Intervengo ora volutamente, con il sangue che si è raffreddato e la mente un po' più serena.
Vedo questa vicenda della Concordia con un'ottica un po' diversa.
A me non importa nulla delle miglia nautiche, della capitaneria, delle virgole.
Mi interessa, piuttosto, analizzare i comportamenti umani, sociali se volete.
E l'unica conclusione cui pervengo, da qualsiasi punto di vista vogliate guardare, è che questa è stata una vicenda assolutamente italiana.
Fatto salvo che la stupidaggine non ha nazionalità, noi italiani abbiamo fatto della superficialità, dell'approssimazione e dell'ipocrisia un'arte.
Ogni cosa la facciamo così... non come si deve fare ma come siamo abituati a farla, e nel modo più comodo possibile.
Le regole per noi esistono soltanto per sapere cosa dobbiamo infrangere, le leggi... lasciamo perdere.
Ogni giorno, in virtù di questi atteggiamenti, succede un incidente o, semplicemente, un contrattempo.
Ogni tanto l'incidente è più grande e le conseguenze più gravi.
Allora tutti diventiamo tedeschi, superesperti, pronti a giudicare rigorosamente gli errori altrui.
Ci scandalizziamo e siamo pronti ad lanciare la corda sul ramo più alto.
Questi avvenimenti nascono da lontano, dal nostro agire quotidiano, dalle mille piccole infrazioni che tolleriamo ogni giorno, dal volere fare le cose sempre "all'italiana".
E chi, e ce ne sono tanti, vorrebbe fare le cose come si deve è "un rompicoglioni".
Mi meraviglio come non sia uscita fuori l'origine meridionale del capitano.
Ci appigliamo a tutto pur di non vedere la realtà e la colpa è sempre degli altri.
Nello specifico la colpa più grande è chiaramente del capitano, ma chi lo ha messo lì? Con quali criteri è stato selezionato? E gli altri membri dell'equipaggio hanno mai evidenziato la maggiore o minore correttezza delle manovre che, è evidente, la nave era usuale compiere?
E gli abitanti del Giglio (o di ogni luogo dove avviene), oltre che ad agitare la manina tutti contenti al passaggio della nave, hanno mai segnalato a qualcuno di competenza tale manovra?
E ci metto pure le centinaia di migliaia di passeggeri che hanno viaggiato su queste navi. Hanno mai detto qualcosa in merito? Magari non tutti sono esperti di navigazione, ma se un gigante del genere passa a 100 metri dagli scogli qualcosa dovrà pur farti venire in mente.
Vi sembrerà strano ma gli unici che, quasi, assolvo sono proprio le Capitanerie.
Nel marasma generale delle nostre forze armate, sono prive di mezzi e uomini.
Si arrangiano come possono e, quando nel resto del mondo sono gli unici ad avere controllo delle acque, qui devono anche litigare con la Guardi di Finanza (molto più attrezzata in tanti casi), Carabinieri e Polizia.
Anche volendo non potrebbero, in ogni caso, avere il controllo totale, in tempo reale di quello che succede in ogni metro quadrato del nostro mare (che è tanto).
Come sono gli uomini lo sappiamo.
Per questo esistono le procedure, le regole, le leggi.
E più che ai troppi morti di questa vicenda, mi piace pensare ai tanti che sono sopravvissuti grazie a qualcuno che ha fatto il proprio dovere.
Non sono anti-italiano, ma certi nostri modi di fare proprio non li mando giù e, ben consapevole dei tanti nostri pregi, ascoltare i telegiornali stranieri che ci prendono per il culo mi fa venire l'ulcera.