero un uomo di 34 anni, non più un ragazzino.
Mentre le stringevo la mano e nonostante il suo bel sorriso, riprovai quel senso di umiliazione vissuto tanti anni prima e contemporaneamente, la stessa attrazione nei suoi confronti... stavo subendo ancora il suo fascino.
Le presi la mano, accennanfo un leggero baciamano.
"Che sorpresa e che piacere Signora, che piacere rivederLa, il tempo non è passato per lei, ha mantenuto la stessa freschezza e bellezza di quando ci siamo conisciuti...! Si ricorda di me?"
"Certamente Daniele... lei era la personaa più giovane con la quale avevo a che fare a quei tempi, e anche se non gliel'ho mai fatto capire, pur essendo molto giovane aveva una preoarazione da far invidia a suoi "colleghi" molto più grandi, fui molto dispiaciuta di non poter lavorare più con lei, ma vedo con piacere che ne ha fatta di strada... meritatamente.. sono pochi quelli che possono vantarsi di ricoprire un incarico come il suo... grazie per i complimenti, anche se so benissimo che si tratta di una galanteria, gli anni sono passati e hanno lasciato qualche segno anche a me... lei piuttosto... era un gran bel ragazzo ed è diventato un uomo davvero affascinante..."
Continuammo a chiacchierare amabilmente, mentre il Boss fece portare tre caffé. Le ricordai quell'episodio di quasi maltrattamento... disse di ricordarlo benissimo, rise e si scusò dicendo che faceva parte del suo ruolo, ma che al di fuori di quello era sempre stta una donna tranquilla e socievole.
A questo punto mi spiegarono che la Signora era diventata socia di maggioranza di una piccola società che operava nel nostro settore e che avrebbero potuto collaborare con noi. Proprio in quel periodo cercavamo quel tipo di collaborazione, avevamo preso diversi contatti con aziende che non si erano però di dimostrate all'altezza.
Io sarei stato il tramite tra la Signora ed il Boss in tutta la fase di test che avremmo condotto, per valutare le reali capacità di questi collaboratori; avrei seguito personalmente questa "processo", dando anche le opportune informazioni tecniche, realizzando al termine una completa relazione tecnica ed esprimendo il mio parere: le note positive e le eventuali riserve. Il che significava rimanere a stretto contatto per almeno un paio di mesi.
Accettai con piacere, era un bell'incarico ed una bella sfida.
Dopo altre quattro chiacchiere, feci chiamare un taxi e accompagnai la Signora alla porta, fissando un appuntamento la mattina successiva per visitare la sua azienda.
Tornai nell'ufficio del capo, e qui commentammo l'incontro, scherzando sui casi della vita. Ribadii i complimenti verso la Signora, dicendo che si era mantenuta favolosamente, al che l'uomo mi dice che ho assolutamente ragione, considerato che la donna aveva 54 anni.
Vi posso assicurare che non ne dimostrava più di 40 portati divinamente.
Arrivò la mattina e la reincontrai, mi ricevette nel suomufficio, facendomi accomodare sul divano. Caffé di rito e poi entrò un signore alto, distinto, il suo socio (che scoprirò poi, essere stato per un breve periodo suo compagno, senza però aver mai convissuto) non sapevo dargli un'età, ma rispetto a lei dimostrava vent'anni di più, portati malissimo. Ci presentò e suito uscì, aveva diversi appuntamenti durante la giornata.
Visitai in sua compagnia i vari reparti, presi qualche appunto e dissi che sarei tornato l'indomani mattina per vedere nello specifico il funzionamento di ogni singolo reparto. Cinque reparti, cinque mattine... al pomeriggio nel mio ufficio avrei riordinato tutte le informazioni "registrate" durante queimsopraluoghi.
Ogni mattina indossava un abito diverso, sempre elegante, ma sobria, sempre bellissima... sempre con le immancabili camicette, che si erano fatte un po' più aderenti e trasparenti mettendo in evidenza quel seno da urlo, identico a com'era allora... Si era fatta un po' più osè... Camicetta sbottonata che mostrava la parte alta dell seno...
L'abbronzatura, non eccessiva, che si capiva dover essere integrale, contrastava con il bianco del reggiseno e della camicetta, facendolo risaltare maggiormente, senza scadere nella volgarità.
Facevo fatica a distogliere gli occhi da auello spettacolo, dalle gambe altrettanto fantastiche, da quel fondo schiena perfetto, e da quel sorriso, come allora accattivante, ma che gli anni avevano reso ancor più dolce.
Mi faceva lo stesso effetto, anzi forse la trovavo ancor più attraente ed eccitante, la maturità mi aveva insegnato ad apprezzare particolari che a vent'anni l'inesperienza non poteva farmi notare; nonostante ciò bastava che la guardassi per un solo minuto in più, o che fosse lei a guardare me e come allora mi partiva la sudorazione e mi si azzerava la salivazione. Se ne era accorta di sicuro e credo che a volte indugiasse volutamente con lo sgardo per vedere divertita la reazione che riusciva a procurarmi.
Si dimostrava anche molto simpatica e spiritosa, allegra e riservata allo stesso tempo e col passare dei giorni mi accorgevo di scoprire una donna completamente diversa da quella incontrata da ragazzo.


INVITO A PRANZO

Passati i primi cinque giorni stabilimmo di incontrarci dopo il fine settimana, il lunedì, e avendo già un impegno la mattina, le chiesi se fosse stato pssibile postiipare al pomeriggio.
"Nessun problema Daniele, è impegnato tutta mattina? Quando può essere libero?"
"Per le 11.30 sono libero, per cui se per lei non è troppo presto, potremmo vederci per le 14..,"
"Allora possiamo pranzare insieme? Mi farebbe piacere..." dice lei con quel sorriso...
"È un invito...?" risposi ricambiando il sorriso.
"Sì... Certo... è un invito...! Sì...?"
"Sì... con piacere... e un po' di imbarazzo... è la prima volta che ricevo un invito a pranzo da una donna... un modo per chiedermi scusa di quella "famosa" strapazzata...?"
"Anche... perché no..?"
Arrivò il lunedì e ci incontriamo in via Durini, di fronte ad un noto ristorante milanese. Tavolo prenotato da lei in un angolo molto carino e un po' appartato.
Elegante come al duo solito, ci trovammo seduti uno di fronte all'altra; lasciai scegliere lei, che riservò a me la scelta del vino. Sapevo che sarebbe stata un'impresa ardua pranzare con quel seno fantastico davanti agli occhi e che sembrava guardarmi dalla sua camicetta, sapientemente "sbottonata" e sistemata. Gli occhi continuavano a cadermi lì, e avevo una paura tremenda di essere eccessivamente induscreto e che lei potesse accorgersene... ma era come una calamita... lei continuava a sorridere, a parlarmi tranquillamente, con un tono di voce che si era fatto più caldo e suadente...
Arrivò il vino... bianco visto che avremmo mangiato a base di pesce; assaggiai io... perfetto...
"Facciamo un brindisi Daniele...?"
"Volentieri, posso proporlo io...?"
"Prego... sono molto curiosa..."
"Voglio brindare a lei, alla sua rara e inalterabile bellezza..." E chi l'avrebbe detto 14 anni prima - quel giorno in cui le volevo "sbattere" la busta sulla scrivania - che a distanza di anni mi sarei trovato con lei in una simile situazione?
"Oh... grazie Daniele, che bel complimento... Mi fa arrossire - ed in effetti vedo un leggero rossore apparire sul suo viso - lei esagera... mi fa rimanere davvero senza parole, non so che dire..." la vidi piegare leggermente il capo, come a voler nascondere un reale imbarazzo... ormai mi ero "buttato"... insisto...
"Non dica niente, mi faccia solamente un sorriso... ho detto quello che penso veramente... anzi... se avessi qualche anno in più le farei una corte spietata..."
Fu molto sorpresa... non se lo aspettava evidentemente, ma capii che si sentiva anche gratificata.
"Grazie... è davvero un gentiluomo, anche perchè è stato molto delicato... avrebbe potuto dire che mi avrebbe corteggiata se fossi stata più giovane, invece ha detto il contrario. In un certo senso, però, il risultato non cambia..."
"Perché...?" chiesi piuttosto stupito e con il timore di aver fatto una gaffe...
"Dicendo che mi avrebbe fatto la corte, se avesse avuto qualche anno in più è stato come dire che mi reputa troppo vecchia per lei..." lo disse, con un certo velo di tristezza negli occhi.
Le presi la mano che aveva appoggiata sul tavolo.
"Assolutamente no... non era nelle mie intenzioni dire una cosa del genere e non l'ho neppure lontanamente pensato... anzi... l'ho detto solo per una forma di rispetto... lei è una donna di grande fascino, attraente come forse non ne ho mai conosciute... ma non volevo essere inadeguato o apparire come un dongiovanni... mi creda... e mi sorrida... la prego..."
Finalmente tornò a sorridere, sfilò la mano e la appoggiò sulla mia.
"Lei è un gentiluomo di altri tempi - mi disse riprendendosi - la ringrazio per le sue parole e per la dolce discrezione, essere corteggiata da un uomo giovane, ma soprattutto affascinante come lei, può essere solo un piacere ed un onore,
lusingherebbe qualsiasi donna..." aveva ripreso il controllo che per un attimo aveva vacillato, rattristandola...
Cominciarono a servire il pranzo e come avevo previsto, mangiare con lei di fronte fu tutt'altro che facile.
Parlammo molto commentando l'eccellente servizio, l'ottima cucina, l'atmosfera e l'arredamento... a volte ebbi come la sensazione di sentirmi sfiorare una gamba con la sua, sotto il tavolo. Mentre attendavsmo il secondo, improvvisamente passò al "tu" chiedendomi di fare altrettanto con lei.
"Se continui a chiamarmi Signora finisce che davvero mi fai sentire "vecchia", e poi è molto più gradevoke, non credi..?"
"Certo, decisamente più piacevole, d'accordo Marina... con molto piacere..."
Continuammo a conversare, ora l'atmosfera era meno formale, più rilassata.
Alla fine del pranzo chiese e il conto, ma quando il cameriere lo portò al tavolo, prontamente e rapidamente glielo "sottrassi".
"No, per favore, tocca a me..."
"Non sia mai... non ho mai permesso ad una donna di pagare il conto..."
"Però non è giusto... sono stata io ad invitarti!"
"Ma il conto lo pago io... personalmente, non come azienda... questo pranzo con il lavoro non centra..."
Sorrise, accarezzandomi la mano e rinuncianfo ad insistere.
Fuori dal ristorante ci dirigemmo al posteggio dei taxi e mentre aspettavamo che arrivasse, si avvicinò e mi baciò su una guancia.
"Grazie sei stato veramente molto gentile e galante, ma la prossima volta tocca assolutamente a me, mi devo sdebitare...!"
"Non ce n'è bisogno - disi ricambiando il bacio sulla guancia - quando vuoi pranzare ancora insieme, basta che lo dici, per te sono sempre disponibile".
Passammo il resto della giornata nella sua azienda dove iniziammo i primi test. Prima di sera rientrai in sede e andai dal Boss per informarlo delle prime impressioni.
Mentre parlavamo squillò il telefono sulla scrivania telefono.
Capii che si trattava Marina, ma non potevo sentire cosa stesse dicendo, sentivo solo quello che rispondevs l'uomo.
"Mi fa molto piacere, non avevo dubbi, ho incaricato lui perché ho estrema fiducia nelle sue capacità professionali, e perché conosco personalmente le sue qualità umane... è qui, davanti a me, può dirglielo lei direttamente... glielo passo subito... Arrivederla!"
Mi passò la cornetta.
"Daniele? Volevo ringraziarti ancora per oggi, per la gentilezza e la piacevole compagnia..."
"Di nulla Marina, grazie a te, è stato veramente un piacere, e spero di poter avere presto il picere di pranzare insieme..."
"E se decidessimo già ora? Ti andrebbe questo giovedì nello stesso ristorante?"
"Per me va benissimo..."
"Allora d'accordo, prenoto subito e... questa volta il conto è mio ok?"
"Vedremo, ti sarà difficile riuscirci... Ti auguro una buona serata...Ciao!"
"Grazie a a te... ci vediamo domani mattina per le nove, per il secondo test...! Ciao... un bacio..."
Il Boss mi guardava incuriosito...
"Siete già arrivati al "tu" vedo... complimenti... devi averla colpita molto, solitamente non è una persona che si lascia andare in complimenti ed apprezzamenti... era entusiasta... che le hai fatto?
"Io? Niente, mi sono limitato ad essere gentile ed educato, e ad offrirle il pranzo di oggi in centro... nulla di particolare..."
"Eh... caro mio - mi disse sornione - conosco Marina da parecchi anni e so che è sensibile alla galanteria, alle belle maniere... e a un uomo affascinante, per di più giovane come te... comunque, nessun problema, l'importante per me e che il programma proceda come stabilito... per il resto lo sai, non mi permetto di entrare nella sfera privata, anche se per me sei come un figlio. Comunque stai andando bene, sia per il nostro progetto che con Marina...!" E mi salutò con un "mezzo" sorriso e una strizzatina d'occhio.
La settimana prosegì come al solito, l'assenza di quella formalità che aveva contraddistinto i primi dieci giorni, rendeva decisamente più gradevole e tranquillo il lavoro che entrami stavamo svolgendo.
Marina mi disse di aver già provveduto a prenotare il tavolo.
"Sono andata di persona, lunedì, dopo la telefonata - mi spiegò - mi sono permessa di scegliere il menù ed anche il vino, su consiglio del sommelier... spero non ti spiaccia!"
"Tutt'altro... anzi, sarà una sorpresa, e la cosa mi incuriosisce!"
I giorni passarono veloci e il giovedì arrivò in un attimo.
Giunsi al ristorante con circa 45 minuti di anticipo rispetto all'appuntamento, e approfittando del fatto che il menù era già stato scelso, pagai il conto anticipatamente, e consegnai un pacchetto con una busta al proprietario, spiegandogli cosa avrebbe dovuto fare al momento di servire il dessert.
Uscii dak ristorante giusto in tempo, infatti lei arrivò dopo cinque minuti.
Il pranzo fu veramente qualcosa di speciale e raffinato:

