Mi scuso anticipatamente per il fatto che le recensioni del mio recente soggiorno al Wellcum siano destinate ad essere frazionate in più post: il punto è che sento il bisogno di essere piuttosto dettagliato (spero non noioso, anche se il rischio è sempre quello, quando ci si dilunga su esperienze distorte dal proprio punto di vista che potrebbero non risultare altrettanto interessanti per gli altri) e dunque non è detto che abbia il tempo di scrivere in un solo messaggio tutto ciò di cui ho in mente di parlare.
Questo primo post, in particolare, conterrà alcune premesse generali riguardo alla mia esperienza. Innanzitutto devo chiarire che, nonostante io viva nel Nord Italia (per la precisione a Milano), per me raggiungere il Wellcum non è agevole come per i colleghi Friulani o Veneti: i tempi di viaggio renderebbero per me poco sostenibili puntate da un singolo giorno (finirei per non poter usufruire che di pochissime ore in arena, durante le quali mi ritroverei a dover fare scelte frettolose e poco ponderate riguardo alla selezione delle partner e alla contrattazione delle prestazioni), né ho occasione di viaggiare in Carinzia o nelle sue vicinanze per lavoro o per altre simili motivazioni. Perciò l'unica opzione per me realistica per godere dei servizi di questo club è quella di pianificarvi una permanenza di qualche giorno: il che, tuttavia, non è sempre facile da organizzare, tant'è vero che, tra una cosa e l'altra, ho finito per tornare al Wellcum, in questo scorcio finale di luglio 2026, a ben tre anni di distanza dalla mia precedente visita risalente a luglio-agosto del 2023. Diciamo che non posso certo definirmi un habitué di questo luogo (sebbene abbia frequentato molti altri simili club dell'area svizzero-austriaco-germanica).
Mi sono tuttavia sempre tenuto aggiornato sulla situazione leggendo questa discussione su base pressoché quotidiana e prendendo atto in tal modo della degenerazione dei costumi (per così dire) in atto nello stabilimento carinziano, che è stata così ben descritta da non pochi di voi, tanto che, per certi versi, non ero molto motivato a tornare in un luogo che veniva dipinto da molti come ormai nelle mani di bieche cottimiste rumene senza scrupoli. Dato che tuttavia, negli ultimi tempi, avevo riscontrato come l'andazzo fosse in peggioramento un po' dappertutto (persino una mia visita al Globe nell'agosto del 2025 mi aveva lasciato insolitamente deluso), mi sono detto che tutto sommato al Wellcum non avrebbe potuto andarmi molto peggio che altrove. Tanto più che un aspetto che devo ammettere di apprezzare incondizionatamente di questo posto è la possibilità di una "full-immersion" nell'ambiente della prostituzione che viene garantita dall'opportunità di soggiornare nell'annesso albergo, senza dunque doversi preoccupare di vitto, alloggio e spostamenti, essendo questi ultimi costituiti soltanto dai trasferimenti da letto a salone e da salone a letto: ai miei occhi, è probabilmente questo l'aspetto che rende il Wellcum speciale rispetto ad altri bordelli similari, oltre alla relativa abbondanza di operatrici, che tuttavia, data la scarsa qualità media delle medesime, rappresenta un po' uno specchietto per le allodole.
Ad ogni modo, liquiderò brevemente la questione dell'ospitalità in hotel, dichiarando che il servizio mi è parso nel complesso molto buono e che i pasti mi sono piaciuti (non sono di grandi pretese da questo punto di vista, ma devo dire di essere riuscito ad alimentarmi abbondantemente, con gusto e senza sperimentare alcun tipo di inconveniente, se non forse il problema di una certa onnipresenza delle mosche, che però non credo siano facili da debellare, dato il continuo viavai che si verifica attraverso l'uscio a catenelle tra la mensa e i tavolini esterni).
