Mi ci sono volute 8 pagine di commenti sulla performer in questione per decidermi di andarla a trovare.
Qualcuno potrebbe affermare che Quinto Fabio Massimo detto "il temporeggiatore" è stato un decisore compulsvio al confronto del vostro Direttore Supremo.
Ma non mi scomporrei di un millimetro difronte a tale evidente verità.
E' sempre così. E più invecchio e più mis erve tenpo per mettere a fuoco una nuova partner occasionale.
Sarà perchè il lotto delle frequentazioni abituali ha ormai raggiunto un livello di soddisfacimento esemplare.
Oppure perchè semplicemente devo ormai trovarmi perfettamente a mio agio nel perseverare a coltivare questo meraviglioso hobby.
Tant'è, che comunque oggi si è verificata la congiunzione astrale affinchè l'esplorazione avvenisse. Tempo a disposizione, immediata risposta telefonica, immediata disponibilità e, non ultima nella classifica di importanza, la serie di contributi con esito positivo dei compagni di merende.
Location perfetta, orario lontano da potenziali assembramenti coinquilini (aggettivato) e perfetta disponibilità quanto a fruizione della vicenda.
Fa capolino da dietro la porta in quella che sembra la foggia preferita del meretricio più avveduto.
Non colgo appieno il significato di questa mossa.
Che sia forse l'ultima precauzione che consentirebbe di rifiutare la concessione sessuale appena visto il partner occasionale?
Lo dubito.
Che sia l'ultimo retaggio di ritrosia nel concedere il proprio corpo a pagamento poco prima dell'abbandono totale?
Lo dubito.
Sarà forse la volontà di lasciarsi scoprire a poco a poco, prima il viso, poi le fattezze corporali.
Ma anche questo, racchiuso nello spazio di un nanosecondo, non giustifica la falsa ritrosia.
Fatto sta che, dietro la porta, dapprima appaiono due occhi nero pece sotto una fronte bianca, a sua volta dipinta da capelli corvini, e immediatamente dopo il trionfo di un corpo che tutti vorrebbero sempre trovare nel proprio letto.
Sopra un tacco 14 non ci si accorge della brevilinearità della struttura, e comunque un seno di dimensioni PERFETTE, secondo i più sofisticati canoni dell'estetica femminile, mette tutto subito in secondo piano. Terza piena, aureole disegante da Giotto, mi accorgerò nel prosieguo della sessione che la reattività dei capezzoli non è esuberante dimensionalmente, anche se pienamente sensibile.
Solo un lieve allargamento del bacino, da vista frontale, e dell'inizio coscia ti consente di realizzare che non ha fatto concorsi di miss ai caraibi, ma appena si volta riconoscete nel perfetto deretano l'altro capoalvoro giottesco proprio di questa femmina.
Guardandola vorrei piangere.
Soffoco la commozione, per calarmi immediatamente nella parte del maschio desideroso di appropriarsi di quel prodotto.
La vesto di lingerie diversa da quella autoctona e mi abbandono alle prime voluttà.
Come non iniziare da quel seno!!!!!
Ne aspiro ampie boccate, anche se da in piedi sono costretto a chinarmi in modo importante.
Subito si atteggia per quel che è il suo mestiere e non lesina carezze assassine, che peraltro non fanno altro che constatare lo stato avanzato della mia eccitazione.
Si propone di lena con un FK i cui confini dell'esplorazione profonda non ho ancora realizzato, tanto rilancia in termini di esplorazione della sua lingua nel mio incavo orale.
Tutto per il momento si svolge in modo estremamente naturale. Non c'è niente che ella rifiuti o per il quale si discosti.
Il pensiero corre veloce verso la sua disponibilità successiva, che immaginare a tutto tondo risulta più facile di un semplice sistemino a due incognite.
Siamo sul letto senza esserci mai staccati uno dall'altra.
Dimostra qualche parvenza amatoriale quando decide di svestirmi.
Si prende i suoi tempi, parzialmente dissonanti rispetto alla foga iniziale, e allora concludo svestendomi da solo.
Le presento l'obelisco direttoriale innanzi il viso e ne gradisco immediatamente le carezze labiali.