Antipasto: gamberi di fiume e gamberetti accompagnati da una deliziosa salsina a base di aneto.
Primo: tagliolini freschi con polpa d'astice
Secondo: coda di rospo in crosta di patate con misticanza
Vino: Gewurtztraminer D.O.C.G.
Dessert: mousse all'ananas con sciroppo d'acero.
Vino per il dessert: Passito di Pantelleria D.O.C.G.


Semplicemente fantastico e cucinato divinamente, per non parlare del servizio... superlativo!
Durante il pranzo mi chiese se ero sposato (cosa che già sapeva sicuramente) le risposi con un sorriso di circostanza, ed una frase che divenne famosa in seguito, in un film di Aldo, Giovanni e Giacomo (ho quasi il sospetto che qualcuno quel giorno l'abbia sentita per riutilizzarla in seguito).
"Sì - dissi- ma non è una cosa seria..."
Lei rise divertita alla battuta chiedendomi cosa volessi dire in realtà.
Le spiegai che ormai era un matrimonio finito, si stava insieme solo perché avevamo un figlio piccolo che aveva appena iniziato ad andare a scuola.
Si dimostrò sinceramente dispiaciuta, ed allo stesso tempo notai come un 'espressione di "compiacimento".
Mi raccontò che si era sposata giovane e che aveva avuto subito una figlia che aveva vent'anni. Il lavoro assorbiva tutto il suo tempo e le energie, rendendo impossibile conciliare il ruolo di "donna in carriera" con quello di madre, ma soprattutto di moglie, così quando la bambina aveva solo cinque anni si separò dal marito, prendendosi cura dela piccola con il grande aiuto della madre e della sorella.
"Non ho avuto tempo per vivere altre storie, sì ci sono stati un paio di uomini nella mia vita, ma cose di nessuna importanza... mi sono dedicata anima e corpo al lavoro per dare un futuro a ma figlia, senza concedermi distrazioni...
Nonostante l'apparenza e quello che molti pensavano di me, non sono mai stata ne una mangiauomini, ne tantomeno una donna leggera...". Continuò spiegandomi che dopo aver lasciato la vecchia azienda, si era concessa un paio d'anni di riposo, durante i quali conobbe il proprietari della società che stavo valutando. Divenne socia, rislzando le sorti di quell'impresa ed ebbe una breve relazione con il suo socio. Ormai era sola da diversi anni.
Prima di servire il dolce, il cameriere, come avevo richiesto, appoggiò sul tavolo un vassoio con sopra una bellissima orchidea, una varietà particolare, la "Cattleya", ed un biglietto indirizzato a lei.
Sapevo che le piacevano le orchidee, me ne aveva parlato durante il pranzo di qualche giorno prima.
Quella varietà doveva piacerle per forza e poi, non era stata una scelta dettata solo dalla bellezza del fiore e dal suo "valore", ma anche dal significato che nascondeva nel nome e che Marina doveva conoscere.
Il suo nome deriva da William Cattley, famoso collezionista di orchidee anglosassone. Il fiore in questione è più volte nominato ne "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust (vol. I, Dalla parte di Swann), anche nell'espressione "fare cattleya", con cui eufemisticamente i due protagonisti alludono ai loro rapporti sessuali.
La spiegazione di questa stravagante usanza sta nel fatto che Charles Swann - nel primo approccio erotico con Odette, l'amante cui è dedicata l'intera seconda parte del primo volume - aveva colto il pretesto di "sistemare" i fiori di cattleya che adornavano la scollatura della donna.
Marina rimase letteralmente senza parole, guardava il fiore e poi me, con il viso leggermente arrossato...
"Non dire niente... leggi il biglietto..."
Aprì la busta, estrasse il biglietto e, prima di leggerlo mi guardò ancora una volta, quasi imbarazzata.

Un fiore bello e prezioso come la "Cattleya", è l'unico dono
che può rendere omaggio alla tua bellezza ed al tuo fascino!

Daniele


Arrossì vistosamente e la vidi realmente emozionata...
"Non so che dire... è qualcosa di inaspettato, una bellissima e delicata sorpresa, grazie... non ho parole... davvero..."
Mi prese entrambe le mani nelle sue, regalandomi un sorriso dolce, elegante, suadente...
Il cameriere si avvicinò.
"Posso servire il dessert, signore?"
"Certamente, la ringrazio..."
Finimmo di pranzare quasi in silenzio, come se avessimo il timore di rompere quell'atmosfera particolare che si era creata.
Poi chiese il conto.
"È giá stato pagato Signora..." rispose il cameriere.
Marina mi guardò veramente allibita...
"Ma come... quando? non ti sei mosso dal tavolo... non vale... come hai fatto...?"
"Come e quando è un segreto... e poi ti avevo avvisata... non permetto mai ad una donna di pagare il conto... e come hai potuto vedere, mantengo quel che dico... se uscissimo mille volte ti assicuro che comunque, non ci riusciresti mai...!"
"E allora come faccio a sdebitarmi...?"
"Te l'ho detto, non ce n'è bisogno, la tua compagnia vale molto più di un pranzo..."
Mi sorrise e gli si illuminarono gli occhi.
"Grazie, ma... un modo l'ho trovato..."
"Cioè...?" dissi incuriosito.
"Posso avere il piacere di averti mio ospite a cena... domani sera? A casa mia però... voglio vedere come fai a pagare il conto..!"
"Beh... mi hai fregato, per quanto riguarda il conto ovviamente, l'invito lo accetto con grande piacere...!"
Uscendo mi prese sottobraccio, e mi baciò ancora sulla guancia, quasi all'angolo della bocca, facendomi sentire un brivido lungo la schiena...