Passiamo dunque a parlare del "core business", ovvero delle ragazze e delle trombate: non posso dire di essermi propriamente trovato male (a parte in due o tre casi isolati a cui accennerò più avanti), ma la mia impressione generale è stata che le prestazioni fossero severamente livellate verso il basso. Mi spiego: la maggior parte delle mie esperienze non sono state in sé negative, ma si è trattato per lo più di scopate valutabili (su una scala da 1 a 10) con un 6,5 o con un 7. Ora, avrei potuto facilmente procurarmi avventure simili a quelle (o anche migliori) restandomene a casa mia a Milano: non ci sarebbe stato bisogno del significativo investimento economico, di tempo ed energie che una gita a Hohenthurn comporta. Ripeto: lo spettacolo del salone, l'idea in sé di girare e di scegliere all'interno di una sorta di "supermarket" del sesso, è qualcosa che è di per sé arrapante ed impagabile, tuttavia, quando cominci a farti l'idea che l'offerta di tale supermarket sia simile a quella del discount all'angolo, con però prezzi da gourmet di fascia alta, inizi ad avere la sensazione che ci sia qualcosa che non va.
So di essere a questo proposito un disco rotto, ma la mia impressione è che la schiacciante preponderanza della nazionalità rumena tra le operatrici, per quanto consenta a posti come questo di sopravvivere e di andare avanti, sia fortemente corresponsabile del decadimento a cui sto alludendo. Non a caso quasi la metà delle ragazze che ho finito per scegliere di provare (5 su 11, per un totale di 13 stanze), e tra di esse le due o tre più valide, erano non-Rumene, benché le Rumene costituiscano ad occhio e croce il 90% della popolazione del Wellcum.
La mia non vuole essere bieca discriminazione: è una semplice presa d'atto che alcuni dei comportamenti più cafoni o avidi sperimentati in arena provenivano da ragazze di quella nazionalità . Alcuni esempi a caso:
Rannya (obiettivamente una strafica) mi abborda spontaneamente in un momento morto; le chiedo gentilmente se per caso fornisca il bacio tra i suoi servizi e lei se ne va immediatamente senza una parola come se le avessi lanciato un volgare insulto. Inoltro la stessa richiesta a certa
Didì (molto meno fica), che anche in questo caso mi aveva fermato lei, e questa mi spara che il bacio comporterebbe un extra di 50 €, in pratica una rapina (mi ero preparato, dalle cronache lette qui, all'idea che quasi nessuna salisse a 80 €, ma pensavo che per 100 € molte fossero disposte a fornire almeno gli extra più basici). Più in generale, molte ragazze mi sono sembrate estremamente insistenti nel proporsi (mi vengono in mente
Lisa o
Madalina) e maleducatamente scocciate quando le si respingeva pur con il massimo garbo. Altre, invece, parevano costantemente interessate a tutt'altro che non a portare in camera i clienti (che vivano lautamente di quanto sborsato dai loro "fidelizzati"?), passando il tempo a fumare e a sbevazzare davanti alla piscina, a spettegolare con le amiche o a giocare a calciobalilla. Quest'ultimo dettaglio merita un approfondimento: quando ero salito tre anni fa, non ricordavo che ci fosse il biliardino, che immagino sia stato introdotto soprattutto come potenziale passatempo per i clienti tra una stanza e l'altra; il suo successo, tuttavia, mi è parso ancor più notevole tra le ragazze (tra le più assidue in tal senso,
Julia e
Rannya) e la cosa a mio modo di vedere più divertente (e forse persino indicativa del loro personale senso della correttezza) è che non ho mai visto nessuno infrangere così platealmente e spensieratamente la regola-base che si insegna fin dall'infanzia in tutti gli oratori della Repubblica Italiana, ovvero che è vietato "rullare": quelle "rullavano" tutto il tempo con la massima voluttà !

