@bellalui
La prendo alla larga.
A proposito di metafore, c'è un meraviglioso film di Sam Peckinpah - regista fuori categoria , con Fuller - che ti invito a vedere laddove tu non lo abbia già fatto, ossia "Cane di paglia".
Voliamo alto.
Nel film (*spoiler) un mite matematico, in seguito a due eventi particolari, si trasforma in un genio del male.
Per il regista la violenza diviene metafora delle relazioni umane, come lo stupro lo è per rapporti sessuali.
Un film necessario - come è per "L'età dell'innocenza" di Scorsese, altro genio, e guardatevi The Irishman - per far riflettere sul fatto che, forse, la società non si è evoluta granché, e le leggi tribali sono quelle che di fatto vigono.
Come in quei film, tu dimostri che una valvola di sfogo da certe costrizioni/costumi deve esserci.
Il punto - che correttamente tocchi - è che se poi ti fermi lì, entri in loop, quando la cosa, in certi casi, addirittura non può che degenerare.
Non tutti i rapporti con il sesso femminile si esauriscono con quelli con prostitute, e di certo alle prostitute non si dovrebbe demandare il ruolo di colmare certi vuoti, come - ed è innegabile - sempre più spesso negli ultimi anni si assiste da parte di frequentatori delle stesse, come emerge nelle impressioni che riportano qui o in siti di genere.
Non ci vuole un genio per capire che se arrivi a pagare una prostituta che lavora in un bordello - e non vuole avere rapporti con te per X motivi - 800 euro per un paio d'ore invece di 280 come accetta da tutti, qualcosa non va.
Che rapporto poi si possa avere con una che manifestamente esprime questo disprezzo, me lo dirà qualcuno più bravo di me, perché io non lo capisco.
Lo stesso se la paghi 15.000 euro (quindicimila) ogni mese perché i primi 10 giorni giorni di ogni mese non vada in bordello a lavorare (mentre poi può andarci dall'11 al 30 del mese) perché così sta a casa e nessuno (dei clienti) se la scopa (una barzelletta, n.d.R.).
Chiunque legga capisce che qualcosa non va.
E c'è una linea oltre la quale il "ciascuno con i propri soldi fa quello che vuole" non dovrebbe arrivare.
Evidentemente l'amor proprio è stato riposto nell'armadietto, con i vestiti.
Ovviamente non mi riferisco a te nei due esempi (reali) sopra; tuttavia mi ha incuriosito un thread da te aperto qui su una tua fidelizzanda brasiliana, in cui emergono molti dubbi ed insicurezze che ti hanno colto per un incontro saltato.
È questo che intendo nel mio post sopra, quando mi riferisco al fatto che la frequentazione di escort, da liberazione, può diventare prigione.
Sovente - sempre più sovente - i frequentatori caricano il rapporto escort/cliente di un significato che non ha, non può avere, e non dovrebbe avere mai.
Non scrivono, autocastrandosi, per paura di come potrebbe reagire questa o quella ragazza ad un feedback neutro quando non negativo, attribuendo così loro un potere che non dovrebbero avere, quando l'unico problema che dovrebbe avere il recensore è se riporta falsità.
La mediocrità cosi' diventa sistema, i report non dicono più nulla, e si limitano ad un farsi i pompini a vicenda tra utenti, rasentando lo stucchevole ai limiti dell'ilarita', quando non della tenerezza.
Penso concordi, e la tua autocritica finale mi conforta sul fatto che almeno sei conscio che il problema c'è.
Purtroppo - a leggere quello che viene scritto, e sapendo quello che viene taciuto, nei forum di genere e i social - il rapporto patologico con le professioniste sembra diventato la normalità, tanto che nessuno ci fa quasi più caso.
È da qui anche, molto probabilmente, che può trovare risposta il tuo quesito iniziale.