LA CENA

La giornata proseguì nel suo ufficio, controllando i test, come anche la mattina successiva.
Uscire a cena la sera non era un problema, per lavoro mi capitava non meno di 3/4 volte al mese e solitamente, mi fermavo a dormire in albergo, visto che abitavo a circa 80 km da Milano.
Finimmo di lavorare verso le 16. Andai nel solito albergo, dove mi riposai, feci una doccia e mi preparai per andare a casa di Marina per le 20 e prima di uscire avvisai casa che sarei rientrto il giorno seguente per cena.
Volevo prendermela comoda, non sapevo a che ora sarei rientrato e comunque il giorno seguente volevo riposare un po' e magari passare anche dall'ufficio.
Abitava in una zona quasi centrale, in un appartamento posto all'ultimo piano di un bel palazzo antico.
Quando la porta si aprì, dopo aver suonato il campanello, mi trovai di fronte un uomo in giacca bianca, bottoni dorati, papillon e guanti bianchi... lo riconobbi immediatamente... era il cameriere che ci aveva serviti il giorno orima al ristorante...
L'uomo notò la mia sorpresa.
"Buonasera Signore, noto con piacere che mi ha riconosciuto, è stata richiesto espressamente la mia presenza per servirvi la cena, sarà un piacere potervi accontentare... La accompagno, la Signora l'attende in terrazzo per l'aperitivo... prego..." e mi precedette facendomi strada.
La casa era grande, arredata con incredibile buon gusto, in un mix sapientemente dosato di mobili antichi e moderni, così come i quadri e gli oggetti.
"Prego..." Mi disse l'uomo indicandomi con la mano la porta finestra che dava sul terrazzo.
Uscii e mi ritrovai immerso nel verde e nei fiori, lei era seduta su un divano di vimini coperto di morbidi cuscini, con davanti un ampio tavolino ovale di cristallo.
Si alzò per venirmi incontro, era uno splendore... Indossava un abito da sera lungo blu notte, con due spalline sottili e un ampia scollatura fin sotto il seno, che spiccava da sotto il tessuto, in un sapiente gioco di "vedo-non vedo"; l'abito scendeva sino alle caviglie. Portava sandali aperti argentati con un tacco a spillo non esagerato, in vita una cintura d'argento sottile e al collo un filo di perle piccole che le arrivava poco sopra l'attaccatura dei seni. Dietro la schiena era nuda fino all'altezza dei fianchi.
I capelli biondi, lunghi e mossi sulle spalle e un trucco delicato che metteva in evidenza gli occhi e le labbra.
Mi salutò appena mi vide con un bellissimo sorriso, e mentre si avvicinava, non potei non notare l'eleganza del suo incedere, preceduto da un delicato e fresco profumo...
Allungò la mano consentendomi un delicato "baciamano" con le labbra che sfiorarono leggermente la sua pelle e permettendomi di riconoscere quella fragranza... orchidea!
Le porsi la scatola lunga e stretta casualmnte avvolta in una bellissima carta blu notte "fasciata" con un bel nastro argentato, che tenevo nell'altra mano...
"Per te Marina... per ringraziarti dell'invito..."
"Oh... grazie... non ti dovevi dusturbare.." rispose mentre iniziava a togliere il nastro ed a scartare la scatola...
La apri delicatamente...
"Ohhhhh... ma... sono stupende... bellissime...!!!"
E tolse dal contenitore un rametto con cinque orchidee fiorite... cinque fiori di Cattleya...
"Mai quanto te - riuscii a dire a malapena, tanto mi aveva sorpreso il suo stupore - era il minimo che potessi fare..."
Prese da una vetrinetta un bel vaso di cristallo, stretto e affusolato e chiamò il cameriere pregandolo di riempirlo d'acqua. Quando tornò infilò delicatamente il rametto e chiese gentilmente di appoggiarlo sulla pettineuse della camera da letto.
"Voglio averle vicino mentre dormo..." disse
Poi si avvicinò appoggiando le mani sulle mie spalle sfiorandomi leggermente il mio petto con il suo seno, mi baciò delicatamente all'angolo della bocca e, avvicinando la sua al mio orecchio sussurrò dolcemente:
"Conosco il romanzo di Proust... la storia di Swann e Odette e... Il significato dei fiori che mi hai regalato...!"
Lasciò che le sue labbra sfiorassero il mio lobo e poi tornò a guardarmi negli occhi...
"Ne ero certo... l'ho immaginato quando mi hai parlato per la prima volta delle orchidee..."
Il suo sorriso si fece molto seducente e lo sguardo penetrante... emanava fascino da ogni centimetro della sua bellissima pelle...
Mi prese la mano invitandomi a sedere sul divano di vimini, mentre il cameriere ci serviva una coppa di Prosecco.
Ora ero quasi certo di come si sarebbe "conclusa" la serata... fino a quel momento, benché fortemente attratto da lei, affascinato dal suo stile, dalla sua classe e dalla straordinaria bellezza, mi ero limitato a "sognare", come quando avevo vent'anni, di ritrovarmi a letto con lei, tra le sue braccia, ma non mi ero fatto illusioni, pur avendo notato fin dal primo pranzo, l'interesse che Marina mostrava nei miei confronti.
Non volevo rischiare di prendere un abbaglio, di compromettere il progetto al quale stavo lavorando... certo c'erano stati gli ammiccamenti, le carezze sulle mani, quel gioco di sguardi... ma poteva trattarsi di una semplice "provocazione", di una specie di gioco.
Seppur cambiata, era pur sempre la donna che, anni prima, era stata molto rigida e fredda, esageraramente distaccata...
Avevo continuato quel "gioco sottile" cercando di diventare il più esplicito possibile, senza mai dire una parola sbagliata o di troppo... le orchidee, rappresentavano una specie di "prova del nove"... ed ora avevo la certezza che ci accomunava lo stesso reciprico desiderio... diversamente non mi avrebbe lanciato quel messaggio sussurrato all'orecchio, ma soprattutto non mi avrebbe volutamente fatto sapere che voleva tenere i fiori in camera da letto. Ciononostante, quello che stavo vivendo, non mi pareva ancora vero...
Dopo l'aperitivo entrammo in salotto dove aveva fatto apparecchiare elegantemente, di fronte ad un'ampia vetrata.
Precedendomi, ebbi modo di notare la scollatura sulla schiena, la bellissima pelle delicatamente abbronzata, senza il minimo segno di costume, senza una ruga, il suo fondo schiena era fantastico, appariva sodo, ben proporzionato, in quella parte il vestito aderiva particolarmente e non si vedeva il minimo segno della pesenza di slip o altro... capii che sotto il vestito diveva essere completamente nuda, sentivo l'eccitazione e il desiderio crescere...
Mentre ci accomodavamo al tavolo il cameriere domandò se poteva servire l'antipasto.
"Sì, grazie, serva pure..." rispose Marina.
Arrivò un carrello con un grande piatto d'argento coperto da una grande cupola, sotto dieci ostriche servite "alla russa".
Riempì due piatti di ghiaccio e prese due ostriche a testa dal grande piatto di portata anch'esso colmo di ghiaccio, le depose nei nostri, con un cucchiaino prese del succo di limone da una ciotola di porcellana e lo spruzzo sopra, spolverando poi con del pepe nero macinato al momento. Poi stappò una bottiglia di Champagne e riempì le coppe augrandoci buon appetito.
Erano squisite, e dopo le prime due finimmo anche quelle rimaste sul carrello.
Visto l'inizio, potevo solo immaginare il seguito.
Chiesi come mai avesse fatto venire il cameriere.
"Ieri ho ordinato la cena nel ristorante dove abbiamo pranzato e ho chiesto se era possibile anche avere un cameriere a casa... e ho scelto il signore che ci ha servito entrambe le volte, è molto bravo e poi è una persona molto educata e discreta... e questa volta ho vinto io, non puoi pagare il conto... anche perché ho già provveduto.... sorpreso?"
"Direi proprio di sì, l'ha pensara davvero bene... complimenti... chapeaux...!
Alle ostriche seguirono i gamberi di fiume con la fantastica salsina che tanto avevo apprezzato il giorno prima.C
Aveva scelto davvero con buon gusto e prestando molta attenzione a quello che avevo capito piacermi.
Certo che quella cena doveva esserle costata una fortuna... occhio e croce almeno cinque volte il totale dei due pranzi che avevo offerto io e che non erano stati affatto economici.
Ai due antipasti seguirono delle ottime linguine alla bottarga, accompagnate sapientemente da un delicato Müller Turghau.
Un breve intervallo "spezzato" da un delicato sorbetto al limone, per proseguire con una prelibata aragosta alla catalana, "annaffiata" dal Gewurtztraminer che avevamo degustato durante il primo pranzo insieme e che Marina aveva particolarmente apprezzato.
Niente da dire... aveva organizzato una cena a dir poco perfetta... Ottimi piatti e altrettanto ottimo abbinamento dei vini!
Una cena che poteva considerarsi a tutti gli effetti "afrodisiaca"... per quanto non ce ne fosse bisogno, vidto che ero già abbastanza "caldo" e eccitato di mio.
Marina decise di concedersi una sigaretta, che fumò in mia compagnia. Poi uscimmo sulla terrazza; l'aria si era fatta fresca, quindi mi tolsi la giacca mettendola sulle sue spalle... lei si avvicinò a me e io la strinsi per scaldarla. Ci venne portato un ottimo caffé fumante e mentre noi lo gustavamo, il cameriere riassettò il tavolo rimettendo ttutto in ordine. Poi scusandosi per il disturbo, disse che era tutto a posto. Marina si alzò.
"La ringrazio, il servizio è stato ineccepibile e faccia i nostri complimenti al cuoco... era tutto sqisito!"
La salutai stringendogli la mano e lei lo accompagnò alla porta.
Quando fu di ritorno mi chiese se avessi gradito un liquore... optai per un buon wiskey.
Mentre si piegava in avanti per prendere le tazzine, per la prima volta vidi il suo seno...i per pochi secondi, era qualcosa di stupendo, una terza soda, ma dall'aspetto morbido, sembrava scolpito da un grande artista, completamente abbronzato, non dava nessun segno di cedimento, restai incantato... aveva una pelle meravigliosa.
Tornò dopo poco con i due bicchieri e la bottiglia di liquore.
Per tutta la serata ci aveva tenuto compagnia una discreta musica di sottofondo...
"Mi fai ballare...?" disse dolcemente.
"Come ballerino sono un disastro... ma un lento... con te... non posso assolutamente rifiutarlo"
Appoggiò le mani sulle mie spalle ed io le mie sui suoi fianchi...
Quel contatto mi fece quasi tremare le gambe... temevo che lei potesse notare la mia eccitaziione... ballavamo e pian piano ci avvicinavamo, le sue braccia cinsero il mio collo, portai una mano dietro, sulla sua schiena nuda... sentivo il suo seno premere sul suo petto, il suo ventre attaccato al mio... guancia a guancia, con il suo respiro caldo sul mio collo, si lasciava andare abbandonandosi a me...
Lasciai che la mia mano scendesse, fino ad infilarsi leggermente nel vestito, sfiorandole la parte alta del suo fondo schiena... La pelle era morbida e vellutata come una pesca, il suo profumo mi stordiva.
Quando la sfiorai ebbe un leggero tremito e sentii un debole gemito, mi strinse più forte... fu un attimo... la musica continuava a cullarci, ma noi ci eravamo fermati, rimanendo abbracciati... ci guardammo negli occhi... le nostre bocche lentamente si avvicinarono... le labbra iniziarono a sfiorarsi, prima timidamente, per poi aprirsi e unirsi in un bacio caldo, profondo, appassionato, mentre l'abbraccio si faceva più intenso, intimo... le nostre lingue si cercavano, si accarezzavano... fu un bacio lunghissimo e dolce, voluto, desiderato, cercato...!
Mi abbracciò stretto.
"Lo desideravo da tanto, da quando ti incontrai tanti anni fa... era solo un sogno, e ho ricominciato a sognare quando ti ho rivista due settimane fa... perché per me eri come un miraggio irraggiungibile..."
"Ora sono qui, abbracciata a te, sono vera... anch'io l'ho desiderato questo bacio dopo che ci siamo incontrati in ufficio...! L'unico modo per realizzare i sogni è svegliarsi...!"
La strinsi forte baciandola appassionatamente, mentre le accarezzavo la schiena, i fianchi, i capelli... le sfiorai un seno con le dita...
"Non desideravi solo baciarmi... vero...? Io voglio...di più, molto di più... ti desidero, desidero tutto di te..."
"Ti desidero anch'io, da impazzire, con tutte le mie forze... desidero ogni centimetro della tua pelle... Tutto..."
Ci baciammo ancora, con ancor maggior desiderio...
Mi accarezzò il viso...
"Tutto... anch'io..." mormorò quasi sottovoce...