Altro segno, secondo me, di estrema sciatteria è che, nella tarda serata (diciamo dalle 22:00 in poi), parecchie delle assai diradate ragazze rimaste nel salone cominciavano a levarsi le loro scarpe a tacco alto per indossare squallide ciabatte di plastica: io posso capire l'estrema scomodità delle loro calzature "da lavoro", ma, se sei ancora lì in arena in cerca di clienti, per rispetto nei confronti dei medesimi dovresti rimanere un po' "in tiro"; sennò, vattene direttamente a letto, come molte, la sera, davano l'impressione di non vedere l'ora di fare.
Per correttezza, e per completare la disamina delle ragazze che
non mi sono portato a letto, aggiungerò che, sebbene la maggior parte dei comportamenti sopra descritti fossero ascrivibili alle Rumene, ho incontrato qualche isolata burina anche tra le ragazze di altra nazionalità : in particolare mi ha colpito da questo punto di vista la sedicente Ruandese
Anita; a parte il fatto che, forte della sua notevole giovinezza e bellezza (sulle quali non ho niente da obiettare) offriva servizi risibilmente limitati, mi è capitato con lei un episodio del seguente tenore: avevamo iniziato a parlare ed eravamo sostanzialmente arrivati ad un accenno di trattativa, dato che lei stava cominciando a elencarmi i (pochi) servizi che mi avrebbe potuto fornire in camera; ebbene, a un certo punto vede passare un altro cliente, evidentemente uno con cui era già stata e con cui sperava di tornare, e così, di punto in bianco, nel bel mezzo di una frase, senza una parola di scusa, anzi senza una parola in assoluto, prende e se ne va mettendosi alle calcagna di quel tipo. A stile, siamo veramente messi male, mi sembra.
Ultima lamentela di ordine generale, prima che dia inizio ad un breve resoconto delle mie stanze: come avevo del resto letto più volte su queste pagine, la preponderanza di seni e labbra rifatte è davvero eccessiva (per non parlare del florilegio di tatuaggi di cattivo gusto) e porta persone come me, che sono amanti delle fattezze naturali, a scartare a priori molte operatrici (non certo tutte, altrimenti rinuncerei di fatto a fare stanze). Intendiamoci, qualcosa di naturale, e da questo punto di vista di buono, si trova ancora, cercando con pazienza, però tette finte e labbroni a canotto sono di certo più diffusi di quanto lo siano i clienti che apprezzano questo tipo di look da mignottone da sbarco, che, per carità , ci sta in un bordello, ma in realtà , all'insaputa delle operatrici stesse (o forse lo sanno benissimo e se ne sbattono: l'argomento è stato discusso ad oltranza anche qui), è per lo più controproducente rispetto ai gusti di non pochi degli avventori.
Questa lunga premessa potrebbe far pensare che il mio soggiorno sia stato un disastro; in realtà non è così: selezionando con cura (e rassegnandomi all'idea di spese unitarie ben maggiori rispetto agli 80 € della tariffa-base), sono riuscito a sperimentare un certo numero di stanze per lo meno decenti. Certo, ciò non sarebbe certo bastato a convincermi che fosse valsa la pena di investire in un simile viaggio, se, nel suo scorcio finale, non avessi finalmente trovato un'avventura del valore che cercavo. Ma, come si vedrà , si sarebbe trattato di qualcosa di estremamente particolare e di a suo modo estemporaneo rispetto all'andazzo generale del Wellcum.
È dunque tempo che cominci a parlare di singole camere con specifiche ragazze, ma, come avevo facilmente previsto, è anche tempo che mi interrompa momentaneamente nella mia laboriosa opera di scrittura. Dato che il mio "format" di tre anni fa aveva riscosso particolare successo (per lo meno a giudicare dai "mi piace" che i miei post avevano ricevuto), lo replicherò anche in questa occasione, raggruppando le ragazze, nel corso dei miei prossimi post, in ordine crescente di soddisfazione procuratami, dagli irrimediabili "missili" fino a quelle che mi sono parse il "top" di fascia.
Se avrete un po' di pazienza, vedrete comparire i suddetti post nel corso del pomeriggio.