La prego di farmi felice, e capendo al volo lo ingoia fino alla base senza lesinare la profondità dell'escursione.
Qualche incontrollato rigurgito, mi regalano la seconda apprezzabilissima sensazione di amatorialità, che a noi avventori non dispiace mai, se non sconfina nell'inettitudine importante.
Lo estrae e lo ingurgita profondamente a più riprese, fino a quando l'abbondante produzione salivare richesta dall'atto per difendere le pareti profonde della gola non produce, una volta estratto quegli apprezzabili filamenti che mantengono congiunto il glande riemerso con le sue labbra avvolgenti. Le confesso che della fellation ormai quella è la visione che mi appaga di più. Posso capire l'abilità orale, l'atteggiamento coinvolgente, la sensibilità che prolunga l'atto, ma ormai......l'unica cosa cui anelo è gordemi visivamente quei filamenti di saliva esatti testimoni della perfetta profondità raggiunta.
Il tempo trascorre, e il desiderio avvolgente di una giovane vagina abbarbicata attorno al membro direttoriale mi pervade.
La accolgo alla mia maniera. Dopo una sessione di daty che soddisfa il sottoscritto piuttosto che lei, seduto spalle alla testiera del letto la richiedo sopra di me face to face.
Quel seno non mi concederebbe una posizione diversa.
Gestisce la fase di drilling con calma assoluta e dopo un po capisci che non gliene importa un fico di donarti piacere, e si concentra nella ricerca del suo personale.
Mi chiede più volte di aspettare a venire, ma non so come mai questa volta risulta una sollecitazione pleonastica. Sono talmente incantato nell'osservarla durante l'impegno profuso, di occuparmi della sua bocca e delle sue tette, che mi sono dimenticato financo di gestire il mio piacere.
Attendo solerte che raggiunga il culmine ( che mi sembrarà genuino ripensando al percorso di smorfie, mugolii, atteggiamenti copulatori nonchè di abbandono finale) e poi esplico la prima delle funzioni eiaculatorie che mi ero proposto incontrandola. Comunque, non prima di averle chiesto di poterlo fare nella sua boccuccia anzichè nella sua prelibatissima vagina.
Trattiene tutto, non demorde imemdiatamente continuando per un po a soffocare l'oggetto del suo desiderio e poi si avvia nel bagno per l'espulsione, non senza qualche colpetto di tosse per lo sperma vischioso che deve averle sfiorato birichino le pareti della gola.
Con sorpresa mi accorgo che il turgore direttoriale non accenna a diminuire.
Non si verifica il periodo refrattario.
Consapevole di non aver assunto alcunchè, assecondo la sua meraviglia quando, tornata in camera con la mente agli esercizi di sollevamento da praticare al verme esanime, sorride contenta per la fatica risparmiata e ci si rituffa sopra con la sua adorabile boccuccia.
Nuovo all'esperienza (per la verità in gioventù aveva costituito una prassi molto apprezzata dalle partner dell'epoca) che non mi capitava più da molto tempo, le chiedo immediatamente di reinfilarlo da qualche parte, timoroso che il miracolo diventasse presto un miraggio.
Anelo il suo posteriore e dopo averlo cosparso con un po di cremina me lo offre da tergo.
In piedi ai bordi del letto, come al solito fatico a traversare l'uscio, ma una volta dentro sembra che l'abitazione sia stata frequentata non da mò.
Assesto i colpi necessari per riportare alla realtà l'ipotesi di una seconda eiaculazione, e mi accascio dapprima sopra di lei, per poi assecondare una posizione sul fianco più comoda per entrambi.
Mi trattengo dentro l'abitazione (sempre figurativo) e lei non da segni di insofferenza, anche quando accenno a continuare l'alesaggio fino a completa espulsione delle sperma dal condotto uretrale.
Ecco fatto.
Tre quarti d'ora di perfetta fruizione di sesso a pagamento.
Due parole, mi rivesto e scade l'ora canonica.
Me ne vado pienamento soddisfatto, tanto da annoverarla subitaneamente tra il lotto delle preferite che non consentono tentennamenti di sorta.
Tanto vi dovevo.