LA VASCA IDROMASSAGGIO

Si staccò da me attraversando il salone e dirigendosi verso la porta che dava nell'ampio corridoio verso la zona notte... lasciò che una spallina "scivolasse" lungo il braccio... arrivata sulla porta si girò invitandomi a seguirla, con un sorriso.
Entrai in camera, una stanza molto grande.
Di fronte c'era una grande portafinestra che dava sul terrazzo e dalla quale filtrava la tenue luce di un lampioncino, sulla destra un letto molto grande, con una testiera imbottita color crema e delle bellissime lenzuola di seta color champagne e dei grandi cuscini di piuma, a fianco della finestra una longuette in stile impero e di fronte al letto una magnifica pettineuse antica sulla quale troneggiava il vaso con le orchidee che le avevo regalato.
Sulla stessa parete a sinistra e a destra del mobile due porte davano sulle stanze da bagno, una delle quali era destinata ad una grande vasca con idromassaggio, e ad un altrettanto grande box doccia circolare. Sulla parete destra a fianco della porta, un mobile basso ed una poltroncina rivestita di seta rosa antico e, tra la parete ed il comodino, l'ingresso ad una spaziosissima cabina armadio.
L'illuminazione era tenue, soffusa e calda...
Marina era al centro della stanza... si avvicinò alla grande finestra socchiusa guardando fuori.
La raggiunsi abbracciandola da dietro, la strinsi a me baciandola sul collo... si girò per baciarmi ancora, poi si allontanò entrando nella cabina armafio e ne escì a piedi scalzi, con due accappatoi bianchi che posò sulla longuette... andò in bagno e sentii l'acqua scorrere nella vasca.
Io ero rimasto davanti alla finestra, mi raggiunse e fu lei questa volta ad abbracciarmi da dietro... sentivo i suoi seni premere sulla schiena e il suo respiro caldo sulla nuca. Mi allentò la cravatta e lentamente sentii le sue mani sbottonarmi la camicia... sfilò entrambi... poi fece lo stesso con la cintura e i pantaloni... rimasi solo con gli slip... mi girai e lei mi accarezzò il petto guardandomi negli occhi e sfiorandomi le labbra con le sue.
Si girò lentamente, mostrandomi quella meravigliosa schiena nuda... le mie dita scostarono le spalline lasciandole cadere lungo le sue braccia, l'abito scivolò fermandosi dui fianchi, tolsi a cintura d'argento e lo abbassai delicatamente finché cadde a terra.
Come avevo immaginato era completamente nuda, le era rimasto dolo il filo di erle sl collo. Le accarezzai le spalle, i fianchi i glutei sodi e morbidi allo stesso tempo. Tolsi gli slip e mi appggiai a lei... i suoi glutei aderirono al mio membro, mentre la tenevo per i fianchi e le baciavo il collo... la sentii fremere... si chinò in avanti leggermente per prendere un accappatoio, mi fece girare e me lo infilò e io feci altrettanto con il suo... non ero ancira riuscito a vederla davanti.
Nessuno dei due aveva detto più una parola... mi prese per mano e andammo nella grande stanza... la vasca era già piena e l'acqua emanava un delizioso e gradevole profumo...
Chiuse l'acqua e accese l'idromassaggio, si tlse la collna riponendola in un bel contenitore sul tavolo posto sulla parete di fronte poi si avvicinò e mi abbracciò...
"Non ho più vent'anni... ma sono molto emozionata... vorrei che fosse speciale, indimenticabile..."
"Sei stupenda Marina... tu sei specale e indimenticabile... come tutto questa notte..."
Le sue labbra si appoggiarono sulle mie, sentii la sua lingua spingersi dentro la mia bocca cercare la mia... poi mi slacciò l'accapatoio e me lo tolse lasciandomi nudo davanti a lei...
"Entra tu per primo..." Sussurrò
Scavalcai il bordo e mi lasciai scivolare nell'acqua tiepida e profumata, adagiandomi sullo schienale leggermente reclinato e lasciandomi massaggiare dall'acqua...
Lei si tolse l'accappatoio e finalmente la vidi completamente nuda, per la prima volta...
Era stupenda, di una bellezza da togliere il respiro... il viso dolce incorniciato dai bellissimi capelli biondi, gli occhi limpidi e la bocca morbida, quasi disegnata, quel seno che avevo sognato tante notti... perfetto, senza nessun segno di cedimento, tondo e pieno, le areole rosa chiaro e i capezzoli appena pronunciati, i fianchi perfettamente modellati, il ventre piatto, le gambe lunghe affusolate e toniche, il pube completamente depilato e quella leggera abbronzatura ambrata, omogenea... sembrava una statua scolpita dal più grande degli scultori... era come una visione... ero stato con molte donne, anche ragazze giovani e per lavoro avevo avuto modo di vedere tantissime modelle nude, ma un corpo così, una Donna così non l'avevo mai vista prima, non pensavo potesse esistere e invece... era lì, a pochi centimetri, solo e tutta per me...!
Scavalcò il bordo dandomi modo di intravedere il suo sesso, entrò nella vasca, si girò dandomi la schiena e si lasciò scivolare anch'essa nell'aqua agitata dalle bolle d'aria. Si sedette tra le mie gambe appoggiando la sua schiena sul mio petto e la testa su una spalla... La bsiai dolcemente mentre, con le braccia la cingevo, le accarezzai il ventre e poi piano salii, più su, fino a sentire l'attaccatura del seno... finalmente lo avevo tra le mie mani, potevo massaggiarlo, accarezzarlo, sfiorarle i capezzoli, che si fecero immediatamente turgidi... ci baciavamo e ladciai scivolare lentamente una mano giù, dul ventre, poi sul pube... lei appoggiò le mani sulle mie gambe, allargando le sue, mi insinuai tra le cosce, mentre con l'altra mano continuavo a accarezzarele il seno, le mie dita iniziarono ad accarezzarle le grandi labbra... sentivo il suo respiro, il suo piacere crescere... La allargai leggermente e quando le accarezzai il clitoride, iniziò a sospirare ed a gemere dolcemente. Alternavo le carezze con il mio dito che la penetrava, ogni volta più profondamente, fino ad entrare tutto... lo muovevo accarezzandola internamente, lei inarcava la schiena, dpingeva in avanti per sentire le mie dita più profondamente... Respirava sempre più affannosamente e i suoi gemiti erano più decisi, prolungati... girò il capo cercando la mia bocca, e mentre a baciavo e continuavo quel massaggio intimo la sentii venire, sussultando, contraendo la muscolatura, gemendo nella mia bicca, riversando il suo orgasmo in quel bacio.
Restammo un po' a lasciarci massaggiare dall'acqua tiepida e profumata... Io la accarezzavo, tenevo i duoi seni nelle mie mani, come fossero il trofeo del vincitore.
Poi Marina spense l'idromassaggio, si alzò e uscita dalla vasca si infilò l'accappatoio, invitandomi a seguirla.
Il suo vio era trasformato, rilassato, felice... Uscii anch'io e infilai il mio accappatoio, ci massaggiavamo a vicenda, lentamente per asciugarci, ogni sua carezza era un brivido...


