Da un po di giorni, avevo perso il seguito di questa discussione e gli ultimi post.
Leggendoli tutti, credo ci sia una eccessiva semplificazione, nel definire no-prof, una cerchia di donne che dovrebbe essere forse meglio definita come semi-prof.
Se è così, allora condivido anche il pensiero di chi inizialmente non avevo compreso.
Le donne che accettano incontri occasionalmente, per passaparola o tramite annunci sporadici, studentesse o casalinghe che siano, proprio in quanto si affacciano alla professione, non possono essere no-prof.
Se la professione fosse legalizzata, sarebbe come in qualsiasi altro settore lavorativo: fino ad un certo fatturato è prestazione occasionale. Oltre, apri attività e partita iva.
Ma non riesco proprio, con tutto lo sforzo, a definire no-prof un'attività, ancorchè svolta saltuariamente.
Le no-prof, semmai, sono quelle che stanno sotto la scrivania dei dirigenti, acquisendo coi loro servigi extra, posizione e carriera, il più delle volte immeritata.
Con la differenza che, professioniste e semi-prof, non arrecano danni ad altre donne.
Le no-prof carrieriste, danneggiano gravemente quasi tutte le donne oneste che attraversano la loro strada.