LA LUNGA NOTTE

Tornammo in camera, avvolta in una dolce e piacevole musica di sottofondo, finimmo di asciugarci, lei andò sul lato destro, spostò le bellssime lenzuola di seta, e tolto l'accappatoio si infilò sotto le lenzuola, coprendosi solo fino alla vita..
la seguii e quando le fui accanto la abbracciai baciandola a lungo...
Come mi sveva detto, per realizzare i sogni basta svegliarsi, così avevo fatto e ora ero a letto con lei, nudi abbracciati, come tante volte avevo immaginato e desiderato.
La accarezzavo, le baciavo le orecchie e il collo, e poi lasciai che le mie labbra si impadronissero del suo seno, la lingua roteava e le solleticava i capezzoli, lei aveva dei piccoli sussulti, sporgeva il petto invitandomi a baciare, succhiare, accarezzare quel seno meraviglioso, naturale, sodo e morbido... scesi lungo il ventre, leccai l'ombelico e ancora più giù fino alle pieghe dell'inguine, sentivo i suoi gemiti, vidi le sue gambe aprirsi, spinse verso l'alto il bacino, offrendo la sua "orchidea" alla mia bocca...
Iniziai a leccarla, succhiarla, la penetravo delicatamente con la lingua, mentre le mie mani le accarezzavano il ventre, il seno, le sue tra i miei capelli mi attiravano a sè...
"Sì... Sì... ancora, baciami... prendimi..."
Avevo il cuore che batteva all'impazzata, la desideravo più di qualsiasi altra cosa... era un'eccitazione che così intensamente non avevo mai provato... la volevo... tutta... sempre....
"Marina... ti voglio, ti desidero..."
Mi tirò a se, sopra di lei... i nostri corpi uniti, la sua pelle sulla mia...
"Prendimi Daniele..."
Esitai un attimo. Guardai il comodino... non avevo preso i profilattici...
Lei capì subito i miei pensieri.
"Non ce n'è bisogno tesoro, ormai non corro più nessun rischio..."
Allungò la mano accarezzando il mio sesso, tirandolo a se e appoggiandolo al suo fiore...
Spinsi delicatamente, entrando un po' e fermandomi dubito... lei ebbe un gemito dolce e prolungato, poi spinse il bacino verso di me, prendendomi ancora un po'.
"Ti voglio... vieni..."
Spinsi lentamente fin quando fui completamente dentro di lei... contrassi i muscoli, facendole sentire le mie pulsazioni... lei si abbandonava sempre di più... Era calda, umida, stretta, mi sentivo avvolgere... iniziò a contrarre la vagina, facendomi provare sensazioni incredibili, era come un massaggio dolcissimo, come sentirsi
aspirato dentro di lei... Le baciai il seno con passione mentre i suoi gemiti si facevano più intensi, mi muovevo dentro di lei delicatamente, ma in modo deciso, facendole sentire il mio deiderio... Le nostre bocche si cercavano affamate, mentre il ritmo cresceva... Mi abbracciò tenendomi stretto dentro di lei, mi fece ruotare prima su un fianco e poi sulla schiena... Era sopra di me, con tutta la morbidezza del duo corpo, mi teneva dentro... sospirava...
"Mi fai volare... non deve finire... mai..." mi sussurrava
Iniziò a muovere il bacino, a rotearlo delicatamente, come nella più sensuale delle danze, il suo seno premuto sul mio petto, la sua lingua nella mi bocca, le mie mani sulle sue natiche la premevano su di me... sentivo il suo e il mio piacere crescere a dismisura, si sollevò appoggiandosi sulle braccia, muovendo ritmicamente il bacino, poi dava un colpo un po' più deciso facendomi affondare in lei, che si fermava e iniziava a contrarre il suo sesso attorno al mio...
Inarcava la schiena porgendomi il meraviglioso seno al quale mi "dissetavo" avidamente... poi riprendeva... ci girammo ancora, su un fianco rimanendo uniti e baciandoci, la girai nuovamente sulla schiena, e iniziai a muovermi sempre più rapidamente... sentivo che eravamo vicini al culmine... volevo a tutti i costi che avvenisse nello stesso momento... lei, sospirava e i suoi gemiti si facevano più rapidi e frequenti...
"Prendimi - mi disse come supplicandomi - ora... prendimi... ti voglio tutto dentro di me..."
"Sì... sono qui... eccomi...."
Accellerai ancora e lei esplose, sussultando e gemendo come non avevo mai ne visto ne sentito... e un secondo dopo esplosi anch'io dentro di lei, senza fermarmi... continuai ancora, rallentando... Il piacere ci raggiunse mentre ci baciavamo, i nostri gemiti si sofficarono nelle nostre bocche, mentre sentivo il suo ventre contrarsi, anche il suo sesso si contraeva e si rilassava in continuazione... ero immerso in lei, in un mare di umori... ci eravamo sciolti l'uno nell'altra...
Restammo un po' così, ero dentro di lei che mi stringeva a sè, facendomi sentire le contrazioni, le pulsazioni del suo corpo che lentamente si affievolivano...
Uscii con delicatezza e mi sdraiai accanto a lei che mi abbracciò accarezzandomi e baciandomi.
Sentii la mano avvolgere il mio sesso... chiusi gli occhi, mentre la sua bocca indugiava sui miei capezzoli e i suoi capelli accarezzavano la mia pelle...
Le sue labbra scendevano, sempre più giù, sentii la sua mano adagiare il mio membro ancora rigido sul pube e la sua mano accarezzarmi i testicoli, il calore del suo respiro avvicinarsi, le sue labbra sfiorarmi la punta... Poi il calore della sua bocca e la morbidezza delle sue labbra avvolgermi tutto...
Sentivo i massaggi, lei che mi succhiava delicatamente, la lingua accarezzarmi... mi abbandonai a lei, che dopo un po' si sdraiò al mio fianco guardandomi...
"Sei dolce - mi disse - è tutto meravigliosamente stupendo... fantastico... hai un buon sapore - disse ancora, arrossendo - non avevo mai provato niente di simile..."
"Anche per me è cosi... sei una donna unica, sensuale, saporita - dissi ricambiando il complimento di lei ed il rossore - è come se fossimo fatti l'uno per l'altra... ci completiamo... mi hai regalato sensazioni indescrivibili, che non immaginavo potessero esistere..."
Stavamo abbracciati, baciandoci dolcemente, guardando i nostri corpi, accarezzandoci e sorseggando dallo stesso bicchiere un po' di Champagne che ero andato a prendere nel frigobar del salotto.
L'ultimo "dito" del prezioso vino contenuto dalla coppa, Marina lo lasciò cadere lentamente sul suo seno, come ad invitarmi a dissetarmi con il suo corpo... leccai lentamente e delicatamente con lei che riprese quei sospiri che mi facevano impazzire.
Lasciai uscire dalla bottiglia presa dal comodino, un po' di Champagne facendolo gocciolare sul suo pube, e ripresi a baciarla, raggiungendo la meravigliosa orchidea celata tra le sue gambe, poi mi fece sdraiare, e con la bocca incominciò come prima a succhiarmi e leccarmi, spostò una gamba e scavalcandomi mi fu sopra, dandomi la possiblità di baciarla a mia volta... le succhiavo delicatamente il clitoride con lei che fremeva sopra di me, poi mi spostai, leccando tra il delizioso fiore ed i bocciolo che aveva dietro, le piaceva, sussultava su di me senza staccarsi...
Preso da una incredibile eccitazione e dal calore che avvolgeva il mio sesso, iniziai a baciare l'ingresso posteriore, quel piccolo e roseo bocciolo... Lo leccai con decisione, spingendo leggermente dentro la punta della lingua... Marina si staccò di colpo, inarcando la schiena e spingendo i glutei verso di me...
"Oohhh.... - sospirò lungamente - siii... ti prego, continua... non smettere... è bellissimo..."
Continuai più avidamente, mentre lei gemeva eccitandomi... le allargai le natiche, leccandola e spingendo dentro la lingua più che potevo, ad ogni spinta lei si staccava gemendo e inarcandosi, la sentivo tremare ad ogni affondo...
Iniziai ad accarezzarla con la mano, mentre non smettevo di leccare...provai a spingerle dentro un dito... era stretta...
"Rilassati amore..." le dissi dolcemente...
La sentii respirare profondamente e rilassarsi...
Ripresi a leccarla... e a provare ancora con il dito... pian pano entrò e lo spinsi in fondo, muovendolo con molta attenzione e delicatezza. Lei era eccitatissima, non riusciva a fare altro che muoversi, ancheggiare, spingere e gemere... Tolsi delicatamente il dito e la girai baciandola e stringendola... Respirava quasi a fatica... si girò sul lato destro tenendo parte del busto e la testa dritti...
La baciai ancora... spinse il sedere verso di me...
"...ti voglio... dentro... lo voglio..."
La tirai a me per i fianchi e appoggiai il mio membro al suo bocciolo.
Spingeva... lo voleva, lo desiderava con tutta se stessa... spinsi anch'io, mentre sentivo che rilassava la muscoltura controllando il respiro. Dopo un minino di resistenza entrai senza sforzo. Lo spinsi completamente mentre a sua volta lei spingeva per prendermi più possibile... la tenevo stretta con un braccio intorno al collo e l'altra mano sul seno massangiandola, mentre mi muovevo dentro di lei...
Era qualcosa di fantastico e sublime, mi sentivo imprigionato, risucchiato al suo interno, e l'eccitazione, il piacere era raddoppiato dal massaggio che lei mi faceva contraendo la muscolatura dei glutei...
Marina era in uno stato d'estasi e di totale abbandono e presto mi "persi" anch'io... ai suoi sospiri e gemiti si unirono i miei...
Non mi ero mai sentito tanto desiderato e non avevo mai visto e trovato tanto desiderio in una donna...
Era un crescendo continuo, il mio cuore batteva sempre più forte, come il suo, che sentivo attraverso il suo seno, sulla mia mano...
Non so per quanto tempo continuammo così, avevo perso la cognizione del tempo e dello spazio... lei venne bagnandosi e bagnandomi, quasi urlando tanto erano intensi e prolungati i suoi mugolii... io durai fose ancora un minuto, riversando tutto il mio seme dentro di lei...
La tenni così, senza uscire da quel paradiso, riempiendole il collo di piccoli baci e accarezzandole il seno dolcemente...
"Questo è il Paradiso - sussurrò - oppure è questo ad essere un sogno... restami dentro, voglio continuare a sentirti mio... è come sentirti completamente dentro di me... è qualcosa di più grande dell'amore..."
In quel momento sentii che non esisteva nulla oltre lei al mondo, provai un sentimento fortissimo, che non avevo mai provato prima, e le dissi quello che era inevitabile.
"Ti amo Marina... tienimi così..."
Ognini tanto contraeva la muscolatura, tenendomi stretto e coccolandomi...
"Ti amo anch'io..."
La strinsi forte e ci abbandonammo in quello stato d'estasi.
Ci addormentammo così, attaccati l'uno all'altra, quando mi svegliai, l'orologio sul comodino segnava le 3.30 di notte... ero ancora dentro di lei che sentendomi muovere, apri gli occhi... contraendo leggermente i glutei...
"Uhmm.... mi sembra di sentirti ancora...."
"Mi senti perché sono ancora dentro di te.... ci siamo addormentati..."
La sentii muovere il sedere mentre portava la mia mano sul suo seno...
Dopo poco uscii e con dei fazzolettini umidificati ci pulimmo.
Ero attratto da lei in modo incredibile...
Tutto di lei mi faceva impazzire.... quella bocca, il seno, i capezzoli...
Avrei voluto che quella notte non finisse mai.
Si avvicinò strusciandosi, lentamente, come una gatta che fa le fusa, accarezzandomi il petto e sfegando delicatamente una gamba sul mio sesso... cercava la mia bocca, sempre più affamata di baci... la voglia, il desiderio non ci avevano abbandonati.
Un attimo dopo era sopra di me... si mise seduta, era umida e mi accarezzava il petto con le mani, si sfregava dolcemente, poi si spostò indietro leggermente e con le mani lo prese e lo appoggiò rigido sul suo ventre. si alzò un pò e lo fece scivolare dentro... riprovai quella fantastica sensazione di caldo che mi prese tutto il corpo, danzava su di me lentamente, mentre accompagnavo il suo movimento tenendole le mani sui fianchi, sui seni.
Inarcò la schiena sporgendosi in avanti e io avidamente iniziai a baciare e succhiare i capezzoli, duri, sensibili... i suoi sospiri erano una dolce musica... si fermò guardandomi sorridente negli occhi, lo fece uscire, si girò di schiena e si abbassò spingendo i suoi glutei verso il mio viso...
Mi ritrovai quella bellssima orchidea a pochi centimetri, la sfiorai con la punta del naso, infilai la lingua e la succhiai appassionatamente, si lasciò cadere su di me, i suoi seni sul mio ventre, e fece sparire il mio sesso nella sua bocca...
nessuna mi aveva msi baciato con quell'intensità, quella passione, quel desiderio... leccava, succhiava, baciava... io ricambiavo con una voglia crescente, le leccai tutta la parte dietro, il bel bocciolo rosa che pulsava invitandomi, la penetravo dietro con la lingua... ma questa volta non si fermò, resto attaccata avidamente, mi faceva sentire di volermi,
provai ad infilare il dito che entrò subito, con facilità... eravamo avvinghiati e appassionati...
Capii che non sarei resistito a lungo... spinsi il mio membro dentro la sua bocca, come per farle capire, che non ce la facevo più... la sentii rilassarsi, gemere sommessamente... poi in lungo gemito soffocato sentii la mia bocca bagnarsi del suo piacere, mi lasciai andare venendole in bocca... nessuno dei due si fermò... continuammo fino a rimanere entrambi senza fiato... lo lasciò uscire dalla sua bocca appoggiando la testa sulla mia gamba... la sentivo abbandonata su di me, percepivo le contrazioni del suo ventre sul mio petto, mentre le accarezzavo le natiche, la schiena, i bordi del seno...
La presi accanto a me e tenendola abbracciata ci addormentammo nuovamente. Quando mi svegliai, la vidi al mio fianco, mi guardava accarezzandomi il viso.
"Ciao... sono le 8 amore... ti va di fare colazione...?"
"Ciao - risposi dandole un bacio sulla bocca - sì... ci vuole proprio..."
"Non muoverti, vado a prepararla e la porto qui...".
Restai a letto a farmi accarezzare dalle lenzuola di seta... stavo benissimo, non mi ero mai sentito così appagato e rilassato...
Arrivò indossando una vestaglietta leggera lasciata aperta... mise il vassoio sul letto, si tolse l'indumento e si infilò sotto il lenzuolo venendomi vicino...
Caffè, briosche calde... e lei accanto a me...
"Non avevo mai fatto l'amore così... come questa notte... è stato bellissimo Daniele..."
"Sei tu ad essere stata fantastica... mai provato prima tante emozioni, tanto grandi... tutte insieme!"
"Ci saranno altre notti così... vero...?" chiese timorosa
"Tutte quelle che vorrai..."
"Solo quelle che voglio io...? E tu?"
"Io ti voglio sempre... anche ora...!"
Mi baciò su una guancia e terminammo di fare colazione...
"Vieni... disse prendendomi la mano - facciamo la doccia insieme..."
Entrammo nel grande box diccia circolare, accese l'acqua e ci lasciammo bagnare completamente... vedere il suo corpo nudo bagnato, mi fece eccitare ancor di più... ci baciavsmo abbracciati, era bellissima con tutti i capelli bagnati... mi insaponò massaggiandomi e io facevo altrettanto con lei... era una sensazione piacevolissima stare sotto l'acqua insieme...
Cominciò a baciarmi il collo, a succhiarmi i capezzoli poi si inginocchiò davanti a me, mi accarezzava il ventre, si avvicinò e senza mai togliere i suoi occhi dai miei lo prese delicatamente tra le labbra... era stupendo guardarla mentre mi baciava così, mentre l'acqua scorreva sui nostri corpi... si accorse che non sarei durato a lungo... si alzò, mise un braccio attorno al mio collo e si avvicinò allargando un po' le gambe... con l'altra mano, prese il mio sesso e lo spinse dentro di lei... rimase attaccata a me che cominciai a spingere sempre più forte con lei che mi baciava e gemeva e io che la accarezzavo ovunque... la presi per le natiche, tirandola a me...
"Vieni... ti voglio ora..."
La riempii con il mio piacere, tenendola stretta a me...
"Mi sei entrato dentro con il corpo e con l'anima..." disse sorridendo e sospirando...
"Non posso più fare a meno di te... continuo a desiderarti, ogni volta di più..." risposi baciandola
Finimmo di fare la diccia, ci asciugammo e tornammo a sdraiarci l'uno accanto all'altra...non riuscivamo a staccarci...
Restammo a letto quasi tutto il giorno, poi verso le cinque, a malincuore, tornai a casa.
Ma la mia testa era rimasta in quella casa.
Per tutta la durata del progetto lavorativo continuammo a vederci, ogni momento era buono per stare soli e fare l'amore, tanti pomeriggi riuscivo ad evitare di rientrare e finivamo per passarli a letto indieme. Ci furono tantissime altre notti... tutte indimenticabili. Trascorremmo anche alcuni week-end indieme...
Fu un periodo bellissimo e felice.


L'EPILOGO

Al termine dei due mesi preparai la mia relazione e prima di consegnarla, la feci leggere a Marina, che fu davvero molto soddisfatta.
Purtropo l'accordo tra le due aziende non si concluse... sia lei che il Boss, ritennero che non sussistessero tutte le condizioni per poter concludere quella trattativa. Nessuno ne fece un dramma... fu un occasione e si valutò se fosse stata possibile una collaborazione. Questo non compromise i precedenti rapporti e non influì tra quelli miei e di Marina.
Continuammo a vederci e a trascorrere insieme tutto il nostro tempo libero, poi gli incontri si diradarono... il mio lavoro alternava momenti di normalità, con altri a ritmi serrati e di grande stress. Mi assentavo spesso da Milano e un paio di volte lei venne com me durante i miei viaggi, trascorrendo tutto il tempo che gli impegni mi lasciavano, tra le lenzuola a fare l'amore.
Dopo sei mesi, per un grave motivo che riguardava la figlia, mi disse che aveva venduto la casa di Milano e che si sarebbe trasferita sul Lago di Garda....
Trascorremmo una notte fantastica, l'ultima prima che lei lasciasse quella casa.
Dopo il suo trasferimento le occasioni per incontrarci si fecero più rare, oltretutto non viveva più sola ma con la figlia e la vecchia madre, quindi era anche più difficile organizzarci.
Fino a quando, dopo una notte dolcissima, mi disse che non vedeva un futuro per la nostra relazione.
"È sempre più difficile vedersi e stare insieme e poi io ho vent'anni più di te... se ci fossimo incontrati anziché sei mesi fa, tra cinque o sei anni, tutto questo non sarebbe accaduto. Tu saresti stato un bel quarantenne, ma io una donna di sessant'anni..."
"Certo Marina, io probabilmente avrei avuto meno capelli e molto più grigi, ma tu saresti stata come sei oggi..."
"Sei sempre carino, ma sappiamo tutti e due che non è vero, non è così... Preferisco che questa storia finisca oggi, lasciandoci un ricordo indelebile e stupendo, che rischiare di far appassire questa passione e questo desiderio che ci attrae...."
Non riuscii a convincerla del contrario, volevo separarmi da mia moglie e provare a costruirmi una nuova vita con lei, ma fu irremovibille.
Ci sentimmo ancora per diverso tempo al telefono, cercai di convincerla ad incontrarmi almeno una volta, ma senza successo.
Da allora non l'ho più sentita. Trascorsi quattordici anni da quell'incontro, sperai che il destino ci facesse incontrare ancora.
Non so se fu un grande amore o se si trattò solo di una forte attrazione fisica, che sicuramente fu una componente importante di quella relazione. A distanza di tanti anni ricordo quei mesi come un periodo stupendo e unico della mia vita, e sono convinto che fosse un'amore speciale, dove esistevamo solo noi e dove entrambi abbiamo saputo donare all'altro il meglio di noi stessi.
Sono trascorsi 18 anni... oggi io ne ho 52 e lei dovrebbe averne 72, ma sono sicuro che, seppur con qualche ruga in più, sia rimasta quella donna bella e affascinante che visse con me quella storia, che porterò sempre nei miei ricordi.
La vita ci fece incontrare una prima volta, per poi dividere le nostre strade e farle incrociare dopo tanto tempo.
Abbiamo percorso insieme un breve percorso, prima che si dividessero nuovamente.
Forse un giorno potrebbe accadere ancora... di ritrovarci...
Ho conservato il mio vecchio numero di cellulare, potrebbe squillare nuovamente...
... e permettermi, anche una volta soltanto, di rivivere quella notte...!

Ace Cooper
 
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Gran bella storia. Complimenti.
Non hai modo di contattarla? Anche solo per sapere come è proseguita la sua vita e magari offrirle un caffè?
 
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Complimenti vivissimi per la storia....e per il record assoluto di lunghezza post! Sti cazzi:shok:

Grazie... come ho detto all'inizio, non ho il dono della sintesi... in più quando racconto qualcosa che ho vissuto in prima persona, rivivo le situazioni, mi emoziono, e mi tornano alla mente i particolari, le frasi...
Se dovesse essereci un premio per il post più lungo, tipo un'incontro offerto dal forum, con una pay a scelta... beh, credo che di trombate gratis ne farei parecchie...:yahoo:
 
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Gran bella storia. Complimenti.
Non hai modo di contattarla? Anche solo per sapere come è proseguita la sua vita e magari offrirle un caffè?

Purtroppo no, credo abbia cambiato casa ancora, il vecchio cellulare lo disattivò poco tempo dopo, e il suo nome non riesco a reperirlo sulle pagine bianche, anche peché non so in che paese o cittá si sia trasferita...
 
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Purtroppo no, credo abbia cambiato casa ancora, il vecchio cellulare lo disattivò poco tempo dopo, e il suo nome non riesco a reperirlo sulle pagine bianche, anche peché non so in che paese o cittá si sia trasferita...

...non devo esser io a darti questa dritta, scusami se mi permetto, ma sai forse tu meglio di me che affidandoti a un buon professionista, un serio investigatore privato, lo verresti a sapere, certamente non al fine di invadere la sua privacy, solo per sapere dove è, cosa fa..Credo che un saluto, una parola, anche un incontro (e anche una Cattleya...) siano innocui ora che lei, pur rimanendo senza dubbio una donna bellissima, avrà i pensieri e le preoccupazioni di una donna di settanta anni e pur rimanendo salda nel suo proposito di non riprendere una relazione, forse ti vedrebbe volentieri....anche le eventuali ferite che si fossero aperte a quel tempo, ebbene proprio il tempo le ha già sanate.....
 
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bellissima storia.....io le ho viste solo al cinema...complimenti a te....!!

Quando le vedo al cinema, piacciono anche a me... viverle, anche se al momento sono situazioni travolgenti, ti segna e molto...
Purtroppo o per fortuna, non te lo so proprio dire, non è l'unica che ho vissuto...
Grazie per i complimenti...
 
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Anch'io chiederi aiuto ad un professionista. Anche solo per capire che fine ha fatto...

E poi, se riterrei che fosse il caso, farei in modo di incontrarla "per caso". Anche se è solo per il tempo di un caffè, davvero.
 
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No...non farlo, non cercarla , neanche per telefono...

ho vissuto una storia simile: lei voleva , a differenza del tuo caso , un impegno che non le ho voluto garantire...appena lasciati ha trovato un altro e si è sposata pochissimo tempo dopo lasciandomi a dir poco perplesso.
Tralascio poi tutto quello che la vita ha riservato a me ed a lei...sapevo più o meno dove si era trasferita , un paio di volte passando da quelle parti ho cercato discretamente di indivuduarla più per curiosità che per altro , anche se devo confessare che ogni tanto , sempre più raramente, a tanti anni di distanza ancora mi sorprendo a pensarla............

Poi qualche tempo fa ad una serata sportiva in cui ho ricevuto un piccolo premio tra coloro che si complimentavano per caso ho intravisto i lineamenti di una persona che mi pareva familiare, ma non la ho riconosciuta immediatamente...si era avvicinata senza poi fare gli ultimi passi.

Naturalmente era lei: gli anni soni passati per me e per lei...non ho più le grosse spalle e la folta chioma scura dei vent'anni, ma una ventina di kg in più e una sfumatura oramai sempre più grigia ...lei non ha più il fisico che non le permetteva di passare la strada sui tacchi alti col sedere a un metro e mezzo dal terreno senza suscitare commenti arrapati, quegli occhietti maliziosi che mi fulminavano ogni volta che la guardavo mi sono sembrati spenti; pur se ben vestita e truccata mi ha lasciato una sensazione di...pesantezza.


Forse così non è nel tuo caso.

Ma solo ora mi sono reso conto che se non la avessi incontrata sarebbe stato meglio: io inconsciamente volevo incontrare la bionda tettona di 30 anni fa, non la bella signora con i naturali segni del tempo di adesso.

Pensaci bene.

Per il resto complimenti per il bel racconto, lungo e coinvolgente....
 
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complimenti bellissimo racconto. Sei davvero un gentleman.
C'è da imparare da te. Ti ruberò la trovata della Cattleya.
Ti prego scrivi ancora sei un grande.
 
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No...non farlo, non cercarla , neanche per telefono...

ho vissuto una storia simile: lei voleva , a differenza del tuo caso , un impegno che non le ho voluto garantire...appena lasciati ha trovato un altro e si è sposata pochissimo tempo dopo lasciandomi a dir poco perplesso.
Tralascio poi tutto quello che la vita ha riservato a me ed a lei...sapevo più o meno dove si era trasferita , un paio di volte passando da quelle parti ho cercato discretamente di indivuduarla più per curiosità che per altro , anche se devo confessare che ogni tanto , sempre più raramente, a tanti anni di distanza ancora mi sorprendo a pensarla............

Poi qualche tempo fa ad una serata sportiva in cui ho ricevuto un piccolo premio tra coloro che si complimentavano per caso ho intravisto i lineamenti di una persona che mi pareva familiare, ma non la ho riconosciuta immediatamente...si era avvicinata senza poi fare gli ultimi passi.

Naturalmente era lei: gli anni soni passati per me e per lei...non ho più le grosse spalle e la folta chioma scura dei vent'anni, ma una ventina di kg in più e una sfumatura oramai sempre più grigia ...lei non ha più il fisico che non le permetteva di passare la strada sui tacchi alti col sedere a un metro e mezzo dal terreno senza suscitare commenti arrapati, quegli occhietti maliziosi che mi fulminavano ogni volta che la guardavo mi sono sembrati spenti; pur se ben vestita e truccata mi ha lasciato una sensazione di...pesantezza.


Forse così non è nel tuo caso.

Ma solo ora mi sono reso conto che se non la avessi incontrata sarebbe stato meglio: io inconsciamente volevo incontrare la bionda tettona di 30 anni fa, non la bella signora con i naturali segni del tempo di adesso.

Pensaci bene.

Per il resto complimenti per il bel racconto, lungo e coinvolgente....

eeeehhhh caro mio, "fugit interea, fugit IRREPARABILE tempus"........o come scriveva (in greco) Simonide a proposito degli eroi delle Termopili: "o pandamator cronos", il tempo che tutto doma.....

Scusate la nota erudita.....W la gnocca (questa è meno erudita ma più diretta.....)
 
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Anch'io chiederi aiuto ad un professionista. Anche solo per capire che fine ha fatto...

E poi, se riterrei che fosse il caso, farei in modo di incontrarla "per caso". Anche se è solo per il tempo di un caffè, davvero.

sono d'accordo; certo ogni decisione spetta all'amico AceCooper, ma io sarei veramente curioso.....poi, si sono lasciati bene (non male) e dunque certo, occorre prepararsi a vedere i segni degli anni, ma sono convinto che Ace vedrà negli occhi della sua amica "Marina" (certo non è Marina Berlusconi....:sarcastic_hand:) quella luce che lo folgorò lustri fa.....
 
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complimenti bellissimo racconto. Sei davvero un gentleman.
C'è da imparare da te. Ti ruberò la trovata della Cattleya.
Ti prego scrivi ancora sei un grande.

Ti ringrazio per i complimenti, che fanno ovviamente sempre piacere...
Se ti va di "leggermi" ancora, vai sul post "Potrebbe essere mia figlia..." e... buona lettura...!
 
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Caro NIEDERMEYER,

grazie innanzitutto per aver avuto la pazienza di leggere quanto ho scritto e grazie per il tuo intervento...
Sono trascorsi 18 anni, tanti, nei quali sono cambiate un'infinità di cose... come te ho perso la mia bella chioma e ormai sono completamente brizzolato, con una decina di chili in più...
A 52 anni (tanti ne ho...), mi accorgo che, pur essendo sempre la stessa persona, con gli entusiasmi, le passioni, i sogni, i desideri di quand'ero ragazzo, sono comunque molto cambiato e non solo fisicamente.
Sono diventato soprattutto più riflessivo e meno impulsivo, più attento... non so, forse è questo quello che si definisce saggezza?
Fino a quando ho deciso di scrivere di questa mia esperienza, la pensavo grosso modo come te, però, come ha detto FAONE, non ci lasciammo male.
Ho avuto molti dubbi, spesso in questi anni ho pensato di cercarla... forse volevo inseguire un sogno... per questo ho sempre evitato di fare ricerche.
Poi, rileggendo quello che avevo scritto, mi è tornata alla mente quella frase di Marina:

L'unico modo per realizzare i sogni è quello di svegliarsi...!

Mi piacerebbe rivederla, anche con i segni lasciati dagli anni... ma lo sguardo, la luce che ognuno di noi ha negli occhi, non vengono modificati dal tempo...

Forse è giunto il momento di "dare una mano" al destino...
 
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Caro NIEDERMEYER,

grazie innanzitutto per aver avuto la pazienza di leggere quanto ho scritto e grazie per il tuo intervento...
Sono trascorsi 18 anni, tanti, nei quali sono cambiate un'infinità di cose... come te ho perso la mia bella chioma e ormai sono completamente brizzolato, con una decina di chili in più...
A 52 anni (tanti ne ho...), mi accorgo che, pur essendo sempre la stessa persona, con gli entusiasmi, le passioni, i sogni, i desideri di quand'ero ragazzo, sono comunque molto cambiato e non solo fisicamente.
Sono diventato soprattutto più riflessivo e meno impulsivo, più attento... non so, forse è questo quello che si definisce saggezza?
Fino a quando ho deciso di scrivere di questa mia esperienza, la pensavo grosso modo come te, però, come ha detto FAONE, non ci lasciammo male.
Ho avuto molti dubbi, spesso in questi anni ho pensato di cercarla... forse volevo inseguire un sogno... per questo ho sempre evitato di fare ricerche.
Poi, rileggendo quello che avevo scritto, mi è tornata alla mente quella frase di Marina:

L'unico modo per realizzare i sogni è quello di svegliarsi...!

Mi piacerebbe rivederla, anche con i segni lasciati dagli anni... ma lo sguardo, la luce che ognuno di noi ha negli occhi, non vengono modificati dal tempo...

Forse è giunto il momento di "dare una mano" al destino...

Bravo Ace, con quella discrezione e con quel buonsenso che sono certo ti contraddistingue...poi, una volta saputo dove è...far capitare le cose..."per caso"........ (un buon investgatore, sicuro e serio non costa molto...mica devi farla pedinare......)
 
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Bravo Ace, con quella discrezione e con quel buonsenso che sono certo ti contraddistingue...poi, una volta saputo dove è...far capitare le cose..."per caso"........ (un buon investgatore, sicuro e serio non costa molto...mica devi farla pedinare......)

Poco fa ho sentito al telefono un mio carissimo amico, un "fratello" direi, è il figlio di quello che all'epoca dei fatti era il Boss. Siamo cresciuti insieme si può dire, in quegli anni lavoravamo quotidianamente a stretto contatto e ancora oggi collaboriamo abitualmente. Nonostante l'amicizia fraterna e un solo anno d'età di differenza (lui ha cinquantun anni), non gli ho mai raccontato quello che accadde allora. Lui la conosceva , ma non aveva avuto modo di aver a che fare con lei ne per lavoro ne privatamente.
In tutti questi anni nessuno dei due l'ha mai nominata.
Poco fa, al telefono ho avuto un flash:
"Scusa, ma riordinando dei vecchi documenti, mi sono capitate tra le mani delle vecchie carte... sai che fine ha fatto Marina? Te la ricordi vero?"
"Certo che la ricordo... ne ho viste poche di donne come lei... beh ai suoi tempi... mi sa che oggi dovrebbe essere attorno alla settantina... Un anno fa circa ho incontrato in centro Lara, la segretaria che aveva ai tempi dell'agenzia..."
"Ah, si la ricordo benissimo... era esattamente il suo opposto..."
"Esatto, ed è pure peggiorata... comunque parlando mi diceva che l'aveva vista casualmente e che le aveva detto di essere tornata a vivere a Milano da qualche anno... come mai me lo chiedi?"
"No, niente... curiosità, mi è capitata tra le mani una copia della relazione che avevo fatto per quel progetto di collaborazione e mi sono chiesto che fine avesse fatto..."
Ho lasciato cadere il discorso, riprendendo a parlare del lavoro che stiamo ultimando.

Ora so che un anno fa abitava a Milano... non ho più cercato di lei da tanto tempo... chissà, magari con le Pagine Bianche riesco a trovarla...
 
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Poco fa ho sentito al telefono un mio carissimo amico, un "fratello" direi, è il figlio di quello che all'epoca dei fatti era il Boss. Siamo cresciuti insieme si può dire, in quegli anni lavoravamo quotidianamente a stretto contatto e ancora oggi collaboriamo abitualmente. Nonostante l'amicizia fraterna e un solo anno d'età di differenza (lui ha cinquantun anni), non gli ho mai raccontato quello che accadde allora. Lui la conosceva , ma non aveva avuto modo di aver a che fare con lei ne per lavoro ne privatamente.
In tutti questi anni nessuno dei due l'ha mai nominata.
Poco fa, al telefono ho avuto un flash:
"Scusa, ma riordinando dei vecchi documenti, mi sono capitate tra le mani delle vecchie carte... sai che fine ha fatto Marina? Te la ricordi vero?"
"Certo che la ricordo... ne ho viste poche di donne come lei... beh ai suoi tempi... mi sa che oggi dovrebbe essere attorno alla settantina... Un anno fa circa ho incontrato in centro Lara, la segretaria che aveva ai tempi dell'agenzia..."
"Ah, si la ricordo benissimo... era esattamente il suo opposto..."
"Esatto, ed è pure peggiorata... comunque parlando mi diceva che l'aveva vista casualmente e che le aveva detto di essere tornata a vivere a Milano da qualche anno... come mai me lo chiedi?"
"No, niente... curiosità, mi è capitata tra le mani una copia della relazione che avevo fatto per quel progetto di collaborazione e mi sono chiesto che fine avesse fatto..."
Ho lasciato cadere il discorso, riprendendo a parlare del lavoro che stiamo ultimando.

Ora so che un anno fa abitava a Milano... non ho più cercato di lei da tanto tempo... chissà, magari con le Pagine Bianche riesco a trovarla...


vedi, forse è più facile di quel che credi...se proprio non compare nelle pagine bianche (tu sai che oggi molti non hanno la linea fissa e anche avendola credo, di default il nome non appare, a meno appunto di esplicito consenso....) avrai certamente modo di ritrovarla...e , esssendo a Milano, tutto apparirà ....per caso......in bocca al lupo e aspettiamo notizie!!
 
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Caro NIEDERMEYER,
grazie innanzitutto per aver avuto la pazienza di leggere quanto ho scritto e grazie per il tuo intervento...
Sono trascorsi 18 anni, tanti, nei quali sono cambiate un'infinità di cose... come te ho perso la mia bella chioma e ormai sono completamente brizzolato, con una decina di chili in più...
A 52 anni (tanti ne ho...), mi accorgo che, pur essendo sempre la stessa persona, con gli entusiasmi, le passioni, i sogni, i desideri di quand'ero ragazzo, sono comunque molto cambiato e non solo fisicamente.
Sono diventato soprattutto più riflessivo e meno impulsivo, più attento... non so, forse è questo quello che si definisce saggezza?
Fino a quando ho deciso di scrivere di questa mia esperienza, la pensavo grosso modo come te, però, come ha detto FAONE, non ci lasciammo male.Ho avuto molti dubbi, spesso in questi anni ho pensato di cercarla... forse volevo inseguire un sogno... per questo ho sempre evitato di fare ricerche. Poi, rileggendo quello che avevo scritto, mi è tornata alla mente quella frase di Marina:
L'unico modo per realizzare i sogni è quello di svegliarsi...!
Mi piacerebbe rivederla, anche con i segni lasciati dagli anni... ma lo sguardo, la luce che ognuno di noi ha negli occhi, non vengono modificati dal tempo..Forse è giunto il momento di "dare una mano" al destino...

Ti quoto tutta la risposta: siamo praticamente coetanei , solo che la mia storia è successa qualche anno prima e con una ragazza più giovane...ma le cifre non cambiano il senso!
Ho la tua stessa situazione (ah, a parte la chioma...ho sempre i capelli troppo lunghi, solo decisamente grigi :prankster2: )
Anche io sono cambiato , almeno credo...vivo i rapporti in maniera più riflessiva e nelle donne (pay o no-pay) cerco caratteristiche indubbiamente diverse anche solo da qualche anno fa

Che sogno vuoi vivere ?

Lo stesso di una ventina di anni fa? Lo sai bene anche tu che non sarà possibile...
Rapporto platonico?
Solo un saluto?

Noi maschietti putroppo a volte ragioniamo col nostro fratellino minore, è risaputo: per esempio, sei sicuro che anche a lei interessi reincontrarti?
Non ho difficoltà a dire che potrebbe essere , ma anche no! Forse per lei gli anni sono passati troppo rapidamente , magari conserva di te un ricordo sbiadito dalle situazioni della vita (figli, nipoti)...ma pensa invece se si è pentita di aver troncato la relazione pazzesca che avevate creato.
A settantanni potrebbe essere una bellissima nonna (perchè questo è...) ma anche una anziana signora cui il tempo ha giocato qualche scherzo...

Io lascerei fare al destino , senza minimamente aiutarlo.........
 
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